Salva banche, indagine Uilca | Proposta "daspo" per dirigenti responsabili di criticità e fallimenti - Tuttoggi

Salva banche, indagine Uilca | Proposta “daspo” per dirigenti responsabili di criticità e fallimenti

Alessia Chiriatti

Salva banche, indagine Uilca | Proposta “daspo” per dirigenti responsabili di criticità e fallimenti

"Sfatiamo mito bancario felix" | Ricci, "140mila risparmiatori hanno perso i loro investimenti" | BPS potrebbe tornare in Borsa
Gio, 10/12/2015 - 23:37

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E’ un’indagine di “clima” quella condotta, per la prima volta, dalla Segreteria Regionale della Uilca e rivolta ai lavoratori operanti nel settore delle banche in Umbria. Un’esigenza, in base a quanto spiegato anche in conferenza stampa nella mattinata del 10 dicembre, nata “dall’ascolto delle problematiche dei lavoratori, dalla volontà di acquisire uno spaccato conoscitivo delle condizioni di vita dei colleghi in un periodo difficile, attraversato da grandi turbolenze”. Riferimento specifico è quello al cosiddetto decreto “salva banche”, che riguarda un’importante fetta di risparmiatori, azionisti e obbligazionisti umbri, clienti di 40 sportelli di Banca Marche, Banca Etruria e C.R. Chieti, interessati appunto dalla manovra del governo Renzi. La Uilca ha voluto porre un particolare accento su ciò che riguarda le ricadute occupazionali e professionali dopo la ristrutturazione e l’esternalizzazione “già in corso” presso le banche umbre.

Insieme a Carife, anche gli istituti di credito sopra menzionati sono stati “risolti”, con un meccanismo che anticipa il bail-in (il salvataggio interno, dunque) e in parte ricorre al bail-out (ossia al salvataggio esterno). Una questione, quella delle crisi o dei fallimenti degli istituti di credito, che Uilca vorrebbe provare a risolvere anche in un altro modo: il sindacato guarda alla possibilità di istituire una forma di “daspo” per i dirigenti delle banche che hanno traghettato in condizioni critiche gli stessi istituti di credito. “Chiediamo che questa gente non abbia più accesso a lavori di quel tipo”. Ma per Uilca è importante parlare non solo di risparmiatori, che pur potrebbero soffrire dalla situazione, assistendo alla svalutazione di azioni e obbligazioni subordinate delle vecchie banche: seppur con un’indagine preliminare, condotta con l’analisi di 260 questionari somministrati ai lavoratori degli sportelli bancari umbri, il sindacato prova a sfatare l’immagine del “bancario felix”, inossidabile alla crisi. Non meno importante, tendono a sottolineare dal sindacato, la “dic

sempre più aggressivi”.

Dall’igiene al malessere psicofisico – Nell’indagine si parla così di aspetti che possono sembrare secondari, come il comfort e i servizi igienici, con gravi criticità per questi ultimi a fronte di un front office impeccabile; di relazioni tra colleghi positive e di solidarietà; o ancora della possibilità di comunicare liberamente il proprio pensiero senza subire conseguenze negative: “solo il 16% di coloro che hanno risposto al sondaggio hanno riferito di poterlo fare in piena libertà”. Uilca giudica come aspetto molto negativo il dato relativo al salario incentivante: emerge infatti che l’83% del campione riferisce di criteri iniqui, avulsi dal risultato delle prestazioni e basati su criteri di valutazione del personale all’insegna della mancanza di equità, come viene rilevato dal 69% dei lavoratori. Dal punto di vista del malessere psicofisico, fra i disturbi che colpiscono con maggior virulenza il bancario umbro, primeggia quello del nervosismo (ne è vittima il 44%), seguito dall’affaticamento (43%) e dal mal di testa (42%), mentre il 37% ammette di avere disturbi del sonno. Da rilevare che, secondo quanto riferito dai bancari umbri la condizione di malessere risulta attribuibile alle attuali condizioni lavorative nella percentuale del 71%. A fronte di questi dati va però detto che l’assenteismo per malattia non è molto diffuso nel settore, con una percentuale che oscilla verso il 37% che ha dichiarato di non essersi mai assentato nell’ultimo semestre.

Un accenno alla Bps, dopo le vicende che l’hanno interessato, è quasi d’obbligo: perché proprio con il salva banche, la Uilca spera che i riflettori si accendano di nuovo anche sull’istituto di credito spoletino, al netto di un annuncio importante fatto in conferenza stampa, in base al quale l’ultimo trimestre del 2015 chiuderebbe in positivo (insieme al bilancio annuale), consentendo così alla banca di rientrare nelle quotazioni della borsa di Milano.

Sul salva banche è poi intervenuto in giornata anche il consigliere regionale Claudio Ricci: “Parlamento e Governo si attivino, in tempi rapidi, per traguardare soluzioni tecnico normative utili a risarcire, al 100 per cento, tutti i piccoli azionisti e obbligazionisti che hanno perduto l’intero investimento”. Così Ricci, proponendo una “ulteriore mozione consiliare dopo quella unitaria approvata recentemente dall’Assemblea legislativa”.

Secondo Ricci, inoltre, “attraverso atti legislativi, la Regione Umbria deve istituire un osservatorio permanente su prodotti e affidabilità degli istituti bancari, che, ogni quattro mesi, riferisca alla specifica Commissione consiliare al fine di informare, adeguatamente, persone e famiglie per evitare situazioni come quelle in atto. Situazioni avvenute anche per carenza di comunicazione e di controlli da parte degli organi deputati”. Ricci rimarca che “sono 140mila (fonte Corriere della Sera) i piccoli azionisti e obbligazionisti che hanno perso l’intero investimento in relazione al salvataggio delle banche in crisi (Banca Marche, Banca Popolare dell’Etruria e del Lazio, Carife, CariChieti) e che, in ipotesi, potrebbero ottenere un potenziale risarcimento da parte del Governo italiano pari a circa il 30 per cento. Tale situazione – conclude – sta determinando gravi problemi socio economici, a persone e famiglie, generando una percezione d’incertezza sull’affidabilità di istituti e prodotti bancari”.

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