Foligno

Scuola online ai tempi del coronavirus, tra luci e ombre: “Troppi compiti, rispettate le famiglie”

La didattica a distanza non è tutta luci. In questi giorni si assiste ad una santificazione delle attività a distanza, ma non sempre è oro quello che luccica, come recita il detto popolare. E’ così che assume un valore emblematico, quasi un manifesto del fatto e del da farsi, la lettera di un genitore di alunno con DSA della scuola Carducci di Foligno, e docente in un altro istituto del territorio.

Difficoltà di orario

Vorrei segnalare le crescenti difficoltà che le famiglie stanno incontrando in queste settimane di emergenza, nella fruizione della didattica a distanza offerta dalla scuola – scrive Paola Baccinella circolare 121 dell’Istituto ho letto: “Gli strumenti che utilizzeremo consentono di accedere ai materiali 24 ore su 24 e 7 giorni su 7. Tuttavia la modalità pìù semplice è la seguente: rispettare la scansione settimanale e l’orario delle lezioni, sia per i docenti che per gli STUDENTI, i quali non vedranno variato il loro carico dl lavoro. Agli studenti viene anche chiesto di rispettare le indicazioni fornite dagli insegnanti, soprattutto per quanto riguarda la scadenza dei lavori“.

Ma di quali orari e di quali lezioni stiamo parlando? Ci siamo resi conto che le lezioni sono state sospese e che la nostra priorita è quella di conservare la nostra e l’altrui salute, oltre a mantenere l’indispensabile equilibrio mentale? Trovo improponibile imporre alle famiglie dei tempi e ritmi assurdi, oltre ad imporre una mole di compiti assegnati che si vanno ad aggiungere alle attività in presenza o in modalità asincrona“.

Difficoltà tecnologiche

I tempi dalla didattica a distanza sono molto diversi da quelli in presenza e non tutte le famiglie sono attrezzate per questo e non mi risultano indagini dell’Istituto sulla dotazione tecnologica degli alunni/famiglie e sulla loro competenza“. La didattica a distanza presuppone il possesso e l’uso competente delle tecnologie necessarie: un PC individuale a completa disposizione, una connessione internet stabile e veloce, un microfono e cuffia, una stampante, la gestione puntuale dei programmi da usare (account, link, codici, diversa tipologia di file e di attivita).

Difficoltà logistiche

Tutto questo inoltre richiede uno spazio tranquillo e appartato, all’interno di una casa in cui tutta l’intera famiglia vive isolata 24 ore su 24 da circa due settimane e mal sl concilia con pause e tempi non sempre prevedibili dovuti a improvvise difficoltà nella connessione o nell’uso degli strumenti stessi, ma anche con quelli dell’ambiente domestico e con le esigenze di privacy familiare“.

“Non è tutto come prima”

Ieri mattina e stamattina, nelle videolezioni, un docente spiegava ai ragazzi che sono tenuti a seguire l’orario settimanale delle lezioni e quindi devono essere presenti dalle 8 alle 13:30 (martedì dalle 8 alle 17?), devono fare i compiti assegnati e cioè visionare video e documenti, fare esperimenti, fotografarli, commentarli, produrre attività personali, eseguire esercizi e poi caricare tutto in Classroom (anche se mi risulta che il Registro Elettronico sia ancora in vigore, quindi non capisco perché non si possa almeno scegliere il modo più semplice per caricare il lavoro eseguito, ad esempio nel RE per le foto fatte da cellulare). Propongo solo alcuni spunti ulteriori di riflessione: se mio figlio fosse stato a scuola ieri, martedì, dalle 13 alle 14 avrebbe pranzato a scuola, ma non ha potuto farlo, perché era a casa. Se fosse stato a scuola avrebbe partecipato a tutte le iniziative culturali proposte dalla scuola per i prossimi mesi (e per le quali ho pagato in anticipo), ma non può e non potrà farlo: in questa situazione non mi è neppure passato per la mente di esigere questi servizi dalla scuola, per ovvi motivi. Perché invece la scuola mi chiede di far finta che tutto continui normalmente, quando nulla è più normale e tutto è emergenza? ln questa situazione di estrema gravita, i tempi e gli orari dei nostri figli sono necessariamente quelli della famiglia, pertanto credo sia opportuno ripensare tutta l’organizzazione della didattica a distanza, sganciandola dai nostri normali schemi mentali per adattarla al presente.

Le proposte

Quindi la mamma fornisce anche qualche spunto: “Scegliere la modalità delle videolezioni in presenza principalmente per mantenere i rapporti sociali fra e con i ragazzi (in questo difficile momento ritengo che questa debba essere una priorità assoluta per la scuola!) con un docente moderatore che alimenta e garantisce il rispetto delle regole. Poi privilegiare la modalità asincrona (non in presenza) che permette la fruizione ripetuta delle attività e delle videolezioni registrate, nei tempi più comodi ad ognuno e stabilire precise fasce orarie per le videolezioni in presenza (se necessarie) e limitarne il numero ad una sola a settimana per ogni disciplina. Assegnare compiti fattibili (senza farsi prendere la mano da eccessiva “creatività” o da gare a chi è più originale); dare ai docenti la possibilità di vedere i compiti assegnati quotidianamente dagli altri colleghi (attualmente non è possibile nel Registro Elettronico Nuvola) in modo da calibrare il carico di lavoro; continuare ad inserire i compiti nel Registro Elettronico per permettere a tutti (anche a chi non è ancora riuscito ad accedere a Classroom) di seguire le attività. Poi dare indicazioni precise agli alunni BES e con DSA (nel mio caso sto aspettando, invano dallo scorso anno, gli obiettivi minimi di Matematica per mio figlio discalculico e quindi non so come regolarmi anche in questa situazione!) su tempi e modalità di esecuzione delle attività proposte, così come previsto dai PDP dei singoli alunni“.

Confidando in un’approfondita riflessione sulle problematiche segnalate, resto a disposizione per ogni ulteriore chiarimento o necessità al fine di superare le difficolta sin qui emerse, ln modo da contribuire al recupero di un po’di serenità da parte di tutte le famiglie degli studenti“.