Sharon Verzeni, Moussa Sangare lascia l'aula: "Mi giudico innocente" - Tuttoggi.info

Sharon Verzeni, Moussa Sangare lascia l’aula: “Mi giudico innocente”

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Sharon Verzeni, Moussa Sangare lascia l’aula: “Mi giudico innocente”

Lun, 12/01/2026 - 16:03

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(Adnkronos) – Assoluzione per non aver commesso il fatto o, in subordine, concessione della attenuanti generiche ed esclusione delle aggravanti della premeditazione, dei futili motivi e della minorata difesa. E’ la richiesta, fatta oggi alla corte d’Assise di Bergamo dall’avvocato Giacomo Maj, difensore di Moussa Sangare. Il 31enne a processo per l’omicidio di Sharon Verzeni ha lasciato l’aula a metà dell’arringa difensiva, chiedendo di essere riportato in cella. “Dopo più di un anno di detenzione, con il processo in corso e sentenza la settimana prossima, è molto teso e probabilmente avrà frainteso qualche parola, così ha preferito uscire”, racconta il legale all’Adnkronos. 

 

Sangare dall’inizio del processo nel marzo scorso si dichiara “estraneo ai fatti”, da qui la richiesta della difesa di un’assoluzione. Nell’estate del 2024, però, fermato un mese dopo l’omicidio della 33enne uccisa a coltellate a Terno d’Isola, confessò per ben tre volte, prima ai carabinieri, poi al pm Emanuele Marchisio e infine anche al gip Raffaella Mascarino di aver colpito Sharon “senza motivo”, perché sentiva il “feeling di fare del male”. “Sono stato costretto dalla situazione: ero sveglio e in giro da molto tempo, volevo che finisse tutto e ho detto quello che probabilmente volevano sentirsi dire”, la motivazione che Sangare ha dato al suo avvocato per quelle confessioni, poi, ritrattate.  

 

Si dice innocente, ma “sa che c’è la possibilità di una condanna” nell’udienza del prossimo 19 gennaio. Il legale chiede che sia alla “pena minima”, con il riconoscimento delle attenuanti generiche, tenuto conto delle “circostanze, della perizia, della condizione sociale, familiare ed economica di Sangare, della tossicodipendenza e del fatto che l’omicidio non è premeditato”. Oltre a quella della premeditazione, il difensore chiede che vengano escluse anche le aggravanti contestate dall’accusa – che ha chiesto l’ergastolo – della minorata difesa e dei futili motivi. “La giurisprudenza dice che il motivo è futile quando è sproporzionato rispetto all’evento, ma qui non c’è nessun motivo, quindi non è neanche sproporzionato perché non esiste”, spiega l’avvocato Maj.  

 

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