Economia & Lavoro

Scuola, Università, formazione: ecco gli aumenti per 18mila dipendenti in Umbria

Firmato dal ministro Valditara, da Aran e da tutte le sigle sindacati il rinnovo della parte economica del contratto nazionale collettivo di lavoro del Comparto Istruzione e Ricerca 2025-2027. Si tratta di  di 143 euro mensili per i docenti e di 107 euro per gli ATA, oltre agli arretrati, pari rispettivamente a 855 euro e 633.

Un’intesa che interessa circa 18mila dipendenti pubblici in Umbria, che lavorano nelle istituzioni scolastiche ed educative, nelle università, negli enti pubblici di ricerca e nelle istituzioni dell’Alta formazione artistica, musicale e coreutica (Afam). Il negoziato si è chiuso in tre sessioni di lavoro. Il Ccnl 2022-2024 dello stesso comparto era stato sottoscritto appena prima dello scorso Natale.

“Ho richiesto l’anticipazione della parte economica, e la destinazione della quasi totalità delle risorse all’incremento dello stipendio tabellare, per garantire al meglio la continuità contrattuale e la tutela dei salari” ha commentato il ministro Valditara. Ricordando come dall’insediamento del Governo a oggi siano stati sottoscritti tre contratti del comparto Scuola, che portano a incrementi retributivi mensili complessivi di 412 euro per i docenti e 304 euro per gli ATA.

L’accordo definisce gli incrementi mensili lordi degli stipendi tabellari, erogati in tre tranche annuali – 1° gennaio 2025, 1° gennaio 2026 e 1° gennaio 2027 – comprensive dell’anticipazione Ipca già corrisposta. A regime, dal 1° gennaio 2027, l’incremento medio per l’intero comparto è pari a 137 euro lordi per 13 mensilità; per il personale docente della scuola l’aumento medio sale a 143 euro lordi per 13 mensilità. Sommando gli incrementi dei tre contratti consecutivi – 2019-2021, 2022-2024 e 2025-2027 – il comparto registra aumenti strutturali pari a 395 euro per 13 mensilità come media di comparto e 412 euro per 13 mensilità per il personale docente.

Poiché l’ipotesi di accordo viene sottoscritta nel corso del secondo anno del periodo contrattuale di riferimento, il personale maturerà arretrati per la quota di incremento non ancora corrisposta. Calcolati al 30 giugno 2026, gli importi stimati vanno da circa 815 euro a circa 1.250 euro.