(Eli. Pan.) -“4X10: 4 idee e 10 proposte a basso costo per una Foligno migliore. Subito”: sono le “4 idee guida” e le “10 proposte a costo zero (o quasi)” per Foligno presentate questa mattina da Sinistra Ecologia e Libertà alla Casa della Sinistra “P. P. Pasolini” in Via del Cassero 38 – 40/a. Ma non solo: la conferenza stampa è stata infatti l’occasione per presentare la nuova Segreteria e tutte le comunicazioni relative ai risultati dell’Assemblea Congressuale del Circolo.
Secondo i dati divulgati dal Segretario Salvatore Savastano, SEL Foligno consta attualmente di 90 tesserati: quasi il 50% degli iscritti sono donne, mentre il 40% dei tesserati ha un’età compresa tra i 18 e 30 anni. I membri della Segreteria del Circolo sono: Salvatore Savastano (Segretario), Patrizia Innocenzi, Cinzia Abramo, Luigi Rambotti (Vice Segretario), Egle Galli (Responsabile Giovani), Giada d’Alessi, Gioietta Volpi, Giuliana Zanarini, Ivano Bruschi (Consigliere SEL Comune di Foligno), Francesco Crivella, Elisabetta Piccolotti (Assessore SEL alla Cultura del Comune di Foligno) e Gianni Furiani (Tesoriere).
“Stiamo vivendo una fase stimolante e importante che ci ha visto appena uscire dal primo Congresso Nazionale di Sinistra Ecologia e Libertà di Firenze” ha esordito Ivano Bruschi. “È un momento estremamente particolare per la politica, una politica che deve riappropriarsi del suo vero terreno, vale a dire dare risposte collettive. “4X10” è un documento che raccoglie dieci proposte a costo zero o a basso costo che non vanno a cambiare il nostro programma elettorale, ma a integrarlo. Occorre rilanciare l’azione politica della città perché c’è il rischio che si impantani e perda le sue capacità”.
“L’assemblea degli iscritti di SEL è stata molto partecipata ed ha fatto emergere un rinnovamento, come il ruolo centrale delle donne” ha affermato Salvatore Savastano.” Abbiamo ben 7 presenze su 40 al coordinamento provinciale e io ed Elisabetta Piccolotti abbiamo partecipato al Congresso Nazionale di Firenze”.
“Da noi non c’è bisogno di rispettare le quote rosa” ha rilanciato Bruschi. E su “4X10”: “è stato elaborato partendo da dei presupposti. La crisi economica su scala mondiale sta infatti producendo dei tagli evidenti anche sulle realtà locali. A Foligno, il taglio è di 9,5 milioni di euro e il ridimensionamento di alcuni settori provoca l’impoverimento della città. Vogliamo quindi dare una spinta in più all’amministrazione. La prima proposta, “giovani nel centro storico: una politica per la casa” pone il problema dell’impossibilità per i giovani di chiedere i mutui con un lavoro precario o senza una famiglia d’origine in grado di garantire per loro. L’auspicio è che il Comune di Foligno possa farsi garante e dare un sostegno alle difficoltà dei giovani e delle banche locali, favorendo così anche la ripopolazione del centro storico e delle zone montane. La seconda proposta, “energie alternative: semplificare i percorsi” mira ad avere percorsi più semplici per gli investimenti pubblici e privati nel settore delle energie alternative, tutelando l’ambiente, spendendo meno energia e creando nuovi posti di lavoro qualificato. “Via le auto dal centro storico” vuole invece liberare in modo razionale il centro storico dal traffico automobilistico con un percorso e in via sperimentale, favorendo così anche le attività economiche e riconsegnando la fruibilità del centro storico. “Raccolta differenziata: obiettivi chiari e tempi certi”: crediamo infatti che sia doveroso chiudere la fase di sperimentazione della raccolta differenziata e metterla a sistema per produrre effetti importanti. La discarica di Sant’Orsola è al collasso e potremmo ritrovarci come a Napoli. Le proposte 5 e 6, “sostegno ai giovani e alla new economy” e “spendere bene il fondo anticrisi”, sono strettamente connesse tra loro. Si potrebbe sostenere l’avvio di nuove professioni e imprese attraverso la realizzazione di uffici sul modello del co-working, favorendo anche nuove idee e proposte per la giovane impresa. A tal proposito il Sindaco si è già proposto a favore. “Promuovere il territorio e i suoi prodotti” è una proposta che vuole far sì che le aziende locali, oltre a produzioni di nicchia, possano creare dei marchi consorziati tra loro per entrare nel prodotto di larga scala. “Verde pubblico a costo zero” vuole promuovere la riforestazione del territorio, cedendo ad imprese private i crediti di CO2 derivanti dal progetto, in cambio di contributi che potrebbero sostenere una parte degli oneri della cura del verde nel nostro Comune. Il modello ha già avuto successo nella Provincia di Milano. Quella della riforestazione è un’altra voce soggetta ai tagli sul bilancio e la politica è anche etica, vale a dire darci un territorio ed una vita migliore. La proposta numero nove è “risorse private per la cultura e il tempo libero”, quindi contrattare con i privati protagonisti di operazioni di grande impatto urbanistico, come nelle aree dell’ex Zuccherificio e del vecchio ospedale, il contributo ai costi di realizzazione e la gestione, almeno per alcuni anni, di nuovi spazi pubblici per la cultura e il tempo libero. L’ultima proposta è quella di “nuovi indirizzi per l’edilizia”: ristrutturazione degli edifici esistenti e rottamazione di alcuni “mostri” novecenteschi piuttosto che la costruzione di nuovi immobili su terreni non ancora edificati, evitando così il collasso del settore dell’edilizia e ottenendo la riqualificazione di quartieri già esistenti. È impensabile continuare a urbanizzare la campagna folignate”.
Il Vice Segretario Luigi Rambotti ha tenuto invece a chiarire la posizione di SEL Foligno nei confronti dell’inchiesta sulla Asl3: “Sinistra Ecologia e Libertà manifesta la sua lontananza politica e culturale. Siamo un nuovo partito e siamo per una politica nobile che migliori l’Italia. Sul versante giustizia esiste la presunzione di innocenza e capiamo le difficoltà delle persone coinvolte, ma possono esserci stati comportamenti da non condividere e tenere lontano da una cultura di gestione della politica. “4X10” sono idee e proposte che cercano la partecipazione dei cittadini: questo è lo spirito. Bisogna avere le condizioni per aiutare la politica a fare le scelte giuste. Siamo aperti alla società con le nostre idee e vogliamo dare speranza. Per quanto riguarda il centro storico occorre parlare di una revisione del piano della mobilità, come si muovono i cittadini. Inoltre, vogliamo la tutela della biodiversità, la garanzia che i prodotti del territorio siano di qualità”.
“Le 10 proposte sono per un anno, il 2011” ha affermato Elisabetta Piccolotti. “Il bilancio attuale deve essere più circostanziato possibile e va rilanciata l’azione politica. Il rischio è quello dei tagli orizzontali, con una città che diverrebbe un po’ più peggiore. Bisogna agire in maniera selettiva per una città migliore e le 10 proposte sono aperte all’interlocuzione con le atre forze politiche”.
“4X10” è già stato inviato al Sindaco del Comune di Foligno, Nando Mismetti. “Ora bisognerà attivare la fase di condivisione e di arricchimento delle proposte con la coalizione, per poi arrivare ad una comunicazione corretta coi cittadini” ha affermato Bruschi. “Ci sarà un volantinaggio massiccio, come dei referenti. Sarà necessaria la partecipazione attiva dei cittadini affinché escano fuori altre idee dalle proposte” ha aggiunto Rambotti.
L’ultima parola è affidata alla ventiquattrenne Egle Galli, Responsabile Giovani: “da venerdì SEL Foligno ha un gruppo giovanile perché i giovani devono riprendersi un ruolo centrale in politica. Vogliamo quindi dare voce a quelli di Foligno, dare una sensibilizzazione ed una presa di coscienza. Il 40% di SEL Foligno ha tra i 18 ed i 30 anni d’età e attivi siamo in 10. Ci muoveremo per coinvolgere altri ragazzi”.
Questo è “4X10: 4 idee e 10 proposte a basso costo per una Foligno migliore. Subito”:
“E’ un momento difficile per il paese e anche per la nostra città. I principali partiti hanno appoggiato negli ultimi 15 anni politiche economiche nazionali e internazionali che si sono rivelate sbagliate e ci hanno portato dritti al cuore di una gravissima crisi economica. Le ricette per l’uscita dalla crisi proposte dal Governo Berlusconi sono peggiori delle politiche che l’hanno provocata: i tagli devastanti, operati inoltre nei settori sbagliati, produrranno infatti nient’altro che un’ulteriore depressione economica, nel paese ma anche a Foligno.
Nel nostro comune infatti 9,5 milioni di euro in meno in due anni significheranno 9,5 milioni in meno nell’economia della città: meno cantieri, meno servizi, meno cultura, meno assistenza, cioè meno lavoro per tutti e quindi anche minori consumi. Come è noto, dai tempi di Keynes e della crisi del 1929, la spesa pubblica in periodi di crisi serve da misura anticiclica, soprattutto se è una spesa oculata, orientata a sostenere i redditi più bassi e a creare intelligenti opportunità di lavoro. Avremo meno risorse in un periodo in cui ne sarebbero servite di più, essendoci più persone in difficoltà: cassaintegrati, giovani precari o senza lavoro, persone che hanno perso il lavoro nel settore privato e in quello pubblico, come la grande quantità di insegnati della scuola pubblica che per il 2011 non avranno contratti. Per essere chiari: sono tutte persone che avranno difficoltà a pagare l’affitto, fare la spesa, acquistare tecnologia, elettrodomestici, abbigliamento, vacanze, libri, dischi e via di seguito. L’economia non gira più come un tempo e con questa finanziaria – impegnata solo a tutelare i grandi capitali del settore finanziario – girerà di meno.
Cosa deve fare allora un’amministrazione comunale in questo contesto, oltre a denunciare con forza l’iniquità delle politiche del governo?
Poche cose, ma possibilmente intelligenti. 4 idee guida
La prima: selezionare i tagli
Evitare di riprodurre a cascata i tagli orizzontali della finanziaria, ovvero scegliere: tagliare gli sprechi, riorganizzare i servizi in maniera più efficace, aggredire ogni posizione di rendita e di privilegio sostenendo la parte più dinamica della città.
La seconda: difendere i più deboli
Tutelare i soggetti più deboli (disoccupati, precari, cassintegrati, pensionati, lavoratori a basso reddito, giovani madri, immigrati) ed evitare lo smantellamento dello stato sociale che garantisce la dignità di tutti e tutte.
La terza: favorire l’innovazione
Promuovere un grande ripensamento sullo sviluppo economico cittadino, favorendo le idee e gli investimenti in settori innovativi capaci di promuovere una redistribuzione della ricchezza, favorendo la giovane impresa e quella tecnologicamente avanzata (meccanica fine, eco-edilizia, agricoltura di qualità, energie rinnovabili). Questo significa guardare altrove rispetto ai poteri tradizionali che già grande profitto hanno tratto dalla fase precedente della nostra città, consumando molte risorse (ambientali o finanziarie) senza produrre capacità attrattiva.
La quarta: promuovere il cambiamento
Non lasciare che minori risorse pregiudichino il cambiamento in atto nella vita cittadina, l’emergere di esperienze associative nel campo del lavoro, della cultura e della qualità delle relazioni sociali. La città ha bisogno di cambiare e di lavorare, all’uscita – speriamo vicina – dalla crisi potremmo ritrovarci in una Foligno migliore.
Questo ultimo è il senso e lo scopo di questo nostro intervento, che di certo non pretende di affrontare nel dettaglio tutte le questioni di cui sopra. Intendiamo dire che è possibile migliorare la città nonostante le magre disponibilità finanziarie. Per questo avanziamo alla coalizione che governa Foligno qualche proposta da realizzare nel 2011, rispondendo alla fiducia che tutti insieme abbiamo ricevuto dai cittadini.
10 proposte a costo zero (o quasi)
1) Giovani nel centro storico: una politica per la casa
Il centro storico ospita una ricca vita culturale, ma ha bisogno del rientro dei residenti per continuare a vivere. Non entriamo qui nel merito di uno sviluppo urbanistico che abbiamo più volte criticato. Proponiamo però che il Comune (d’intesa con la Fondazione CaRiFo e gli istituti di credito) fornisca ai giovani che vogliono abitare nel centro-storico la garanzia sui mutui bancari per l’acquisto della prima casa. Questo potrebbe aiutare coloro che hanno un lavoro precario e che per motivi diversi non hanno una famiglia d’origine in grado di garantire per loro, e dare un sostegno alle difficoltà delle banche locali e al commercio del centro. La stessa misura andrebbe presa per le frazioni della zona montana contro lo spopolamento.
2) Energie alternative: semplificare i percorsi
Rendere più semplici gli investimenti pubblici e privati nel settore delle energie alternative, per tutelare l’ambiente, spendere meno in energia, creare nuovi posti di lavoro qualificato.
3) Via le auto dal centro storico
Liberare il centro storico dal traffico automobilistico, a partire dalla prossima primavera e da alcune strade. Si potrebbe così favorire l’apertura di attività destinate alla ristorazione, all’intrattenimento serale e all’artigianato tipico e creativo, togliendo spazio alle auto per darlo ai “tavolini all’aperto”. E’ sicuramente una misura utile a migliorare la qualità della vita, ad accrescere la sicurezza sociale, a creare nuovi posti di lavoro, a tutelare l’ambiente, a favorire la mobilità alternativa, a migliorare la vita delle persone e creare nuove opportunità per il tempo libero.
4) Raccolta differenziata: obiettivi chiari e tempi certi
Riorganizzare immediatamente la raccolta differenziata estendendo il metodo porta-a-porta in tutta la città. Si può fare senza nuove risorse economiche, come dimostrano altre città italiane che hanno raggiunto percentuali del 70% in pochi mesi e senza oneri troppo gravosi. Ci vuole coraggio, competenza e la volontà di eliminare resistenze dovute a rendite, disattenzioni, immobilismi e all’invadenza del ceto politico. Come abbbiamo già detto nelle scorse settimane, le prossime nomine alla VUS sono, da questo punto di vista, l’occasione per dimostrare se si fa sul serio oppure no. L’obiettivo è quello di risparmiare in futuro risorse economiche, soprattutto in vista della saturazione della discarica di Sant’Orsola, e di tutelare la salute dei cittadini da nuovi inceneritori, discariche, consumo di risorse ambientali.
5) Sostegno ai giovani e alla new economy
Sperimentare servizi di sostegno del lavoro creato dalla new economy. In particolare si potrebbe sostenere l’avvio di nuove professioni e imprese attraverso la realizzazione di uffici sul modello del co-working: un ufficio condiviso a bassissimo costo (una stanza, un fax, una linea Adsl) per lavoratori nomadi, giovani professionisti, lavoratori a progetto. Serve a sostenere lo sviluppo qualitativo del settore dei servizi, a limitare le difficoltà dovute alla precarizzazione dei contratti, a facilitare l’apertura di nuovi studi professionali e imprese altamente innovative.
6) Spendere bene il fondo anticrisi
Indirizzare in maniera intelligente il fondo anticrisi previsto dall’amministrazione comunale a sostegno delle imprese, per influire sulla qualità e la direzione dello sviluppo economico della città. In generale è importante che il fondo non venga utilizzato soltanto per sostenere le imprese in difficoltà ma anche per aiutare l’avvio di attività innovative e ulteriori in settori specifici a cui la città guarda come ad un possibile futuro.
7) Promuovere il territorio e i suoi prodotti
Favorire la razionalizzazione delle risorse utilizzate dal Comune, dalle Fondazioni e dalle associazioni di categoria per la promozione delle tipicità locali del territorio, enogastronomiche ma non soltanto. In particolare si possono usare le risorse già disponibili per favorire occasioni di organizzazione collettiva e di collaborazione tra produttori, con forme associative o cooperative, e realizzare un marketing territoriale efficace e realmente concorrenziale anche nella grande distribuzione. In questo senso un modello interessante – ovviamente da rivisitare – ci appare quello realizzato in Friuli dal Consorzio dei produttori del San Daniele.
8) Verde pubblico a costo zero
Promuovere forme di riforestazione del territorio – sul modello di quelle realizzate dalla Provincia di Milano – cedendo ad imprese private i crediti di CO2 derivanti dal progetto, in cambio di contributi che potrebbero sostenere una parte degli oneri della cura del verde nel nostro comune.
9) Risorse private per la cultura e il tempo libero
Contrattare con i privati protagonisti di operazioni di grande impatto urbanistica (come accade ad esempio nelle aree dell’ex-zuccherificio e del vecchio ospedale) il contributo ai costi di realizzazione e la gestione, almeno per alcuni anni, di nuovi spazi pubblici per la cultura e il tempo libero. In questo modo si potrebbe ad esempio dare una risposta al dibattito da tempo aperto sulla mancanza di un teatro nella città di Foligno, senza gravare in maniera troppo pesante sul bilancio comunale e realizzando una struttura con caratteristiche modulari e innovative.
10) Nuovi indirizzi per l’edilizia
Occorre individuare misure atte a favorire una svolta negli investimenti delle imprese edili, indirizzandole verso la ristrutturazione degli edifici esistenti e nella rottamazione di alcuni “mostri” novecenteschi invece che verso la costruzione di nuovi immobili su terreni non ancora edificati. E’ possibile infatti, attraverso una serie di provvedimenti immediati, mettere un freno alla cementificazione del territorio, evitando allo stesso tempo il collasso del settore dell’edilizia (che rischia in ogni caso di verificarsi per ‘sovrapproduzione’) e ottenendo inoltre la riqualificazione di quartieri già esistenti che oggi subiscono fenomeni di spopolamento a favore dei nuovi quartieri, a loro volta privi, il più delle volte, di qualità e bellezza.