Sono 1.294 le piante che rischiano di essere abbattute allo stabilimento militare di Baiano di Spoleto. Fra cui 476 piante di quercia e 427 di acacia. Sono i dati ‘ufficiali’ forniti dal vice presidente del consiglio provinciale Giampiero Panfili che è intervenuto poco fa sulla vicenda con una nota a dir poco allarmante. “L’Agenzia Industrie e Difesa ha deliberato l’abbattimento di quasi 1300 alberi che attualmente proteggono e mimetizzano la struttura. I lavoratori hanno sollevato molte perplessità circa la scelta del disboscamento completo che appare un provvedimento assolutamente ingiustificato delle esigenze di “messa in sicurezza del sito” chiamate in causa dalla Direzione. Il TULPS (Testo Unico Leggi di Pubblica Sicurezza) nel regolamentare tali attività dispone che ‘per l’impianto di edifici destinati alla fabbricazione di materie esplosive’ prescrive testualmente la necessità di un ‘imboschimento’ delle zone adibite ad ospitare tali strutture militari sia per mimetizzarle sia per proteggerle dall’eventuale caduta di fulmini. Fermo restando l’imprescindibile esigenza di garantire la massima sicurezza dell’impianto, sulla quale gli stessi lavoratori chiedono garanzie essendone evidentemente i primi interessati, l’abbattimento di 1294 alberi (fonti ufficiali) tra cui 476 di quercia e 427 di acacia, non è certo un fatto di poco conto che si può ridicolizzare o sminuire parlando in maniera inopportuna e superficiale”. Ed è in quest’ultima frase che si intravede un attacco al collega di partito, il consigliere regionale Franco Zaffini che, in una recente intervista tv, aveva liquidato la vicenda in modo canzonatorio. “Per quattro cerquette…” avrebbe dichiarato in dialetto spoletino il politico. Di certo l’intervista ha sollevato un vespaio di polemiche fra i 240 lavoratori dello smmt e la stessa Rsu. La vicenda, come si ricorderà, aveva richiamato l’allarme non solo di tutti i sindacati ma anche del consigliere regionale Giancarlo Cintioli (Pd). Di più, a dimostrazione della delicatezza del tema. La stessa Presidente della Comunità Montana, Vincenza Campagnani, aveva invitato il direttore dello stabilimento militare a rapportarsi con la C.M. e comunque a ridurre al minimo indispensabile l’abbattimento degli alberi. Ma torniamo al comunicato di Panfili. “Innanzitutto un’operazione del genere è certamente una perdita enorme per il patrimonio paesaggistico ed ambientale di tutto il comprensorio – continua la nota di Panfili – che non avrebbe mai trovato accoglimento, se non fosse stato possibile bypassare la normativa civile grazie alle speciali deroghe previste per le zone militari. Secondo, sottrarre questo ampio polmone verde in una zona di fabbricazione, ridurrebbe sensibilmente la qualità dell’aria e di conseguenza quella della vita del circondario. In terza considerazione, ma certamente primaria nella scala delle valutazioni, disboscare un’area così ampia e ricca di terrapieni non rappresenta affatto una misura di sicurezza ma anzi espone le strutture al rischio di fulmini e destabilizza il terreno sottostante. Ai fini della sicurezza invece, sarebbe magari opportuno eliminare quelle piante resinose e quindi più facilmente esposte al rischio incendi”. Il vicepresidente passa poi a parlare del destino dell’Ente di Baiano: “c’è inoltre da sottolineare il fatto che in una scelta del genere non sono state minimamente coinvolte le rappresentanze dei lavoratori in modo da offrire chiarimenti e garanzie circa il destino della struttura. La paura che si cela dietro un provvedimento così poco comprensibile, è quella che si stia preparando il terreno per una eventuale dismissione dello stabilimento che, privato di ogni vincolo ambientale e ricondotto ad una destinazione civile, diverrebbe certamente molto appetibile ai fini dell’edilizia. Per queste ragioni i lavoratori sono in agitazione e il fatto di non avere avuto rassicurazioni in merito da parte della Direzione e dal Ministero, non fa che accrescere tali legittime preoccupazioni, aggravate anche dal fatto che lo stabilimento è attualmente sotto organico e che e che non sono previste ulteriori assunzioni. E’ evidente che non si tratta semplicemente di una battaglia di carattere ambientalista e che vi è tutto l’interesse, ed il dovere, anche da parte delle Istituzioni politiche di avere un quadro di riferimento ben definito. A tal proposito il sottoscritto presenterà contestualmente un Ordine del Giorno sia al Comune di Spoleto che alla Provincia di Perugia. Ci auguriamo infine che gli animi si possano distendere per poter riaprire un dialogo circa le questioni sollevate magari confidando in un atteggiamento maggiormente collaborativo anche da parte della Direzione dello stabilimento”.
SMMT: PANFILI (AN) CHIEDE DI FARE CHIAREZZA SU FUTURO ENTE E ABBATTIMENTO PIANTE. QUELLA STOCCATINA A ZAFFINI…
Gio, 23/10/2008 - 19:12