Sanità e agricoltura, ecco le specie per le quali è autorizzata la caccia in deroga | Scontro coi verdi - Tuttoggi.info

Sanità e agricoltura, ecco le specie per le quali è autorizzata la caccia in deroga | Scontro coi verdi

Massimo Sbardella

Sanità e agricoltura, ecco le specie per le quali è autorizzata la caccia in deroga | Scontro coi verdi

Gio, 25/06/2026 - 10:48

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Ragioni sanitari e di tutela delle colture agricole hanno portato la Giunta Giunta regionale dell’Umbria, su proposta dell’assessore alle Politiche agricole e alla Caccia Simona Meloni, ad autorizzare per la stagione venatoria 2026-2027 il prelievo in deroga dello storno, del piccione di città e della tortora dal collare.

Il provvedimento è stato adottato dopo l’acquisizione dei pareri favorevoli dell’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale, ISPRA, e nel rispetto delle prescrizioni indicate dall’Istituto. Inoltre, spiegano dall’Assessorato alla Caccia, l’intervento viene incontro alle richieste delle associazioni venatorie, è al suo secondo anno di operatività ed è stato discusso all’interno della Consulta venatoria regionale.

La deroga – spiega la Regione – risponde a due esigenze principali: la prevenzione dei rischi igienico-sanitari connessi alla presenza, in particolare, dei piccioni nei centri abitati e nei luoghi di lavoro e la tutela delle colture e delle produzioni agricole regionali dai danni causati soprattutto dagli storni e dai colombidi.

“Si tratta di una decisione fondata su dati tecnici e adottata soltanto dopo il via libera di ISPRA – sottolinea l’assessore Simona Meloni –. Si tratta di un prelievo sottoposto a limiti, controlli e monitoraggio in tempo reale. Da una parte dobbiamo affrontare le criticità igienico-sanitarie provocate dall’eccessiva presenza dei piccioni, in particolare per l’accumulo di deiezioni negli spazi urbani e nei luoghi di lavoro. Dall’altra dobbiamo difendere il lavoro delle aziende agricole e produzioni di qualità che ogni anno subiscono danni rilevanti”.

Per lo storno, le criticità riguardano in modo particolare vigneti e oliveti. I danni alle uve vengono segnalati dai primi giorni di luglio, a partire dalle varietà precoci, fino alla metà di ottobre, mentre quelli alle olive possono protrarsi da agosto fino a dicembre. Per i colombidi, le maggiori problematiche interessano le coltivazioni di girasole, mais e legumi, oltre ai depositi di mangimi e alle strutture agricole, con il rischio di contaminazioni dovute alla presenza di deiezioni.

“L’agricoltura produce cibo, reddito e tutela del paesaggio – prosegue Meloni –. Proteggere le colture significa proteggere investimenti, lavoro e produzioni che rappresentano l’identità dell’Umbria. I tradizionali sistemi di allontanamento e dissuasione non hanno garantito nel tempo risultati sufficienti. Per questo la Regione interviene attraverso una deroga rigorosamente regolata, che affianca i metodi ecologici di prevenzione e consente di agire soltanto in prossimità delle colture effettivamente esposte al rischio”.

Date e modalità della caccia in deroga

Il prelievo potrà essere effettuato esclusivamente nelle giornate in cui è consentita la caccia alla fauna migratoria e nei seguenti periodi:

  • storno: dal 20 settembre al 15 dicembre 2026;
  • tortora dal collare: dal primo ottobre 2026 al 31 gennaio 2027;
  • piccione di città: dal primo ottobre 2026 al 31 gennaio 2027.
    L’attività sarà consentita nel territorio a caccia programmata, con esclusione delle Zone di protezione speciale, e potrà essere svolta esclusivamente da cacciatori muniti di tesserino venatorio digitale, necessario per registrare in tempo reale i capi abbattuti. Il prelievo dovrà avvenire da appostamento, senza l’impiego di richiami specifici, entro una distanza massima di cento metri dal margine della coltura interessata, esclusivamente in presenza di prodotto ancora sulla pianta o in prossimità della semina e con il contestuale utilizzo di metodi ecologici di prevenzione.

Scontro i verdi di AVS

Provvedimento che non piace all’ala ambientalista all’interno di AVS. I co-portavoce regionali umbri di Europa Verde Gianfranco Mascia e Eva Hausegger chiedono un chiarimento urgente con l’assessora Meloni: “Siamo rammaricati per la votazione di oggi in giunta della delibera sul prelievo in deroga di storno, piccione di città e tortora dal collare. La nostra posizione è chiara: la tutela delle produzioni agricole e la gestione delle criticità urbane sono temi seri, che vanno affrontati con strumenti moderni, scientifici, preventivi e non cruenti. Non possono diventare ogni anno il pretesto per riaprire, quasi automaticamente, finestre di caccia in deroga”.

Evidenziano: “L’atto di quest’anno appare in larga parte sovrapponibile a quello dello scorso anno: stessa impostazione, stesse motivazioni generiche, stesse specie interessate, stesso limite complessivo per storno e colombo di città, entrambi fissati a 2.500 capi. L’unica riduzione significativa riguarda la tortora dal collare, che passa da 1.500 a 1.000 capi, ma senza un vero cambio di paradigma. Nel 2025 lo storno era indicato come stabile; nel 2026 viene riconosciuto come “in diminuzione moderata”, eppure il periodo di prelievo viene addirittura anticipato dal 15 ottobre al 20 settembre. Questo è per noi un punto politicamente e ambientalmente inaccettabile”.

“Anche sulle munizioni si poteva fare di più, la delibera non vieta l’uso del piombo: si limita ad “auspicare” l’utilizzo di munizionamenti non contenenti piombo. Ma il piombo è una sostanza tossica, pericolosa per fauna, suolo, acque e catena alimentare. Su questo non bastano auspici: servono divieti chiari, controlli e prescrizioni vincolanti.
Anche sui metodi ecologici di prevenzione si poteva fare di più. Si parla di “utilizzo sinergico” di metodi ecologici, ma non vengono indicati obiettivi misurabili, strumenti concreti, risorse dedicate, verifiche preventive azienda per azienda, né una valutazione seria dell’efficacia delle alternative non cruente. Una deroga dovrebbe arrivare solo dopo aver dimostrato che le alternative non funzionano davvero, non come scorciatoia amministrativa da riproporre ogni anno.” Proseguono gli ecologisti

“Come Europa Verde – chiariscono – non neghiamo l’esistenza di danni all’agricoltura o di problemi igienico-sanitari in alcuni contesti urbani. Al contrario, proprio perché questi problemi sono reali, chiediamo soluzioni più serie: reti di protezione, dissuasori, prevenzione programmata, gestione degli habitat urbani, monitoraggio puntuale dei danni, sostegno agli agricoltori, interventi selettivi non cruenti e verificabili. Tra l’altro i piccioni di città si trovano sempre vicino ad edifici abitati, quindi si va anche in deroga alle norme di sicurezza e alla legge 157 e al TU delle norme di Pubblica Sicurezza”.

Da qui l’auspicio di un chiarimento con l’assessora Meloni e i tecnici del suo assessorato “per non ricadere, ogni anno, nello stesso errore. L’Umbria può dare un segnale di cambiamento di passo sulla tutela animale: meno deroghe venatorie, più prevenzione ecologica, più ricerca, più tutela degli ecosistemi, più responsabilità pubblica. Per noi – concludono Mascia e Hausegger – la transizione ecologica passa anche da qui: dal coraggio di dire che non tutto ciò che è autorizzabile è anche giusto, utile e moderno”.

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