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SCUOLA: IN UMBRIA MERCOLEDI' 15 OTTOBRE MANIFESTAZIONE CONTRO LA RIFORMA GELMINI

Una manifestazione a difesa della scuola pubblica, contro il decreto Gelmini: ad essere annunciata dal Coordinamento docenti e genitori contro il decreto Gelmini, Flc Cgil, Cisl Scuola, Uil Scuola, Snals e Gilda in una conferenza stampa di questa mattina a Palazzo Cesaroni. La manifestazione è in programma per mercoledì 15 ottobre. Il corteo, partendo da Piazza 4 Novembre alle 17,00, si dirigerà sino alla sede della Rai.

Presenti alla conferenza stampa Patrizia Bracarda (portavoce del coordinamento docenti e genitori contro il decreto Gelmini), Giuliana Renelli (segretario generale regionale Flc Cgil), Ivana Barbacci (segretario generale regionale Cisl Scuola), Giancarlo Cerafischi (segretario generale regionale UIl Scuola), Giambaldo Bianchi (segretario regionale Snals), Patrizia Basili (coordinatrice provinciale Gilda degli insegnanti di Perugia).

“Quella del 15 ottobre sarà la prima uscita ufficiale del coordinamento docenti contro il decreto Gelmini: l'inizio di una serie di mobilitazioni della scuola a livello territoriale, in preparazione dello sciopero generale della scuola e della grande manifestazione nazionale che si terrà a Roma in Piazza del Popolo il prossimo 30 ottobre. Il valore di tale iniziativa -hanno poi puntualizzato unitariamente- è rappresentata dalla molteplicità delle voci, anche sindacali: tutte con un unico obiettivo, quello di difendere la scuola pubblica, ma anche di riformarla per renderla migliore. Questo non può essere possibile attraverso maggiori tagli, imponendo un sistema scolastico proprio di 60 anni fa”.

Ridare dignità e autorevolezza alla figura del docente: anche per questo si sfilerà il prossimo 15 ottobre. “I tagli imposti dal Governo centrale indurranno a una progressiva riduzione della qualità dell'istruzione, in un processo di messa a repentaglio del sistema educativo nazionale. Non si tratta solo di difendere posti di lavoro, ma di garantire alle nuove generazioni un sistema educativo avanzato: in Umbria sono in pericolo 8cento 70 posti di lavoro solo per il primo anno, se si considera il prossimo triennio ad essere a rischio sono 2mila lavoratori. In Italia i precari dell'istruzione sono circa 120 mila: questi ogni anno mettono al servizio della scuola italiana la propria professionalità e conoscenza specifica che non può essere offerta in senso pieno da un unico docente”.