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Sisma 2016, il commissario Legnini “apre” 5mila cantieri

A 4 anni dalla prima delle grandi scosse di quel tremendo terremoto che devastò il Centro Italia – il 24 agosto 2016 -, causando 299 morti e 388 feriti e inestimabili danni al patrimonio culturale ed edilizio anche privato, il commissario alla ricostruzione, Giovanni Legnini ha diffuso oggi un Rapporto sullo stato di avanzamento della ricostruzione privata e pubblica.

Il punto della situazione

Una ricostruzione troppo lenta quella post sisma 2016 con lavori praticamente fermi in granparte del territorio colpito e un quadro di disagio che non fa onore a un Paese come l’Italia.

E’ dichiarazione di ieri, del capo della Protezione civile Angelo Borrelli che parla ancora di “circa 42mila persone” fuori dalle proprie abitazioni lesionate da quelle scosse, complessivamente nelle varie regioni coinvolte. Dopo 4 anni alloggiate “nelle soluzioni abitative di emergenza, negli alberghi e nelle altre strutture” e per la stragrande maggioranza, circa 32mila, in contributo di autonoma sistemazione”.

Per quanto riguarda i cantieri il segretario Legnini ha fornito invece questi dati: “5.325 progetti approvati nei quattro anni passati, di cui 2.544 già realizzati e 2.758 cantieri in corso per la ricostruzione privata; le opere pubbliche finanziate sono 1.405, delle quali concluse solo 86 ed i cantieri aperti attualmente sono 85”.

I prossimi passi

“Il nostro obiettivo – sottolinea Legnini – è quello di incrementarli in misura sempre maggiore nei prossimi sei mesi e di vedere aperti almeno 5.000 cantieri privati e pubblici per la prossima primavera, con un ritmo crescente nei mesi e negli anni successivi”.

Una dichiarazione che ha un forte impatto e che promette praticamente di duplicare in pochi mesi il lavoro ancora non termina in 4 lunghi anni.

Passi che potranno essere realizzati in virtù delle tre nuove Ordinanze emanate a seguito dell’intesa raggiunta all’unanimità nella riunione del 20 agosto scorso dalla Cabina di Coordinamento con i Governatori e i Sindaci delle quattro regioni colpite dal sisma.

Le tre ordinanze contengono infatti le norme e le linee guida per

  • l’attuazione dei Programmi Straordinari di Ricostruzione nei comuni più colpiti,
  • l’attribuzione ai progettisti della facoltà di applicare anche alle 8 mila pratiche pendenti la nuova procedura semplificata che potrà portare al massimo in 110 giorni al contributo,
  • la semplificazione della ricostruzione delle Chiese e
  • la riorganizzazione interna della struttura commissariale.

Le ordinanze

Nello specifico questi i tratti principale delle tre ordinanze:

L’Ordinanza 105 provvede alla necessaria riorganizzazione della struttura commissariale ridefinendone gli uffici essenziali e introducendo il principio di separazione tra la gestione ed il funzionamento, affidato ai dirigenti e i poteri normativi di coordinamento, indirizzo e controllo spettanti al commissario e ciò con l’intento di rendere più efficace l’azione della struttura.

L’Ordinanza 106 sulle chiese, attuando la norma contenuta nel decreto semplificazione di luglio, si disciplina ex novo l’affidamento della progettazione e dei lavori che le diocesi e gli enti ecclesiastici potranno disporre direttamente o con gare ristrette, come avviene per gli interventi per la ricostruzione privata ad esclusione degli edifici di culto di proprietà degli enti pubblici. Il complesso delle norme introduce una disciplina che consentirà di far partire gli interventi di recupero di oltre 700 chiese.

L’Ordinanza 107, quella che sarà di più ampio utilizzo, definisce i contenuti dei Programmi Straordinari di Ricostruzione (Psr) che possono essere attuati nei comuni più colpiti. Gli indirizzi, i criteri, le priorità, le prescrizioni e ogni altro elemento utile a favorire la speditezza della ricostruzione, tra cui le deroghe alla normativa urbanistica che sono indicate sia nel decreto sisma del dicembre 2019 che nel Decreto sulle semplificazioni varato a fine luglio dal governo.

Si prevede inoltre la facoltà per i progettisti di integrare le vecchie domande presentate secondo la vecchia procedura con la certificazione della conformità urbanistica e della congruità del contributo ed accedere al percorso veloce previsto dall’Ordinanza 100.

Le possibili deroghe

“E’ imperativo aprire i cantieri della vera ricostruzione delle case e delle attività produttive e far finalmente ripartire il Centro Italia, messo a dura prova dall’emergenza sisma e da quella indotta dal Covid-19” ha detto il Giovanni Legnini a margine della presentazione dei nuovi strumenti procedurali e di semplificazione.

Lo stesso Commissario per la ricostruzione, sollecitato da TuttOggi.info, ha anticipato due possibili ulteriori agevolazioni.

Si parla in questo caso di una proroga della data di scadenza della presentazione dei progetti di ricostruzione leggera, la cui chiusura a oggi è prevista al 20 settembre, già prorogata. La deadline, vista l’introduzione delle nuove modalità, il periodo particolarmente complesso e la mole di richieste potrebbe infatti slittare a 30 novembre 2020.

C’è attesa inoltre per una prossima ordinanza che possa prevedere l’armonizzazione dell’utilizzo delle agevolazioni per la ricostruzione leggera a superbonus 110%. Concessione che permetterebbe di ottenere finanziamenti per lo stesso cantiere, su lavori complementari non sovrapponibili.