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SALVIAMO IL BOSCO DI SAN FRANCESCO AD ASSISI, LUOGO-SIMBOLO DEL PAESAGGIO ITALIANO

Il FAI, Fondo Ambiente Italiano, invita tutti gli italiani a sostenere la campagna “La Terra di Francesco”, dedicata al restauro di un luogo-simbolo come il Bosco di San Francesco ad Assisi, donato al FAI nel 2008 da Intesa Sanpaolo, ma che abbraccia idealmente tutto il paesaggio italiano. Un paesaggio sempre più in pericolo, per la mancanza di coscienza civile degli amministratori e per la colpevole distrazione dei cittadini. Un patrimonio immenso e irriproducibile, eroso sconsideratamente, con conseguenze che peseranno sulle generazioni future.

I dati di questa “guerra al paesaggio” sono impressionanti, anche se i nostri occhi sembrano non accorgersene: ogni anno le aree verdi del nostro Paese sono coperte da una superficie di cemento ampia almeno come la città di Milano. E negli ultimi dieci anni è come se fosse scomparsa la Valle d’Aosta… A questa attività “legale” si devono poi aggiungere decine di migliaia di unità abitative abusive e presto, inoltre, saranno evidenti le conseguenze del cosiddetto “Piano Casa” varato da molte regioni italiane, un’ulteriore liberalizzazione dell’aggressione al territorio.

Il FAI chiama gli italiani alla riscossa, incoraggiato da un “segno” molto forte: la donazione al FAI del Bosco di San Francesco ad Assisi. La riscossa del paesaggio parte proprio da Assisi! Da un luogo legato al messaggio di armonia di San Francesco, la cui vita ha sintetizzato il più alto modello di convivenza tra Uomo e Natura.

La scelta del Bosco non nasce dalla necessità di salvaguardare un luogo da cartolina: l’impegno è

quello di tutelare ogni territorio, indipendentemente dalla sua spettacolarità. Infatti il Bosco di

San Francesco, ora abbandonato e trascurato – sebbene intatto – è un magnifico “luogo qualunque”, un ambiente dimenticato da far rivivere: 60 ettari di tipico paesaggio umbro, dominato dalla Basilica di San Francesco, ricco di colline, di radure, di uliveti, querce e lecci, alberi da frutto, ginestre e biancospini. Con un torrente che lo attraversa e che in una sua ansa racchiude un complesso monastico benedettino del XIII secolo del quale sopravvivono la Chiesa di Santa Croce, i ruderi del convento e, al di là del trecentesco Ponte di S. Croce, un antico mulino in attività fino al secolo scorso.

Per sostenere il recupero del Bosco – in vista della sua apertura al pubblico, sarà possibile donare 2 euro inviando un SMS al 48548 da ogni cellulare personale Tim, Vodafone, Wind e 3 o con una chiamata da telefono fisso Telecom Italia. Il numero per la raccolta fondi sarà attivo da domenica 4 ottobre a domenica 25 ottobre.

Il Bosco sarà arricchito da un’importante opera di Land Art di Michelangelo Pistoletto, ispirata

all’idea del Terzo Paradiso che verrà realizzata nella grande radura e che per estensione sarà la

seconda opera di Land Art in Italia dopo il Gran Cretto di Gibellina. Un’opera determinante per

sottolineare il carattere dinamico del paesaggio – non un museo da contemplare ma un dono da vivere – e per creare così un collegamento con la contemporaneità. Il progetto verrà presentato nei dettagli da Michelangelo Pistoletto nella prossima primavera con un evento ad Assisi, che si terrà in occasione dell’inizio dei lavori.

A sostegno della campagna, il Gruppo FAI di Spoleto, in collaborazione con l’Associazione Amici di Spoleto, promuove un’iniziativa di raccolta fondi sabato 24 a partire dalla 15.30 in piazza Garibaldi, in cui saranno offerte al pubblico a fronte di un piccolo contributo le tisane donate da ABOCA, che sostiene l’evento Salviamo il bosco di S. Francesco.