Dalla Cascata delle Marmore alla chiesa che ormai non esiste più di San Salvatore a Campi di Norcia: è un itinerario attraverso le emozioni che suscitano i borghi della valle del Nera quello che si può percorrere visitando la mostra “Scorci della Valnerina”, ospitato allo spazio arte Valcasana di Scheggino. Un’esposizione inaugurata sabato scorso, durante la presentazione della Corsa dei Vaporetti, che rimarrà aperta fino al 16 luglio e che vede in mostra le opere dell’artista ternano Maurizio Folletti, talento umbro rimasto nell’ombra che miscela sapientemente china, vernice, carta e plexiglass, coniugando tradizione ed innovazione. Presenti, tra gli altri, i rappresentanti di vari comuni della Valnerina, come il sindaco di Montefranco Rachele Taccalozzi, quello di Sant’Anatolia di Narco Tullio Fibraroli, l’assessore di Vallo di Nera Andrea Massari, ed il presidente del Consiglio comunale di Spoleto, Giampiero Panfili.
A fare da padrona di casa il sindaco di Scheggino, Paola Agabiti, che nella presentazione del catalogo (anch’esso particolarissimo, in plexiglass e disponibile in 100 copie numerate) definisce la mostra – curata da Luca Tomio – un “affascinante viaggio attraverso piccoli preziosi gioielli artistici e storici della Valnerina”. “Da Papigno a Scheggino, a Triponzo, Cascia e Norcia, luoghi simbolo della nostra terra, – ha evidenziato il primo cittadino di Scheggino – è come se Folletti avesse acceso un faro su un particolare: una torre, un campanile, un volta… Ogni opera evoca delle emozioni, delle sensazioni, delle riflessioni sui nostri borghi, ricchissimi di storia e tradizioni locali, legate ad un territorio già generoso per la splendida rigogliosa natura e per le acque del Nera. L’invito è a intraprendere un cammino e soffermarsi non soltanto di fronte alla meraviglia della Cascata delle Marmore, ma ad andare oltre, a respirare il profumo della storia, delle pietre dei nostri piccoli centri medievali, a scoprire le nostre bellissime chiese, incastonate nel verde, ricche di affreschi preziosi e di testimonianze di una gente fiera e grata alla propria terra”.
Tra gli scorci tratteggiati da Maurizio Folletti, c’è anche la chiesa di San Salvatore a Campi di Norcia, andata perduta con le scosse di terremoto di fine ottobre, ma che l’artista ha voluto ricordare com’era. “La Valnerina – ha spiegato l’artista durante l’inaugurazione della mostra – è una terra bellissima, una terra che amo in modo particolare. Un territorio martoriato dal terremoto che non troverete qui: rimane sempre l’emblema di quello che è stato fatto”.
“Scheggino dovrebbe diventare un modello: un piccolo borgo ma che offre natura, cultura, sport e gastronomia” ha osservato il curatore della mostra, Luca Tomio, l’eclettico storico dell’arte milanese ormai umbro d’adozione affascinato dalla storia e dalla cultura locale, che sta portando avanti una vera e propria missione: quella di valorizzare la valle del fiume Nera. Con un’attenzione particolare anche all’abbazia di San Pietro in Valle, “luogo fondamentale per tutta l’area, dalla Valnerina a Spoleto”.
Lo stesso Tomio – divenuto celebre per aver riconosciuto, non senza qualche contestazione, la Cascata delle Marmore nel disegno di Leonardo Da Vinci “Paesaggio con fiume” – sarà protagonista domani di una conferenza a Portaria, borgo dei monti Martani tra il territorio spoletino e ternano, dal titolo “La porta d’oro”. Organizzata dall’Accademia dei Filomartani e grazie alla collaborazione della Arcidiocesi di Spoleto – Norcia, l’incontro, che vedrà appunto come relatore Luca Tomio, prenderà il via domani alle 18 nella chiesa della Ss Annunziata sul tema “Portaria e i Monti Martani nel Rinascimento. Da Leonardo da Vinci all’Accademia dei Lincei”. “In linea con i principi fondativi dell’Accademia che privilegiano lo studio degli aspetti naturalistici e storico-artistici del territorio, – evidenziano gli organizzatori – in questa occasione verranno illustrati i nuovi studi inerenti Leonardo da Vinci in Umbria, nel 1473 alla Cascata delle Marmore e nel 1503 ingegnere idraulico e militare al servizio di Cesare Borgia lungo la Flaminia attraverso Spoleto e i Monti Martani e nell’area tuderte-amerina su cui si affaccia come un belvedere il borgo di Portaria”.
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