Gubbio e Gualdo

Sanità, a Branca troppi accessi e poco personale | Lavori per Casa di Comunità fermi da mesi

Occhi “perplessi”, in questi giorni, stanno osservando la situazione della sanità eugubina. Lunedì scorso (22 gennaio) si è svolta infatti una nuova tappa di mobilitazione, portata avanti dal Partito Democratico, insieme a M5S, SI – AV e Psi, proprio nelle strutture di Alto Chiascio e Fascia appenninica.

I sopralluoghi hanno riguardato l’ospedale di Branca e i Centri salute di Gubbio e Gualdo Tadino. Partendo dal nosocomio – struttura che svolge un ruolo di attrazione anche per le vicine Marche (complice pure la concomitante chiusura dell’ospedale di Cagli) – il problema che si riscontra è soprattutto relativo al personale: i tecnici radiologi sono infatti sotto organico e non riescono a garantire il servizio h24, gli anestesisti sono carenti per la chirurgia e questo risulta essere un problema serio alla luce del fatto che le urgenze di Assisi e Pantalla vengono dirottate proprio a Branca.

In questo contesto, inoltre, 118 e Pronto soccorso si trovano a operare con lo stesso personale del passato – pensato per 15mila accesi – che nel 2023 ne ha però contati ben 26mila. “La pressione è diventata difficile da sostenere – ha dichiarato il segretario regionale Pd Tommaso Bori serve un potenziamento a livello della struttura e soprattutto un numero di infermieri medici e oss adeguato. L’Umbria non ha fatto assunzioni durante l’emergenza sanitaria mentre tutte le altre regioni sì. Siamo rimasti molto indietro”.

Non si può immaginare che un infermiere possa essere responsabile di più ambulatori e ricoprire tre ruoli diversi in una sola notte – ha aggiunto il responsabile Sanità e consigliere comunale Pd Marco CardileCi sono inoltre ancora troppe figure di primari ‘facenti funzione’. Questi ruoli apicali, soprattutto in strutture come cardiologia e rianimazione, non possono affatto essere facente funzione!” Bori e Cardile, accompagnati anche dal segretario Pd locale Massimiliano Grilli, hanno poi fatto visita al distretto eugubino nel vecchio ospedale di Gubbio, dove dall’incontro con la direttrice Paola Tomassoli sono emerse ulteriori criticità, tra cui la mancanza del ginecologo (da poco andato in pensione) al consultorio.

Fari puntati anche sull’importanza della Casa di Comunità, il cui completamento ed entrata in funzione toglierebbe sicuramente peso alla rete ospedaliera. I lavori di quest’ultima, però, sono fermi da mesi, con il consigliere Orfeo Goracci (Gubbio Rinasce Libera e Giovani Territorio Ambiente) che in queste ore ha perfino annunciato un’interrogazione sull’inspiegabile empasse,

Il cartello di cantiere – spiega – ci informa che la consegna lavori è stata il 20 febbraio 2023, l’inizio il 14 aprile 2023; la durata dell’intervento è di 780 giorni naturali e consecutivi, ma nella parte di Porta degli Ortacci, tutta Piazza 40 Martiri fino all’inizio di Via Cavour non c’è traccia di cantiere e sarà improbabile vederne con i lavori previsti proprio sulla Piazza. Tutto ciò allarma e preoccupa perché in questo storico ‘contenitore’ dovrebbe essere realizzata la ‘casa di comunità’ e tutti sappiamo bene quanto ci sia bisogno di interventi, aiuti e qualificazione sulla sanità pubblica, per non parlare di case/residenze per i più deboli e fragili”