Città di Castello

Scuola, Tar “congela” il dimensionamento | Accolta sospensiva contro decreto Commissario

Il dimensionamento scolastico a Città di Castello subisce una brusca frenata. Con l’ordinanza n. 32/2026, il Tar dell’Umbria ha accolto il ricorso presentato dal Comune tifernate, sospendendo cautelarmente l’efficacia dei decreti commissariali che avrebbero dovuto riorganizzare gli istituti cittadini per l’anno scolastico 2026/2027.

La decisione dei giudici

Il tribunale ha ravvisato “sufficienti profili di fondatezzanelle contestazioni mosse dal Comune, rappresentato dall’avvocato Francesco De Matteis. Al centro della disputa, la decisione del Commissario ad acta – nominato dal Consiglio dei Ministri – di procedere con tagli e accorpamenti andando oltre il mandato ricevuto e ignorando le criticità strutturali del territorio.

In particolare, il Tar ha puntato il dito sul sovraffollamento del plesso “Giovanni Pascoli” di via Collodi, che attualmente ospita anche gli studenti della Dante (oggi in macerie nel cantiere fantasma). Secondo i giudici, il piano del Commissario avrebbe creato un “danno grave e irreparabile” alla gestione logistica e al diritto allo studio.

La soddisfazione dell’Amministrazione

Esprimiamo profonda soddisfazione – dichiarano in una nota congiunta il sindaco Luca Secondi e l’assessore alle Politiche scolastiche Letizia Guerri per un provvedimento che certifica il bisogno veritiero delle preoccupazioni di un’intera comunità. È una vittoria condivisa con docenti, personale non docente e famiglie che sono stati al nostro fianco fin dall’inizio.

Secondo l’amministrazione, il provvedimento del Commissario era “ingiusto e insostenibile”, specialmente alla luce della necessità urgente di reperire nuovi spazi per suddividere la popolazione scolastica in due distinti Istituti comprensivi.

Le prossime tappe

La battaglia legale non è finita, ma la sospensiva permette di guardare al futuro prossimo con più serenità. La sospensione non comprometterà gli obiettivi del PNRR, poiché il tribunale ha già fissato l’udienza pubblica di merito per il prossimo 12 maggio. In quella sede si deciderà definitivamente se il piano di dimensionamento per Città di Castello dovrà essere riscritto o annullato del tutto.