Scudo penale per i medici sul tavolo del Cdm, cosa prevede - Tuttoggi.info

Scudo penale per i medici sul tavolo del Cdm, cosa prevede

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Scudo penale per i medici sul tavolo del Cdm, cosa prevede

Gio, 04/09/2025 - 11:03

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(Adnkronos) – Lo scudo penale per i medici torna sul tavolo del Cdm con il riordino delle professioni sanitarie. Fra i punti che figurano all’ordine del giorno di oggi, è uno dei provvedimenti su cui sono puntati i riflettori, uno dei più attesi dal mondo della sanità. Il capitolo delle modifiche in materia di responsabilità professionale è nello schema di disegno di legge delega al governo sul riordino delle professioni sanitarie. Si tratta di uno dei nodi chiave ancora irrisolti, perché finora si era andati avanti di proroga in proroga, e il recente tentativo di dare allo scudo un assetto definitivo era finito in stand by con la pausa estiva, ma adesso potrebbe arrivare al dunque. Resta da capire in che modo verrà formulato.  

Ma cos’è lo scudo penale? E’ un’impostazione normativa che prevede che il medico e l’operatore sanitario, se si attengono alle linee guida o alle buone pratiche clinico assistenziali, siano punibili solo in caso di colpa grave. Lo schema di disegno di legge prevederebbe che nell’accertamento della colpa o del suo grado si tenga conto anche della scarsità delle risorse umane e materiali disponibili, nonché delle eventuali carenze organizzative, quando queste non sono evitabili da parte dell’operatore, e si dovrebbe poi tenere conto anche della mancanza, o della limitatezza ed eventuale contraddittorietà delle conoscenze scientifiche sulla patologia o sulla terapia, della concreta disponibilità di terapie adeguate, della complessità del caso o della concreta difficoltà dell’attività sanitaria, nonché della presenza di situazioni di urgenza o emergenza. Covid insegna. E’ stato infatti proprio per tutelare i medici in prima linea nella crisi pandemica che si era sbloccata questa sorta di protezione, approdata fino ad oggi con le proroghe.  

Ma il tema è annoso e si dibatte da tempo della necessità di porre un freno alle cause temerarie contro i medici e i professionisti della sanità. Anche alla luce di uno degli ‘effetti collaterali’ di questa situazione, che è la medicina difensiva. Il ministro della Salute Orazio Schillaci non ha mai nascosto di avere a cuore l’argomento. Ne ha parlato più volte, l’ultima a fine giugno annunciando appunto l’intenzione di varare lo scudo penale definitivo per i medici inserendolo “in uno dei primi strumenti legislativi disponibili”.  

“Oltre a un malessere personale, familiare e spese aggiuntive – aveva fatto notare in uno dei suoi interventi in passato – nel 98% dei casi, le cause penali finiscono in nulla”, ma questo avviso “provoca spesso un ricorso alla cosiddetta medicina difensiva completamente inutile. Da medico e da ministro che lo scudo penale non toglie nulla ai cittadini – aveva assicurato il ministro – perché i cittadini potranno comunque rivalersi in sede civile. È uno strumento utile soprattutto per i cittadini perché se noi andiamo ad eliminare le prescrizioni inutili ci sono alcuni strumenti che dimostrano che addirittura la medicina difensiva può pesare intorno ai 10 miliardi l’anno: parliamo del 7-9% di quello che è il Fondo sanitario nazionale e questo permetterebbe di risolvere, in maniera significativa, quello che sono i problemi della sanità italiana”. Compresa la sfida di rendere la professione medica e sanitaria più attrattiva e frenare la fuga di professionisti.  


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