Le scuole primaria e materna di Villa Redenta non saranno delocalizzate: il Comune di Spoleto accantona l’idea di demolire le due strutture e realizzare un polo scolastico unico con la scuola media Manzoni. Nessuna comunicazione ufficiale della scelta politica della Giunta Sisti, ma nella prossima seduta del consiglio comunale – convocata per il 19 febbraio – è inserito il seguente punto all’ordine del giorno: “Complesso scolastico di Villa Redenta – acquisizione area ai sensi dell’art. 42 bis del D.P.R. 327/2001 e s.m.i. della particella omissis (ex omissis) foglio omissis alla luce della sentenza n 693/2025 del T.A.R. Umbria – provvedimenti conseguenti.”
A settembre, infatti, il Tar dell’Umbria aveva chiarito quanto già in Municipio era noto: l’area in cui sorge la scuola elementare inaugurata a metà anni ’80 e una parte di quella in cui è situata la materna (accanto c’è anche l’asilo nido che dal 2016 ospita l’infanzia Prato Fiorito terremotata) non è nai stata regolarmente espropriata. Con i giudici che hanno condannato il Comune a restituire il terreno (ovviamente nelle condizioni in cui si trovava 40 anni fa) o procedere all’acquisizione sanante. Il sindaco Andrea Sisti, già prima del pronunciamento del tribunale amministrativo regionale, aveva manifestato più volte la volontà di restituire il terreno ai legittimi proprietari, utilizzando i soldi già stanziati dal commissario straordinario alla ricostruzione post sisma per il miglioramento sismico della scuola elementare per demolire l’edificio e per delocalizzarlo in via Nursina, prevedendo all’interno degli spazi della Manzoni un polo 0 – 13 anni. Ma i fondi commissariali – è stato poi chiarito – non possono essere utilizzati in questo modo e quindi andrebbe trovato un altro canale di finanziamento per l’eventuale demolizione, che sarebbe piuttosto onerosa.
Al contempo, l’amministrazione comunale nelle ultime settimane aveva incaricato un agronomo per stimare il valore del terreno oggetto della diatriba. Che è risultato essere di poche decine di migliaia di euro. Da qui la decisione della Giunta di tornare sui propri passi e prevedere l’intervento di messa in sicurezza antisismica per la scuola elementare di Villa Redenta – già finanziato – in loco, con la stessa sorte anche per la scuola materna.
Una decisione che ora sbloccherebbe anche gli interventi in programma sulla scuola secondaria di primo grado Manzoni, la prossima su cui dovrebbero partire i lavori post sisma appena sarà concluso l’intervento alla primaria Sordini di via Visso. Finora il progetto sulla scuola media di via Nursina era rimasto in standby visti gli intendimenti della Giunta legati appunto a Villa Redenta. Ma accantonata appunto l’idea di un polo scolastico unico, ora si potrà fare un passo indietro per andare finalmente avanti e avere scuole più sicure in città.
L’acquisizione sanante dell’area delle scuole di Villa Redenta è solo uno dei punti all’ordine del giorno del prossimo Consiglio comunale, convocato per il 19 febbraio alle ore 15 e, in caso di mancanza del numero legale, per il 26. Non c’è però il bilancio di previsione che – salvo proroghe che al momento non ci sono – va approvato entro il 28 febbraio. Proprio il braccio di ferro tra il sindaco Andrea Sisti e la sua maggioranza (Pd in primis) aveva portato quest’ultima a disertare l’ultima seduta della massima assise cittadina. Qualcosa si sarebbe politicamente mosso, ma il bilancio non sarebbe stato ancora approvato in Giunta, con i tempi che stringono.