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Sanità, Dario saluta | Le mosse per la successione

Dal 1° aprile Claudio Dario non sarà più direttore generale della Sanità umbra. Il manager venero ha ufficializzato quest’oggi con una pec alla Regione la sua volontà di accedere alla pensione dal primo aprile, avendo maturato i requisiti già da ottobre scorso.

Un pensionamento che Dario non aveva mai pensato di rinviare, neanche al suo arrivo in Umbria. Solo che, in quel momento, pensava che il ruolo di direttore generale potesse essere compatibile con la pensione. Ma un approfondimento ha escluso questa possibilità.

Ruolo dg incompatibile con la pensione

Secondo alcune interpretazioni giurisprudenziali – ha spiegato lo stesso Dario – era emerso che avendo un contratto già stipulato potessi andare in pensione mantenendo il contratto in essere. Da un approfondimento dell’Ufficio personale dell’amministrazione regionale è invece emerso che a fronte del pensionamento ci si deve dimettere dall’incarico, cosa che non succede con altri contratti sanitari, ancor più nell’emergenza Covid. Pertanto mi vedo costretto a dover rinunciare al ruolo che ricopro. Le motivazioni – precisa – non sono quelle di allontanarmi dall’Umbria, né per avvicinarmi alla famiglia. La scelta di venire era stata approfonditamente valutata con mia moglie e i miei figli, né per motivi professionali, ma eminentemente legate a questa incompatibilità con il ruolo di direttore generale”.

“Pronto a collaborare”

 Dario, che lunedì aveva incontrato i dirigenti del settore e gli altri direttori regionali, aveva già reso noto nei giorni scorsi alla presidente della Regione, Donatella Tesei, la situazione, sottolineando anche “la disponibilità a collaborare se si dovessero individuare le vie amministrative opportune. D’altra parte qui – ha precisato Dario – ho conosciuto e collaborato con molte persone di valore e con le quali abbiamo costruito un rapporto di stima reciproca che mi dispiace non coltivare ulteriormente”.

Tesei: i suoi risultati riconosciuti anche dal ministro Speranza

La presidente Tesei e l’amministrazione tutta ha ringraziato il direttore per il lavoro svolto. “In questa fase senza precedenti – ha affermato la presidente – il direttore Dario appena presa in mano la Sanità ha dovuto condurre il settore facendo fronte alle esigenze emergenziali, con risultati riconosciuti a livello nazionale, non ultimi anche dal ministro Speranza, dall’Iss e dal Cts. Lo ringraziamo per lo straordinario impegno e lavoro svolto, e siamo certi che sia quanto fatto che la sua esperienza potranno tornare utili alla sanità regionale”.   

La ricerca del successore

Con l’occasione – ha concluso Dario – porgo un sentito ringraziamento a tutti coloro che mi hanno generosamente sostenuto e coadiuvato in questo ruolo, la presidente, la giunta, le forze di maggioranza, i dirigenti regionali della direzione che si sono succeduti ed i loro collaboratori nonché i colleghi direttori regionali e commissari”. 

Il direttore Dario resterà in ogni caso in carica fino al prossimo 31 marzo, mentre la Giunta regionale nella sua prossima seduta prenderà atto della domanda di pensionamento al fine di poter avviare le procedure dell’avviso per la nomina del nuovo direttore. Sulla cui scelta peserà anche l’eventuale decisione di proporre un ruolo, da consulente o altro, allo stesso Dario. Aspetto sul quale si peserà, del resto, la reale volontà dell’amministrazione regionale di proseguire con il lavoro sin qui fatto o di provare un cambio di rotta.

Cavalli di ritorno e manovre politiche

Tra i nomi finora circolati sul possibile successore, il più probabile appare quello di Maria Gigliola Rosignoli, già manager della sanità umbra ai tempi della Lorenzetti e ora direttore sanitario centrale degli Istituti Riuniti “ Maugeri”.

La Lega si è messa in moto per proporre un sostituto, sull’asse Salvini-Coletto. Ma questa volta anche Fratelli d’Italia, che nelle scorse settimane aveva mostrato malumori sulla scelta dei dirigenti delle Aziende sanitarie, vuole avere voce in capitolo.