Risveglio shock per Sansepolcro. Stamattina (14 aprile) diverse strutture pubbliche, tra cui alcune scuole della città, sono stati ritrovati deturpati da scritte e simboli realizzati con vernice rossa.
Oltre alla ex sede della Comunità Montana e al Liceo San Bartolomeo, tra i bersagli principali c’è la Scuola elementare “E. De Amicis” (nella foto). Sulla facciata dell’edificio sono comparse, a grandi lettere, frasi inquietanti come “Se i figli son dello stato è dittatura” o “Giudici di Minori Nazimostri rapitori di bambini”, che hanno scatenato la rabbia e la preoccupazione di famiglie e istituzioni.
Ad accompagnare gli “slogan” ci sono numerosi simboli cerchiati che richiamano una doppia “V” intrecciata, che richiama il logo dei gruppi “ViVi” o “Guerrieri dell’informazione”. Si tratta di movimenti di area complottista, spesso associati a posizioni anti-vax o, come in questo caso, critici verso le politiche educative, anche in riferimento al recente caso della famiglia nel bosco in Valtiberina. Non si tratta di una semplice “ragazzata”, ma di un atto vandalico pianificato per diffondere il proprio messaggio utilizzando gli edifici comuni come bacheca.
L’amministrazione comunale ha espresso una ferma condanna, definendo il gesto come “un’autentica barbarie”. In una nota, Palazzo delle Laudi ha ribadito: “È inaccettabile che le scuole, dove ogni giorno si recano i nostri figli, vengano prese di mira da menti disagiate che non hanno alcun rispetto per il bene comune“. Dal Municipio hanno sottolineato che, al di là di qualsiasi opinione politica, questo vandalismo rappresenta una vera e propria “certificazione di inciviltà” che offende l’intera cittadinanza di Sansepolcro.
Mentre gli operai comunali si stanno organizzando per i necessari lavori di ripulitura e ripristino dei muri, le forze dell’ordine sono già al lavoro per individuare i responsabili. La zona colpita è densamente coperta da telecamere di videosorveglianza, sia pubbliche che private. I filmati sono attualmente al vaglio degli inquirenti per risalire all’identità di chi ha colpito nel cuore della notte. L’Amministrazione auspica pene severe per i colpevoli, anche per scoraggiare futuri atti emulativi.