Assisi

Sopralluoghi ad Assisi e Bastia con la Protezione civile nazionale: conta danni al via

Una giornata di sopralluoghi a inizio settimana ad Assisi e Bastia Umbra per verificare, insieme ai tecnici della Protezione civile nazionale, i danni causati il 23 e il 30 giugno scorsi dal nubifragio e dalla conseguente esondazione del Tescio.

Qui Assisi: tra somma urgenza e conta danni

La conta dei danni è tutta da quantificare, ma alcuni esempi su tutti danno l’idea della mole di lavori da fare per rimettere in sicurezza il territorio. Se per l’intervento sulla frana sulla ex statale ora regionale 444 la Provincia che l’ha in gestione ha quantificato in 4 milioni di euro gli interventi necessari per il ripristino, per i “piccoli interventi di somma urgenza fatti dopo l’alluvione”, come illustra il sindaco di Assisi (e presidente della Provincia di Perugia) Stefania Proietti, sono state già stanziate cifre importanti (quasi 300.000 euro tra Regione, Comune e Provincia), ma briciole rispetto ai danni che restano da quantificare e sistemare.

Per le strade di montagna di Pian della Pieve, Sant’Anna, Paradiso, Madonna dei Tre Fossi, fosso e ponte Marchetto, Porziano, Brigolante e Ponte Grande, Mulino Brunacci e l’intera valle del Tescio, ma anche Santa Maria di Lignano, Madonna dei tre Fossi, Le Case, Costa di Trex, Satriano, Armenzano, San Bartolomeo e Palombara, il Comune ha stanziato 124.000 euro per sistemare in prima battuta le strade diventate arterie di fango e detriti e garantire le minime condizioni di circolazione e sicurezza. Sempre in somma urgenza, la Provincia ha speso 88.000 euro per riaprire strade e rimuovere gli alberi da ponte san Vittorino, mentre altri 70.000 circa sono arrivati dalla Regione per ripulire alcuni tratti del Tescio. E poi c’è l’acquedotto comunale che porta l’acqua ad Assisi capoluogo: le condutture spezzate dal maltempo sono state riparate con una soluzione provvisoria per evitare che un’intera città rimanesse senza acqua.

Questi e molti altri danni causati dal maltempo di fine giugno (il 23 e il 30) hanno visto i tecnici della Protezione civile nazionale durante i sopralluoghi di lunedì scorso, fatti proprio per una valutazione dei danni in merito alla richiesta di ottenimento dello stato di emergenza nazionale. Oltre agli esperti arrivati da Roma e il sindaco, c’erano anche il vicesindaco Valter Stoppini, il dirigente Matteo Castigliego e il geometra Franco Siena e per la Regione i tecnici della Protezione civile regionale con la dirigente Stefania Tibaldi.

Il “giro” di sopralluoghi è iniziato dal bosco di San Francesco (dove qualcosa è stato sistemato e molto c’è da fare), dal percorso verde e dal parcheggio di San Vittorino, dove sono ancora ben visibili gli effetti dell’esondazione con fusti di alberi crollati e prato adiacente completamente invaso dai detriti. “Dal Ponte San Vittorino è lampante la scarsa stabilità degli argini dei due lati del torrente dovuta all’intasamento di fango e alla presenza di numerosissimi alberi nell’alveo del fiume Tescio per tutti i 16 km di corso”, il bilancio della giunta. I sopralluoghi hanno interessato anche i luoghi dove si sono verificati smottamenti, avvallamenti e frane, come lungo la strada Sant’Anna- Paradiso e nei pressi di Costa di Trex, e ovviamente la maxi frana sulla ex statale 444.

Qui Bastia: incontri con i cittadini e sopralluoghi

Danni da maltempo del 23 e 30 giugno anche a Bastia Umbra, la giunta incontra i cittadini per fare il punto. “Si è trattata di un’assemblea molto partecipata – spiega il sindaco Paola Lungarotti – in cui  illustrato quelli che sono stati i passi amministrativi fatti dal Comune di Bastia Umbra e dagli Enti sovraordinati all’indomani dell’emergenza, dai sopralluoghi per la verifica dei danni agli argini e alle abitazioni, alle strade e alla vegetazione del percorso verde.

l sindaco ha ribadito che “si sta attendendo di conoscere un dato di primaria importanza, e cioè la decisione da parte del Governo, tramite la Protezione Civile Nazionale, i cui funzionari hanno effettuato un sopralluogo in tutta la zona del Torrente Tescio i giorni 7 e 8 Agosto,  di ascrivere o meno l’esondazione del Torrente Tescio tra gli eventi di  calamità naturali che classificherebbero Bastia Umbra tra i  Comuni in  diritto di ricevere importanti contributi dallo Stato, necessari per riportare il letto del torrente Tescio e l’ambiente circostante ad una condizione ottimale”.

Dal canto loro i cittadini hanno riportato le proprie osservazioni sullo stato delle cose e su quanto accaduto, chiedendo all’Amministrazione Comunale di farsi portavoce, presso gli Ente sovraordinati, delle proprie necessità in merito ai danni subiti e alla sicurezza che chiedono come garanzia per il seguito della situazione abitativa. “Faremo di tutto affinchè quanto accaduto venga valutato quale stato di emergenza  – ha proseguito il Sindaco Paola Lungarotti nel suo intervento – ci sentiamo pienamente impegnati in questo,  penso di esprimere il pensiero dell’Amministrazione Comunale da me presieduta così come degli altri Comuni interessati dall’esondazione del Torrente Tescio e auspico – ha ribadito – che prima possibile possa essere riportato uno stato di serenità a sostegno di quella parte di popolazione e famiglie che fa parte della nostra Comunità e a cui ci sentiamo particolarmente vicini in questo  frangente”.