Si rompe un braccio ma non può essere operata all’ospedale di Orvieto

Si rompe un braccio ma non può essere operata all’ospedale di Orvieto

Il consigliere regionale De Vincenzi interviene a sostegno del Tribunale del malato

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L’incidente era successo ad inizio luglio, una rovinosa caduta, finita su una recinzione con il filo spinato, e un braccio rotto per una donna di Allerona. Ma la disavventura non doveva finire lì, dopo la corsa all’ospedale la signora, che si è rivolta al Tribunale per il Malato, racconta di una medicazione sommaria senza neanche punti di sutura e antitetanica, e un’attesa di oltre 20 giorni per l’operazione al fine di ridurre la frattura.

A portare alla ribalta il caso di malasanità che sarebbe occorso all’ospedale Santa Maria della Stella di Orvieto è proprio il Tribunale del Malato, per voce del responsabile Gianni Mencarelli ripreso in questi giorni dal consigliere regionale Sergio De Vincenzi (misto Umbria Next) che stigmatizza il trattamento ricevuto dalla paziente “che sarebbe stata mandata a casa senza le
necessarie cure” e chiede alla Giunta regionale “quali azioni intende intraprendere per assicurare, anche durante l’estate, la piena funzionalità della sanità orvietana”.

“L’Umbria benchmark nazionale per il servizio sanitario continua a registrare gravi disservizi a danno dei pazienti – prosegue il consigliere – che nell’ospedale di Orvieto vengono mandati a casa senza le necessarie cure, nell’attesa di un intervento che viene rinviato di 20 giorni”.

De Vincenzi ricorda di aver “già più volte segnalato le criticità delle strutture sanitarie ternane ed orvietane, con carenze nel personale e nelle dotazioni che indeboliscono seriamente il concetto stesso di universalità delle prestazioni. Oggi ci troviamo di fronte ad un nuovo caso, in cui si torna a parlare di ferite non suturate, assistenza non prestata, tempi di attesa eccessivi per interventi evidentemente urgenti. Sarà opportuno che l’assessore alla Sanità svolga tutti gli accertamenti del caso e spieghi, ai consiglieri regionali e soprattutto agli orvietani, se sono questi i parametri di eccellenza di cui spesso la maggioranza si vanta, chiarendo anche cosa intende fare dell’ospedale di Orvieto e come pensa di garantire livelli minimi di assistenza anche durante l’estate”.

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