Martedì 13 ottobre 2026, alle 16:00, presso Spazio Berlendis, Cannaregio 6301/A (Venezia), l’artista toscana Silvia Nencioni sarà protagonista di un approfondimento critico ospitato nel Padiglione Grenada alla 61esima Esposizione Internazionale d’Arte – La Biennale di Venezia.
Il percorso del Maestro nasce da una duplice formazione, scientifica e artistica: una preparazione che le è funzionale a concepire la pittura sia come mezzo che come visione, senza mai rinunciare all’armonia delle forze in gioco. Non è un caso che il rigore acquisito negli studi universitari convive con un metodo fatto di osservazione paziente e sperimentazione costante, quasi un laboratorio in cui l’intuizione viene poi verificata, corretta, portata a compimento nell’atto pittorico. La ricerca si estende dal figurativo all’informale, fino al neo-concettuale, giungendo, negli anni più recenti, al libro d’artista e alla Land Art, con opere in profondo dialogo con il paesaggio, quest’ultimo talvolta parte integrante del lavoro stesso. Accanto al filone più lirico e paesaggistico, la produzione di Nencioni include anche un registro maggiormente materico ed emotivo: in opere come “La Rabbia”, realizzata con cartone e carta velina strappata, il sentimento nutrito verso il quotidiano si accumula fino a un vero e proprio centro d’esplosione; in “Sonore vibrazioni” la melodia cosmica si traduce invece in un pastello quasi musicale, divenendo strada per una riconnessione con la Natura. Un filo, quello dell’eufonia, che attraversa registri anche molto diversi tra loro. Lo stile, diversificato nel tempo, ha acquisito una sua piena maturità compositiva: dal ciclo delle “Composizioni”, dove un soggetto della realtà si inserisce in uno sfondo colorato e multiforme, la rappresentazione del paesaggio si è fatta progressivamente più astratta, fino ad abbandonarsi a un esito pienamente informale. La tavolozza tecnica di Nencioni è altrettanto diversificata: acrilico e olio nei lavori più pittorici, pastello nelle opere liriche, ma anche cartone, carta velina, riparelle metalliche e materiali di recupero nelle composizioni più concettuali e nelle installazioni – a testimonianza di una ricerca che non si lega a un unico linguaggio, ma lo sceglie di volta in volta, in base al contenuto da esprimere. In occasione dell’appuntamento veneziano sarà mostrata l’opera, realizzata nel 2023, “I paesaggi dell’Altrove – Disgregazione”: toni di verde acqua e turchese si stendono su cartoncino, in velature sottili, attraversati da colature verticali brune e dorate che scendono come pioggia, fino a dissolversi in un bianco quasi assente; una texture liquida e stratificata dà corpo visivo all’idea stessa di disgregazione richiamata nel titolo. Risiede nel lavoro in esame, come affermato dall’artista: «un desiderio di oltrepassare la superficie del visibile» attraverso «l’arte in grado di manifestare la ricerca dell’infinito verso cui l’uomo tende; verso una bellezza e una verità che appartengono all’Essenza della vita». L’impaginato pittorico si fa così soglia verso la profondità dell’animo umano, in un viaggio che tocca momenti ed esperienze intrise della complessità dell’esistenza. A questo scopo Nencioni utilizza il libro d’artista come metafora di un percorso verso l’interno, dove la scoperta si rivela allo sfogliare delle pagine. La sua ricerca si colloca all’interno di quelle sperimentazioni che hanno attraversato il panorama italiano a partire dal dadaismo e dal futurismo, fino alle poesie visuali di Mirella Bentivoglio e alle scritte cancellate di Emilio Isgrò. Un precedente importante si trova nel libro cucito “Coltivo un sogno” di Maria Lai, che qui, ne “I paesaggi dell’Altrove”, configura un ritmo visivo e musicale capace di tessere la narrazione poetica della trama.
BIOGRAFIA
Silvia Nencioni nasce e lavora a Volterra. Si forma alla Libera Accademia d’Arte di Pisa, specializzandosi nell’uso delle tecniche grafiche e pittoriche, dopo una preparazione scientifica maturata negli studi universitari. Espone dal 2016 in gallerie e istituzioni pubbliche e private, in Italia e all’estero: tra le tappe più recenti figurano, a titolo non esaustivo, la personale “Aqua Mater” alla Fortezza Spagnola di Porto Santo Stefano (2025), la collettiva “Opera con vista” al Museo Diocesano e Capitolare di Terni (2025), la 6.Biennale d’Arte di Genova (2025) e diverse edizioni del Tour Libro d’Artista promosso dallo Studio Giambo di Firenze (2024). Il suo percorso include anche riconoscimenti a concorsi nazionali di pittura, tra cui “Riflessi” (Pisa, 2018) e “Tramonti sul litorale pisano” (Pisa, 2019), oltre ad essere selezionata per “The Garzoni Challenge” che la vede finalista, promossa da Advancing Women Artists a Palazzo Pitti (Firenze, 2020). Nel 2026 la sua opera viene inserita nell’Atlante dell’Arte Contemporanea, edito da Giunti. Sempre nello stesso anno partecipa ad “Arte di Primavera” organizzata a Bergamo da ARTevents Gallery by Mazzoleni e alcune sue opere vengono pubblicate su “ARTon World Magazine”. Partecipa inoltre alla 3ª edizione della “Biennale del Libro d’Artista”, promossa a Padova dall’Associazione XEARTE presso la Galleria Pedrocchi, con la collaborazione del Comune di Padova; alla collettiva internazionale “New Voices New Freedom”, promossa da ARTon World Edizioni presso Medina Art Gallery a Roma; e al “Premio G. Severini” di Cortona (AR), con opere selezionate ed esposte al MAEC – Museo dell’Accademia Etrusca e della Città di Cortona, Palazzo Casali.
Luogo: Spazio Berlendis, Cannaregio 6301/A, VENEZIA, VENEZIA, VENETO


