Avevano creato una vera e propria raffineria di cocaina all’interno di una villa le tre persone arrestate a Foligno mercoledì dai carabinieri dei Ros (reparto operazioni speciali) in collaborazione con il comando provinciale dei carabinieri di Perugia e i militari della Compagnia di Foligno. In manette sono finiti un 27enne rumeno, una 47enne sempre rumena e un colombiano 44enne, accusati di produzione, raffinazione e detenzione ai fini di spaccio di stupefacenti.
L’operazione ha consentito di rinvenire, all’interno di una stanza di una villetta folignate, una vera e propria raffineria di cocaina, consistente in un laboratorio artigianale e clandestino per la trasformazione della pasta di coca grezza in cocaina cloridrato.
All’interno del laboratorio sono stati rinvenuti circa 7,4 kg di cocaina lordi (fra quella già lavorata e quella ancora in pasta grezza), varie tipologie di solventi chimici e attrezzature utilizzate per la raffinazione della droga, una pressa idraulica per la realizzazione dei panetti da 1 kg con impresso il logo B, nonché alcuni grossi recipienti in plastica contenenti una miscela di solvente e cocaina ancora in soluzione. Oltre allo stupefacente e al materiale utilizzato per la sua lavorazione, i carabinieri hanno sequestrato i cellulari degli arrestati, nonché varia altra documentazione utile alle indagini, fra cui due manoscritti, in spagnolo e in italiano, contenenti le procedute dettagliate per l’estrazione e la lavorazione della cocaina in pasta.
Nel momento del blitz nella villetta da parte dei militari dell’Arma, la donna ha opposto una viva resistenza, rivolgendo in loro direzione una pistola, poi rivelatasi a salve e senza tappo rosso. La donna, neutralizzata prontamente, è stata immobilizzata senza conseguenze fisiche né per la stessa né per gli operanti.
Il rinvenimento di una raffineria per l’estrazione e la lavorazione della pasta di cocaina rappresenta un unicum per l’Umbria ed un evento raro anche in campo nazionale.
Gli arrestati, ultimate le operazioni di sequestro, dichiarati in stato di arresto in ragione dei gravi e rilevanti elementi indiziari raccolti a loro carico, sono stati associati alle strutture carcerarie di Spoleto e Perugia Capanne, a disposizione della Procura della Repubblica di Spoleto.