Assisi

“Sognare, sognare e sognare”, il segreto di Orlando Perini per trasformare le idee in obiettivi

“Se uno crede in un sogno primo o poi si avvera”. Con queste parole, piene di speranza e saggezza, Orlando Perini apre l’intervista a TuttOggi.info, per raccontare il segreto che gli ha permesso di raggiungere tutti i suoi obiettivi.

“Sognare sognare e sognare. Se ti alzi la mattina e durante il giorno e la sera e pensi intensamente a quel sogno fino a farti male lo stomaco quel sogno, prima o poi, riuscirai a realizzarlo.”

Nessuna forza esterna può rendere impossibile la realizzazione di un sogno se non la paura di fallire che acceca un timoroso essere umano. È più facile isolarsi nella propria zona di comfort e lamentarsi di non riuscire ad avere dei sogni e trasformarli in obiettivi per colpa di un mondo che si accanisce su di noi. Prendere coraggio, questa è la più grande sfida.

“Non siamo tutti uguali. Sicuramente è meglio vivere nelle zone di comfort, che fare sacrifici per arrivare a raggiungere quel sogno. La verità è che i sogni non si realizzano da soli come per magia: devi lavorare con grinta, perseveranza e passione, devi alimentare quel sogno dalla mattina alla sera. Sogni piccoli persone piccole, sogni grandi persone grandi”.

La grinta, la perseveranza e la passione di un uomo che ha saputo trasformare i suoi sogni in carburante per raggiungere la libertà

Nato ad Assisi il 25 settembre del ’56 da mamma Maria e papà Gettulio, Orlando sin da ragazzo è sempre stato spinto dal desiderio di vivere la sua vita libero da condizionamenti, limiti e pregiudizi.

“Ho sempre fatto 2/3 lavori insieme. Sin dalla 1° media mi sono reso indipendente. Il pomeriggio andavo a lavorare da un amico di mio padre che faceva il carrozziere da 11 anni. Ricordo che da casa distava 5 km ed io per arrivarci ci andavo con la Bici la famosa ‘Graziella’. A fine settimana mi davano 10 mila lire ed io mi sentivo ricco e libero” così, Orlando, con un velo di nostalgia, ricorda gli anni della sua adolescenza.

Ho sempre trovato qualche lavoretto da fare durante i tempi di scuola, per sentirmi indipendente. Tornavo la sera alle 19.30 e poi studiavo. L’ho fatto fino alle superiori. Al temine del quinto anno di ragioneria, quel percorso di studi, mi ha portato a lavorare all’interno di una fabbrica di pomodori, conserve. Il mio professore di italiano era uno dei soci. Lì facevo manutenzione attrezzatura. Poi, purtroppo, è fallita e sono andato a lavorare in una fabbrica di plastica. Il titolare, era il 1° imprenditore italiano che lavorava la plastica alimentare ad alta intensità. Io fui uno dei primi 3 dipendenti di quell’azienda.”

‘L’entusiasmo’: la chiave che ha permesso ad Orlando Perini di raggiungere ambiziosi traguardi

Bertrand Russell, in una delle sue citazioni più famose così recitava: “L’entusiasmo è per la vita quello che la fame è per il cibo”. Ed è proprio l’entusiasmo a dare ad Orlando il giusto stimolo per vedere nuovi orizzonti e raggiungere traguardi sempre più ambiziosi.

“Dopo 4 anni volevo crescere. All’epoca ero già sposato. Sono andato a fare il programmatore in un’azienda software-house in Umbria dove, dopo circa 1 anno, mi ha inserito nel settore vendite. Purtroppo, ha chiuso dopo 2 anni. Ricordo che come liquidazione ho ricevuto dei pc, registratori di cassa e macchine da scrivere che in poco tempo mi hanno permesso di svoltare nella mia vita”, così prosegue Orlando nel raccontare le tappe del suo viaggio verso il successo.

“È stato il mio primo trampolino di lancio. A gennaio 1983 ho iniziato la mia attività di vendita registratori di cassa e pc fondando la H. Pierre. Nell’85 abbiamo acquisito il nostro 1° cliente con il collegamento del registratore di cassa e pc. Da lì ho iniziato a vendere utilizzando un software house esterna.”

Un’opportunità dietro una minaccia, che ha cambiato la vita di Orlando

Ma come in tutti i viaggi, ci sono delle salite e delle discese e Orlando nel 1990, dopo aver discusso con il titolare della software house, ha dovuto ancora una volta reinventarsi.

“Dopo essermi allontanato da questa software house, avevo perso tutti i clienti ma, ho capito che ciò che contava era il software e non l’hardware. Ho girato tanto, poi ho scoperto che a Ponte San Giovanni un’azienda che li produceva. Così ho iniziato a collaborare con loro e nel 1995 ho acquisito questa struttura con i programmatori. Da lì ho sviluppato software in autonomia, prima per l’Umbria poi per tutta l’Italia. Nel frattempo nel ’93, un mio caro amico mi chiese aiuto un paio di giorni a settimana. All’inizio non ero molto convinto di entrarci. Mi gira alcuni indirizzi e dopo avermi spiegato quale fosse il mio compito, parto a fare il venditore a livello nazionale. Bene!: dopo un mese di lavoro mi sono visto arrivare 7 milioni e mezzo”, così Orlando ricorda uno dei periodi più belli della sua carriera professionale. Le occasioni sono rare gemme, che quando hai la sensibilità e sei spinto dalla curiosità di coglierle, non puoi non afferrarle e Orlando, non poteva cogliere momento migliore per afferrare al volo questa opportunità.

“Ho iniziato a lavorare per questa azienda, a livello nazionale, 24 h. Questo signore mi ha insegnato a fare il vero venditore e come si fanno i rivenditori. Lui per me è stato come un mentore. Mi ha insegnato tante cose. Sono stato per 5 anni direttore commerciale di Indesit elettronica fino al 2000. Questa esperienza mi ha permesso di conoscere molti rivenditori in Italia. Nel frattempo ho messo a punto questo software aziendale che avevo comprato prima. Ho iniziato a proporlo a livello nazionale e in poco tempo, ad avere successo. Abbiamo messo in atto tante novità. Siamo stati i primi ad utilizzare software per la gestione delle attività con computer touch da vendere a negozi di abbigliamento. Dal 2001, circa 2500 pc sono stati fabbricati e venduti direttamente da noi. Abbiamo dato al mercato qualcosa di nuovo. Nel 2012 siamo stati i primi ad esporre a Milano, allo Smau, l’iphone 3 prendendo le ordinazioni direttamente all’ombrellone.”

‘Orlando il mito’: così si definisce un uomo che, con le sue forze, è sempre riuscito a trovare nuovi orizzonti

Uomo dalla corazza dura, un guerriero che non molla mai, che si è forgiato dalle esperienze, che ha fatto della sua perseveranza e della sua forza di volontà la sua arma vincente, si definisce: ‘Orlando il mito’ per essere riuscito, con le sue forze, a trovare dietro ogni minaccia, sempre grandi opportunità.

“Non è stato sempre facile. Le problematiche e le situazioni di difficoltà sono state tante e mi hanno costretto a fare cose. Nella mia vita alcune volte non sono stato bravo io. C’è sempre stato qualcuno che mi ha tirato per le orecchie. Altre volte sono stato obbligato dagli eventi. Nel 2011 nella mia azienda sono stato costretto a mandare a casa 8 persone, però ce l’ho fatto prima di cadere a fondo”, così prosegue Orlando Perini.

La sola è unica passione di Orlando Perini: essere sempre in ‘Numero 1’

Jim Morrison diceva: “Ho bisogno di distinguermi dalla massa. Non mi sento al mio posto in mezzo alla maggioranza”. Orlando non ha mai avuto grandi passioni. Ha avuto una sola e unica grande passione: essere sempre il numero 1.

“Io non ho avuto passioni vere e proprie. La mia vita l’ho costruita non tanto ad essere il più bravo e bello ma emergere sempre e ovunque. Fare qualcosa di diverso. Essere sempre il 1°. Il mio primo lavoro nella fabbrica di conserve ho dormito lì tante volte per aiutare l’azienda. Diciamo che io ho tutti gli hobby. Nel 2012 con il mio socio abbiamo iniziato a discutere perché il mondo stava cambiando e, a livello di pensieri, ero molto avanti e non riuscivo a fargli capire che il mondo stava cambiando e noi rimanevamo indietro. Nel 2015 ho ceduto l’azienda a Zucchetti. Ho continuato a seguire l’azienda Zucchetti fino al 2019,” prosegue fiero di se stesso Orlando.

“Uscito da Zucchetti, immediatamente sono stato cercato ad aiutare un amico a ricostruire un’azienda che qualcuno aveva distrutto. Oggi sto vendendo pc per quanto riguarda la ristorazione in Italia,” conclude soddisfatto.

‘Maggiore è l’ostacolo da superare, più grande è la gloria nel superarlo’: questo lo spirito da guerriero di Orlando

Le sfide sono state il suo miglior passatempo. Senza sfide, per Orlando, la vita è una lenta e noiosa routine. Maggiore è l’ostacolo da superare e più grande è la gloria nel superarlo. Questo lo spirito che spinge Orlando a raggiungere qualunque traguardo anche quando ad ostacolare i suoi successi era la famiglia.

“Nel 2002 ero sempre in contrasto con mio papà, perché essendo un contadino si lamentava sempre che non riusciva guadagnare soldi dalla terra. Io ho acquistato un terreno e ho iniziato a lavorare creando il Cantico di San Francesco, una location per eventi ai piedi di Assisi. Volevo dimostrare a mio padre che sulla terra si possono fare soldi. In realtà aveva ragione lui. Quello è stato uno dei più grandi sogni della mia vita. Quello che ho fatto è più grande di me,” prosegue Orlando soddisfatto dei traguardi raggiunti.

La grande esperienza in BNI di Orlando Perini

La sua fede lo ha aiutato. “Quando sono arrabbiato dico sempre: ma se Dio è con me chi è contro di me? Se Dio è con me non ho paura di nessuno.”

Ma la fede per Dio non è stato, e non è il suo unico supporto. Ad essa si aggiunge la famiglia e l’esperienza con BNI che gli ha permesso di realizzare sogni, superare sfide e conoscere tanta gente. 

“Era il lontano 2016 quando Davide Venturi mi ha invitato alla prima riunione a Rimini. Sono rimasto a bocca aperta, mi sembrava una setta. Mi son dovuto ricredere quando ho chiesto a Davide che mi serviva un cliente a cui io non sono riuscito ad arrivare. ‘Vediamo cosa sai fare’ gli ho detto. Gli stavo dietro da 4 anni. Era l’oreficeria Sarni. Dopo 2 mesi mi chiama e mi dice: ’Orlando abbiamo appuntamento con Sarni oro. Lì mi è cambiata la visione di BNI. A me interessava conoscere il meccanismo, poi ho detto: ‘facciamo il primo capitolo’ e così è stato. Da lì a poco è nato ‘Il Cantico’. Oggi mi sono defilato e ho lasciato il capitolo in questione a mio figlio Daniele. Nel 2020 sono entrato a far parte del capitolo ‘Invictus’. A ottobre dello stesso anno, ho ceduto il mio posto all’altro figlio Alessandro. Non volevo uscire e nel 2021 ho fondato, con Davide Venturi, il capitolo ‘Minerva’ all’interno del quale sono stato per 3 mandati presidente. Ho lasciato 2 mesi fa,” conclude entusiasta Orlando. E quando ricorda il passato non può che fermarsi all’anno che gli ha cambiato la vita: correva l’anno 1983.

Orlando Perini premiato da Davide Venturi durante la Charity Dinner BNI

“La mia vita è cambiata nel 1983 quando io ho fondato l’azienda H. Pierre. Poi il 9 marzo è nato Daniele e a giugno ho iniziato la casa. L’83 è stato l’anno che mi ha svoltato la vita,” ricorda emozionato.

E alla domanda, quali sono i tuoi progetti futuri Orlando, da numero 1, risponde determinato: “Voglio essere il numero 1 in Italia e nel mondo del software retail”. E chi potrebbe mai alimentare dubbi sulla certezza che quel giorno non sarà molto lontano. La perseveranza, tenacia, determinazione, i sogni, questi gli ingredienti che hanno fatto di Orlando il numero 1 in tutto quello che decide di fare nella vita.

Intervista di Laura Caldara – Nella foto di copertina Orlando Perini al centro con i due figli Daniele e Alessandro e i due Executive Director Region Umbria di BNI durante la conferenza nazionale