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Sase, cambio nella continuità tra incognite carburante e caccia ai fondi per le nuove rotte

Lascia un aeroporto con un bilancio in leggero attivo e il record storico di passeggeri nel 2025 (620.400) il Cda di Sase, la società che gestisce il “San Francesco”, guidato dal presidente Antonello Marcucci. Che ufficializza di lasciare comunque la mano, il 16 aprile, con l’approvazione appunto del bilancio e la fine del mandato dell’attuale governance.

Ma visti i risultati, non sarà una rivoluzione la scelta della nuova governance. Anche perché – anticipa la presidente Stefania Proietti – la Regione Umbria chiederà al nuovo Cda quanto chiesto a quello che sta per scadere: una crescita continua, ma prudente e sostenibile, anche nella valutazione delle nuove rotte o di ulteriori operazioni con Ryanair, il vettore che attualmente garantisce il 72% dei voli da e per l’aeroporto umbro.

La trattativa sulle nuove rotte

Quanto alle nuove rotte (in particolare quella per Madrid, ma anche Parigi e Francoforte), Marcucci è chiaro: si tratta di collegamenti in perdita e che quindi devono essere finanziati. Uno sforzo che la Regione (tramite Sviluppumbria) potrebbe spingersi a fare, a certe condizioni, considerando che la Spagna, oltre ad essere un Paese dai grandi numeri in termini di visitatori, rappresenta un hub europeo per gli Stati Uniti (che, evidenzia Proietti, rappresenta il turismo estero più interessante per numeri e tipologia di spesa) e il Sud America (dove è molto sentita la venerazione di Carlo Acutis).

L’incognita carburanti

Intanto, però, anche l’aeroporto dell’Umbia si trova a fare i conti con le incertezze circa i costi e soprattutto l’approvvigionamento di cherosene. Merce diventata rara e costosa a seguito del conflitto in Medio Oriente.

Limitazioni finora, come invece avvenuto per altri scali italiani, non ci sono state. Così come Ryanair non ha comunicato tagli alle rotte che interessano l’Umbria, avendo approfittato invece per eliminare i collegamenti non redditizi.

Si naviga però, necessariamente, a vista, perché l’aeroporto dell’Umbria, al pari degli altri, può fare ben poco per evitare futuri problemi (anche in vista dei voli estivi delle vacanze) ai propri passeggeri.

I numeri record

Una crisi energetica che, si spera, non vada a frenare la crescita irresistibile conosciuta dallo scalo umbro. Con un aumento dei passeggeri del 68% rispetto al 2022, il record dei 4.120 passeggeri gestiti in un solo giorno (il 19 agosto dello scorso anno) e investimenti di 4,7 milioni di euro realizzati nel triennio 2023-25.

Per un piano investimenti che nel prossimo triennio supererà i 10 milioni di euro. Perché l’aeroporto, viene ribadito, non genera solo traffico: favorisce lo sviluppo.