di Francesco de Augustinis
Sicurezza, accessibilità, spopolamento. Sono sempre questi i temi gridati da chiunque prenda parte alla protesta contro la morte del centro storico, di cui alcune vie come via della Viola, via Cartolari e via Alessi sono ormai diventate una triste icona. Serrande abbassate, cartelli “vendesi o affittasi” ovunque, su negozi e sui portoni delle case, vetrine buie e piene di calcinacci. E' questa la situazione di abbandobno di queste viette, a pochi metri dalle luci del cuore dell'acropoli di piazza IV Novembre.
La protesta in queste zone è divampata l'estate scorsa, con diversi mesi di anticipo rispetto al più ampio movimento in difesa del centro storico di Perugia, che in questi giorni ha costretto l'amministrazione a prendere in seria considerazione il tema del degrado di questa fondamentale parte della città. Il risultato, allora, fu solo la riapertura della ztl di via del Roscetto di quattro ore pomeridiane.
“Per quello che riguarda la nostra situazione, ci hanno dato queste quattro ore (di apertura della Ztl), ma non è sufficiente…. il nostro varco apre alle 16 e chiude alle 20, mentre gli orari degli altri varchi sono più lunghi”, racconta a TuttOggi.info Maria Letizia Ricci, parrucchiera, titolare di una delle pochissime attività superstiti, che racconta come abbia assistito negli ultimi anni alla progressiva morte della sua zona, rievocando i temi della sicurezza e dell'inaccessibilità. “Adesso, come risultato, qualche macchina in più passa, siamo leggeremente più protetti rispetto a prima, che per la via passavano solo i residenti, che oramai sono quattro gatti”.
“Solo qualche giorno fa, in via della Torricella, hanno tirato la borsa a una mia cliente in mezzo alla strada. -racconta la Ricci. “Lei ha provato a porre resistenza, e per tutta risposta l'hanno anche ferita a un dito con un taglierino”.
Secondo la parrucchiera, mesi fa protagonista del Comitato per la rivitalizzazione del centro, anche le case nella zona sono quasi tutte vuote: “Prima hanno approfittato troppo, chiedevano delle cifre esorbitanti per le catapecchie. Adesso le case sono tutte sfitte. Allora era un continuo viavai di studenti nel mio negozio, per chiedere se per caso si affittavano stanze. Ora è da tempo che non vedo più nessuno… al massimo entra qualche agente immobiliare”.
Secondo la Ricci, oltre al problema accessibilità, con i clienti troppo spesso multati, la morte delle vie che la circondano é da attribuirsi a un circolo vizioso di degrado, pericolo alla sicurezza e spopolamento: “Ieri alle sei e dieci sono uscita. Cambio orari di continuo, perchè non mi sento sicura a uscire sempre alla stessa ora. Comunque nel vicoletto qui dietro c'erano sei spacciatori. Sei spacciatori che sono passati correndo”.
Secondo la Ricci, questa situazione di perenne insicurezza ha portato le vie a svuotarsi di clienti. Così, nel corso dei mesi, i negozianti hanno iniziato a chiudere i battenti: “Alcuni hanno chiuso perché si sono resi conto che, anche se i locali erano i loro e non dovevano pagare l'affitto, rientravano giusto nelle spese, perché non passava quasi nessuno. Molti di loro hanno raggiunto l'età pensionabile e hanno chiuso, e anche io francamente appena potrò andrò in pensione”.
Emblematico, secondo la signora Ricci, la storia di un barbiere di via della Viola: “quando si è ritirato aveva proposto il posto al ragazzo che lavorava da lui, un barbiere giovane. Lui però ha detto di no, perché preferiva lavorare fuori dal centro, in nero da casa sua”.
L'INCONTRO CON L'ASSESSORE Ieri sera intanto, i cittadini riuniti sotto la sigla del “Comitato per la difesa dell'acropoli” si sono incontrati con l'assessore Roberto Ciccone in un'affollata sala della Vaccara. Nel corso dell'incontro, il comitato ha esposto le sue ragioni all'assessore, indicando come responsabili della crisi gli innumerevoli ipermercati che negli ultimi anni hanno iniziato ad assediare la città e le perenni ordinanze comunali a discapito del centro, tra cui quelle “antimovida” -laddove la movida sembra esssersi spenta da tempo- e quelle più recenti del blocco del traffico. Ciccone ha risposto di essere disponibile a un confronto con i negozianti sulle ordinanze e sulle inizaitive per il rilancio del centro storico. Riguardo il tema della sicurezza, invece, l'assessore ha ricordato l'elogio del ministro per gli Interni Roberto Maroni all'attività di contrasto delle forze dell'ordine di Perugia, fatto in occasione della firma del “Patto per Perugia sicura”.
BLOCCO DEL TRAFFICO CONFERMATO L'assessore all'ambiente Lorena Pesaresi, infine, ha confermato ufficialmente il blocco del traffico anche per il prossimo fine settimana. “”Il provvedimento resta – ha detto la Pesaresi in una nota – perché è necessario ragionare in termini di programmazione, più che di risposte estemporanee alle emergenze. Abbiamo bisogno di ripulire l' aria dalle polveri sottili e dagli altri inquinanti non soltanto perché esistono specifici protocolli, ma soprattutto per evitare gravi conseguenze per la salute dei cittadini, in caso di prolungata esposizione”.
L'assessore Pesaresi ha poi reso noto che la Regione, accogliendo l'appello del comune di Perugia ha convocato un incontro con gli assessori all'ambiente dei comuni umbri che devono fronteggiare la tematica polveri sottili con l'obbiettivo condiviso di aggiornare rapidamente il protocollo regionale sulle azioni da intraprendere per il mantenimento della buona qualità dell'aria.