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Salute mentale, l’Usb Sanità critica il nuovo assetto del Dipartimento pensato da Usl2

Redazione

Salute mentale, l’Usb Sanità critica il nuovo assetto del Dipartimento pensato da Usl2

I tre “gruppi di progetto tematici” necessari per la ricognizione dei servizi della salute mentale, diventano “Dipartimenti, funzionali”
Gio, 07/08/2014 - 17:24

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Salute mentale, l’Usb Sanità critica il nuovo assetto del Dipartimento pensato da Usl2

di Unione Sindacale di Base – Settore Sanità

Con la presente, invitiamo Codesta Direzione Generale a voler rivedere le decisioni adottate con la deliberazione n. 238/2014, con la quale, in attesa dell’entrata in vigore del Dipartimento Salute Mentale, che avverrà il 01 ottobre c.a., ha nel frattempo classificato i tre “gruppi di progetto tematici” ritenuti necessari per una ricognizione dei servizi della salute mentale, come “Dipartimenti, funzionali”.

Se è vero, come affermato dalla Direzione Generale e della Programmazione Sanitaria del Ministero della Salute, che il Dipartimento rappresenta un’organizzazione integrata di unità operative omogenee, affini o complementari e che trova motivazione anche nell’ottica di un vantaggio organizzativo e di conseguenza economico e che con il termine funzionale si intende invece un’aggregazione “di unità operative non omogenee, interdisciplinari semplici e/o complesse, appartenenti anche a dipartimenti diversi, al fine di realizzare obiettivi interdipartimentali e/o programmi di rilevanza strategica (criterio centrato su obiettivi comuni da realizzare)”, appare quanto meno improprio che si utilizzi la terminologia di “Dipartimenti funzionali” per quelli che sono dichiarati essere in realtà “gruppi di progetto tematici”.
Inoltre, la stessa deliberazione, nel delineare la nuova organizzazione, anziché sostenere l’unitarietà dell’intervento in campo psichiatrico e la razionalizzazione dei servizi, opera piuttosto una frammentazione delle attività e una non coerente organizzazione territoriale con un’iniqua valutazione delle stutture.
Scorpora infatti la diagnosi e la cura per adulti dalla riabilitazione, come se quest’ultima non costituisse parte integrante, con le prime, di un complessivo progetto terapeutico.
Mantiene l’attuale assetto dei Centri di Salute Mentale a) Foligno-Spoleto-Valnerina b) Narni-Amelia e c) Orvieto, classificandoli tutti come strutture semplici, senza tener conto della diversa estensione territoriale e dell’entità della popolazione di riferimento e senza prendere, formalmente, in considerazione il territorio della città di Terni, in ogni caso, omettendo di precisare a quale dei primi tre CSM questo ambito faccia riferimento.
Classifica in modo diverso i due Servizi Psichiatrici Diagnosi e Cura riconoscendo a quello di Foligno la dignità di struttura complessa e a quello di Terni solo quella di struttura semplice.
Pur nella logica, da noi non condivisa, di un autonoma, ed unica struttura per la riabilitazione (si sottolinea ancora l’inopportunità di sganciare questo aspetto dell’intervento da quello diagnostico-terapeutico) la classifica solo come struttura semplice.
Ci sembra dunque che le scelte della Direzione Generale della USLUmbria2, siano state operate a partire dalla dotazione organica della dirigenza medica piuttosto che dai bisogni di salute dei pazienti psichiatrici, con il sospetto che il tutto determini una revisione, in aumento, della spesa.


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