Dopo lo slittamento del 18 ottobre perché sulla crisi internazionale in Medio Oriente erano state chieste comunicazioni con voto dell’assemblea, oggi la Camera ha dato il via libera al ritorno di San Francesco festività nazionale.
Dal 2026 – anche se è domenica; i primi effetti concreti si sentiranno nel 2027 – il 4 ottobre torna dunque festa nazionale: l’Aula della Camera ha approvato la proposta di Noi Moderati, che ha inglobato anche quella del meloniano Malagola, con 247 voti a favore, 2 contrari e 8 astenuti. All’articolo 1 si legge: “Al fine di celebrare e di promuovere i valori della pace, della fratellanza, della tutela dell’ambiente e della solidarietà, incarnati dalla figura di San Francesco d’Assisi, patrono d’Italia, è istituita la festa nazionale di San Francesco d’Assisi, da celebrare il 4 ottobre di ogni anno”. All’articolo 2 è previsto che “In occasione della giornata del 4 ottobre di ciascun anno, le scuole, le amministrazioni pubbliche e gli enti del Terzo settore possono favorire l’organizzazione di eventi, di manifestazioni e di celebrazioni che promuovano i princìpi e gli insegnamenti di San Francesco d’Assisi”. Il terzo e ultimo articolo riguarda la copertura finanziaria della legge: “Per l’attuazione delle disposizioni di cui all’articolo 1, è autorizzata la spesa di 10.684.044 euro annui a decorrere dall’anno 2027, di cui 8.793.880 euro annui destinati al comparto del Servizio sanitario nazionale. Conseguentemente il livello del finanziamento del fabbisogno sanitario nazionale standard cui concorre lo Stato è incrementato di 8.793.880 euro annui a decorrere dall’anno 2027″.
“Assisi accoglie con grande gioia, gratitudine e responsabilità la notizia che il 4 ottobre, ricorrenza di San Francesco, torna ad essere festa nazionale. Si tratta di un obiettivo importante, frutto di un impegno condiviso, lungo e trasversale che si fonda sul valore universale della figura del nostro Santo, che ha portato nel mondo un messaggio forte di pace, dialogo, fratellanza, attenzione agli ultimi e all’ambiente in cui viviamo”. Così il sindaco di Assisi, Valter Stoppini, dopo che oggi la Camera dei Deputati ha approvato la proposta di legge che dal 2026 riporta il 4 ottobre tra le ricorrenze civili, come era stato fino al 1977. Il testo passerà al Senato nei prossimi giorni, per il via libera definitivo. “Per Assisi – evidenzia il primo cittadino – è un onore essere il cuore pulsante di una festa che unisce l’intero Paese, rafforzando il ruolo e la missione della nostra città come luogo d’incontro e speranza, chiamato a portare avanti l’eredità di San Francesco. Una responsabilità che sentiamo forte, soprattutto in questo momento storico difficile, segnato da guerre e divisioni che tutti insieme dobbiamo respingere, promuovendo innanzitutto la cultura della pace e dell’inclusione”. “Nel corso degli anni – ricorda Stoppini – diversi sindaci e amministratori di Assisi hanno caldeggiato l’idea di riportare il 4 ottobre a festa nazionale. Anche la Regione Umbria si è espressa più volte favorevolmente in tal senso. La precedente amministrazione comunale, con il sindaco Stefania Proietti, oggi presidente dell’Umbria, ha rilanciato più volte la richiesta. Anche il Comitato Nazionale per le celebrazioni dell’ottavo centenario della morte di San Francesco ha sostenuto l’idea e ci sono state diverse proposte di legge. Oggi è stato raggiunto un traguardo importante, che lancia all’Italia e al mondo un messaggio chiaro e forte: pace, solidarietà, inclusione, rispetto per l’ambiente sono valori fondamentali, che vanno promossi e praticati, come antidoto al clima di odio e violenza che stiamo vivendo”.