"Spacchiamo il vetro", agenti Ice minacciano i giornalisti di In mezz'ora - Tuttoggi.info

“Spacchiamo il vetro”, agenti Ice minacciano i giornalisti di In mezz’ora

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“Spacchiamo il vetro”, agenti Ice minacciano i giornalisti di In mezz’ora

Dom, 25/01/2026 - 21:03

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(Adnkronos) –
”Spaccheremo il finestrino e vi trascineremo fuori dall’auto”. Gli agenti dell’Ice a Minneapolis minacciano i giornalisti di In mezz’ora, la trasmissione della Rai. Il programma, dal proprio profilo Instagram, diffonde il video del confronto ravvicinato tra gli inviati Laura Cappon e Daniele Babbo e gli agenti dell’agenzia che contrasta l’immigrazione illegale.  

“‘Abbiamo una macchina dell’Ice davanti e una dietro. Siamo intrappolati'”, dice Laura Cappon, descrivendo nel video quello che sta succedendo. A quel punto tre agenti si avvicinano all’auto e intimano alla donna che è al volante di abbassare il finestrino. ”No, non sto facendo nulla di male. Sto solo guidando nella mia comunità”, risponde lei, mentre al suo fianco Cappon dice ‘Press. We are press italian’. A quel punto scatta la minaccia degli agenti: ”Questo è l’unico avvertimento. Se continuate a filmarci, se continuate a seguirci spaccheremo il finestrino e vi trascineremo fuori dall’auto”.  

 

 

Il caso diventa oggi di dibattito politico in Italia. “Le minacce rivolte dagli agenti federali dell’Ice ai giornalisti italiani della Rai — ‘spaccheremo il finestrino e vi trascineremo fuori dall’auto’ — rappresentano un fatto gravissimo.Un’intimidazione diretta, violenta, inaccettabile contro chi stava semplicemente facendo il proprio lavoro: documentare e informare.Esprimiamo piena e totale solidarietà agli inviati di In Mezz’ora, Laura Cappon e Daniele Babbo. Colpire i giornalisti significa colpire la libertà di stampa, il diritto dei cittadini a sapere, i principi fondamentali di ogni democrazia”, dice una nota Sandro Ruotolo, responsabile Informazione nella segreteria nazionale del PD ed europarlamentare. 

”Questa aggressione non è un episodio isolato. Avviene in un contesto segnato da operazioni federali sempre più militarizzate, che a Minneapolis hanno già causato la morte di civili.Un’escalation che mostra un uso sproporzionato, ideologico e intimidatorio della forza, rivolto non solo contro i manifestanti, ma anche contro chi racconta i fatti.Di fronte a tutto questo, una domanda è inevitabile:la presidente del Consiglio Giorgia Meloni intende continuare a tacere o prenderà finalmente posizione? Quando vengono minacciati giornalisti italiani all’estero, il silenzio non è neutralità: è complicità”. 

”Chiediamo al Governo italiano di condannare pubblicamente l’operato degli agenti federali Ice, pretendere spiegazioni formali dalle autorità statunitensi; difendere senza ambiguità la libertà di stampa e l’incolumità dei giornalisti italiani. La libertà di informazione non è negoziabile. E l’Italia non può voltarsi dall’altra parte”. 

”Le minacce ai giornalisti italiani, a cui va la nostra solidarietà, da parte dell’Ice sono inaccettabili e vanno respinte con forza. Aspettiamo un’immediata presa di posizione della Presidente del Consiglio e del Ministro Tajani”, scrive su X il leader di Italia Viva Matteo Renzi.
 

”Le gravissime minacce rivolte a Minneapolis ai giornalisti italiani Laura Cappon e Daniele Babbo, inviati della trasmissione In mezz’ora, da parte degli agenti federali dell’Ice segnano un salto di qualità inquietante: intimidazioni mafiose contro la stampa nel cuore degli Stati Uniti.Siamo davanti a una deriva autoritaria alimentata dall’amministrazione Donald Trump, che tra violenze, repressione e minacce ai giornalisti sta spingendo l’America verso una frattura da guerra civile strisciante. Di fronte a tutto questo, Giorgia Meloni deve condannare immediatamente quanto accaduto”, afferma Angelo Bonelli, deputato Avs e co-portavoce di Europa Verde. 

”Basta con la sudditanza politica verso Trump: dalla grottesca proposta di candidatura al Nobel per la pace fino al silenzio sulle offese rivolte ai militari italiani impegnati in Afghanistan. La libertà di stampa e la dignità dell’Italia vengono prima di ogni alleanza ideologica”. 

 

 

 

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