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SOLENNE PONTIFICALE DI PASQUA IN CATTEDRALE CELEBRATO DA MONS. RENATO BOCCARDO

La Chiesa il giorno di Pasqua ha fatto memoria della certezza dell'amore di Dio per i figli. La Pasqua è la festa della gioia, del sollievo e del gaudio. È la dimostrazione reale che la Resurrezione di Gesù non era una vana promessa, ma la prova massima della divinità di Gesù. Anche nel Duomo di Spoleto si è fatto memoria dell'annuncio pasquale: Cristo è risorto, egli vive al di là della morte, è il Signore dei vivi e dei morti. In una cattedrale gremita di fedeli l'Arcivescovo Renato Boccardo, all'inizio della celebrazione, ha asperso i fedeli con l'acqua santa benedetta nella notte di Pasqua – la notte più luminosa di tutti i giorni – in ricordo del Battesimo ricevuto.

Nella sua omelia il Presule ha invitato i presenti a non dimenticare, in questo giorno di luce che è la Pasqua, l'agonia e la tristezza del Venerdì Santo. «La croce è e deve restare – ha detto – il segno dell'amore di Dio». Poi, mons. Boccardo ha sottolineato come oggi l'amore di Dio venga spesso crocefisso. «Il peccato – ha affermato – offusca la luce di Dio. Anche i ministri del Vangelo, purtroppo, ne fanno esperienza. Sotto la croce vogliamo chiedere perdono per le colpe e per le fragilità umane di alcuni uomini di Chiesa».

L'Arcivescovo ha scelto il giorno di Pasqua per far sentire al Papa la vicinanza della Chiesa di Spoleto-Norcia in questo delicato momento. «A Benedetto XVI – ha detto Boccardo – va tutta la nostra ammirazione, soprattutto ora che la Chiesa è sottoposta ad accuse infamanti che cercano di minare la credibilità del Successore di Pietro. Simbolicamente ci vogliamo stringere a lui. Al Pontefice questa Chiesa diocesana, che ha dato i natali a Benedetto da Norcia, di cui Ratzinger ha voluto prendere il nome, assicura la sua preghiera».

Mons. Boccardo ha terminato la sua omelia con una invocazione a Gesù: «amico fedele, rimani con noi; tu che infondi fiducia e speranza continua a nutrire l'uomo affamato di verità e giustizia».

Al pontificale in Duomo era presente anche il sindaco della città di Spoleto, Daniele Benedetti. La liturgia è stata animata dalla Cappella Musicale del Duomo diretta dal maestro Francesco Corrias, con all'organo il maestro Paolo Sebastiani.