Terni

Servizi cimiteriali in house a Terni, la preoccupazione dell’Alleanza delle cooperative

L’Alleanza delle Cooperativa dell’Umbria esprime “forte preoccupazione per la decisione del Comune di Terni di affidare in house la gestione dei servizi cimiteriali. Si tratta di una scelta che rischia di impoverire il tessuto produttivo e sociale della regione, senza che vi sia la certezza di un reale vantaggio economico e sociale per la collettività”.

“Il quadro normativo attuale, definito dal Decreto direttoriale del Ministero delle Imprese e del Made in Italy del 16 maggio 2025, – viene ricordato in una nota – è molto chiaro: per i servizi pubblici locali non a rete, tra cui quelli cimiteriali, il decreto ha introdotto schemi standard di bando e contratto, stabilendo che gli affidamenti devono avvenire preferibilmente tramite gara pubblica. Le gare devono basarsi sul criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa, garantire trasparenza, qualità del servizio e clausole sociali per la tutela dei lavoratori. L’affidamento in house è consentito solo se dimostrato più conveniente rispetto alla gara, attraverso un’istruttoria comparativa chiara e pubblica”.

“Oltre agli aspetti normativi, – prosegue la nota- la decisione del Comune appare in evidente contraddizione con gli impegni assunti nel “Tavolo sui contratti pubblici” istituito dalla stessa amministrazione. Quel tavolo aveva come obiettivo la promozione della trasparenza, della concorrenza e della partecipazione delle imprese locali.
Altro aspetto rilevante è il tono di voce utilizzato, sulle testate giornalistiche umbre e sui social network sentiamo politici locali che parlano di “fine della mangiatoia” o “fine degli affari ai soliti noti”, di “eliminazione del profitto dei privati” e di “nessun regalo alle cooperative”; parole queste che descrivono un clima da caccia alle streghe più che una reale strategia di porre in essere servizi di qualità all’altezza delle aspettative dei cittadini ternani. Le cooperative che aderiscono alle centrali cooperative umbre sono imprese dimensionate e professionali e rispettano i criteri ambientali, economici e sociali nonché i contratti di lavoro. Operano in trasparenza all’interno del mercato partecipando a gare pubbliche, stipulando contratti con privati o tramite affidamenti a norma di legge. Nessun regalo è stato quindi fatto alle cooperative in quanto quelle stesse che esercitavano l’attività hanno regolarmente vinto bandi di gara pubblicati dal comune di Terni. Ricordiamo inoltre che le cooperative non fanno “profitti privati” (nell’accezione negativa del termine) ma gli utili vengono principalmente reinvestiti nell’impresa per il suo sviluppo, destinati per legge a riserve indivisibili (almeno il 30% dell’utile netto va nella riserva legale), e una quota (almeno il 3%) va a fondi mutualistici per la promozione della cooperazione, con una distribuzione limitata e regolamentata ai soci, spesso sotto forma di benefici o sconti. Altro aspetto importante che ci preme rimarcare è il nostro ruolo sociale: le cooperative svolgono inclusione lavorativa dando opportunità a persone svantaggiate che molto spesso si trovano tagliate fuori dal mercato del lavoro.
L’Alleanza delle Cooperative dell’Umbria invita l’amministrazione comunale a riaprire il confronto pubblico, basandolo su dati economici comparativi tra gara e affidamento in house, e a rispettare le regole e lo spirito del Decreto Mimit, che punta a garantire trasparenza, qualità e tutela occupazionale. È necessario tornare a scelte coerenti con gli impegni assunti e con l’interesse generale, evitando decisioni che rischiano di penalizzare il territorio e i cittadini”.