SABATO A TERNI L'INIZIATIVA PER RICORDARE IL CARDIOLOGO PIETRO SANTACROCE - Tuttoggi.info

SABATO A TERNI L'INIZIATIVA PER RICORDARE IL CARDIOLOGO PIETRO SANTACROCE

Redazione

SABATO A TERNI L'INIZIATIVA PER RICORDARE IL CARDIOLOGO PIETRO SANTACROCE

Gio, 20/05/2010 - 15:54

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Il Comune di Terni e l’Asl 4 ricordano, a due mesi dalla scomparsa avvenuta il 19 marzo, il professor Pietro Santacroce, per tanti anni uno dei protagonisti di quella sanità ternana che è stata presa ad esempio dalle realtà più avanzate del Paese. Sabato 22 maggio, alle 9.30, nella Sala del Consiglio Comunale di Palazzo Spada, a quarant’anni dall’istituzione del centro di medicina sociale e preventiva, si terrà il convegno “L’esperienza del Me.so.p. Terni diventa protagonista in Italia. Ricordando Pietro Santacroce”. All’iniziativa intervengono Vincenzo Pannella, direttore generale Asl 4, Alessandra Santacroce, figlia del professor Pietro Santacroce, Luciano Sani, direttore dipartimento prevenzione “Pietro Santacroce”, Roberto Ruscica, responsabile Servizio Igiene Alimenti Nutrizione, Gianni Barro, già dirigente Regione dell’Umbria, Alfio Paccara, rappresentante del Consiglio di Fabbrica della “Terni”, Aldo Sturlese, sociologo del lavoro e Lamberto Briziarelli, docente Igiene all'Università di Perugia. Le conclusioni saranno invece affidate al Sen. Leopoldo Di Girolamo, sindaco di Terni.

Santacroce è stato un clinico affermato, specialista in cardiologia, ma soprattutto un organizzatore e un innovatore in qualità di dirigente del Me.so.p, il centro di medicina sociale e preventiva istituito nei primi anni Settanta grazie alle lotte del movimento operaio e sindacale della “Terni”, che coinvolsero tutta la città, per la conquista di diritti fondamentali e irrinunciabili come quello alla salute e alla sicurezza del lavoro. L’incontro, in cui la direzione generale della Asl intitolerà ufficialmente il dipartimento di prevenzione al professor Santacroce, sarà l’occasione per aprire una riflessione su una pagina particolarmente significativa della storia della città dell’acciaio. Una fase in cui il movimento operaio, con dure lotte e sacrifici, rigettando il principio della monetizzazione della salute, cercò di porre il lavoratore al centro delle politiche della tutela della salute e della sicurezza in fabbrica.

Queste lotte operaie e del sindacato ternano per rendere più umana la condizione del lavoro portarono alla firma, l’8 luglio del 1971, di un accordo aziendale sulla tutela della salute negli ambienti di lavoro che prevedeva una verifica delle condizioni di salute all’interno dei reparti di viale Brin e alla individuazione dei fattori di nocività presenti alle acciaierie.

Fondamentale fu l’impegno delle istituzioni, dalla Provincia di Terni che fu l’ente che costituì, il 17 febbraio 1972 dopo appena sei mesi dall’accordo sindacale, il Servizio provinciale di Medicina del Lavoro, al Comune e alla Regione dell’Umbria che, nel 1970, a pochi mesi dalla sua istituzione, approvò all’unanimità una mozione di sostegno ai lavoratori della “Terni” che prevedeva “misure adeguate per la salvaguardia della salute dei lavoratori e il coordinamento delle iniziative degli enti pubblici e dei soggetti competenti”. Nella città dell’acciaio venne attivato il primo significativo intervento, su scala nazionale, di medicina preventiva nel campo della protezione della salute dei lavoratori, il Me.so.p, e una serie innumerevole di iniziative di formazione e riorganizzazione nella fase di applicazione della Legge 833 di istituzione del Sistema Sanitario Nazionale. Ben presto il Me.so.p, che costituì una delle frontiere più avanzate dell’azione del movimento operaio per la difesa della salute sia sul versante dell’iniziativa di lotta sia su quello dell’elaborazione politica e culturale, divenne un’esperienza di riferimento nazionale. In questo contesto il professor Santacroce, insieme ad altri illustri esperti, tecnici e ricercatori, fu un protagonista assoluto di questa pagina di lotta e di emancipazione non soltanto della classe operaia ma di un’intera città. Una esperienza, quella del Me.so.p, che ha ancora oggi un grande valore di attualità ma che si è conclusa in un arco breve di tempo, circa dieci anni. Un ciclo costituito da una fase operativa, dal modello operaio alla prassi, da una fase di conferme dell’uno e dell’altra, comprese le leggi nazionale 833/1978 e regionale n. 43 e infine dal riflusso, fino alla cancellazione della prassi e alla negazione del modello stesso. “Quasi che sembrasse a qualcuno urgente – scriveva Santacroce – soffocare un movimento, un pensiero politico e tecnico, nonché il ruolo rivestito dai lavoratori per la tutela della salute”, che consentiva “alla medicina di qualificarsi come medicina delle cause e alla gestione operaia della salute di assumere il ‘governo’ della salute stessa nei luoghi di lavoro”. L’attività di Pietro Santacroce non si è limitata al bacino ternano e regionale. Santacroce è stato un apprezzato consulente di numerosi enti pubblici nazionali per cui ha progettato e innovato.

Attivo fino alle ultime fasi, lascia un ricordo di medico entusiasta, competente, sempre disponibile al confronto, che ha segnato in maniera indelebile quanti hanno lavorato al suo fianco e in tutta la comunità ternana.


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