Orvieto

Rupe e Colle, Pd: non servono polemiche, servono responsabilità

La sottoscrizione, il 19 febbraio 2026, dell’Accordo di Programma tra il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica e la Regione Umbria ha rappresentato un passaggio imprescindibile per rendere pienamente operative le risorse destinate al consolidamento della Rupe di Orvieto e del Colle di Todi. Senza quell’atto formale non sarebbe stato possibile recuperare 1.600.000 euro già anticipati ai due Comuni, su un totale di 3 milioni stanziati, né procedere allo sblocco della restante quota di finanziamento. Questo è un dato oggettivo, non un’opinione.

Di fronte a tale evidenza, sorprende e preoccupa la scelta dei sindaci di Orvieto e Todi di spostare il confronto sul terreno della polemica politica. Richiamare presunte mancate consultazioni o minimizzare la portata dell’Accordo di Programma sostenendo che non introduce nuove risorse significa eludere la questione centrale: l’effettiva capacità delle amministrazioni comunali di rispettare tempi, adempimenti e responsabilità nella progettazione e nella rendicontazione degli interventi.

Non è accettabile che, in una materia tanto delicata come la sicurezza idrogeologica, si alimentino equivoci o si omettano elementi essenziali del quadro amministrativo. Le risorse erano e sono disponibili, ma la loro piena fruibilità dipende dal rigoroso rispetto delle procedure e dalla tempestività degli atti di competenza comunale. Eventuali ritardi in queste fasi non possono essere attribuiti ad altri livelli istituzionali.

La tutela della Rupe di Orvieto e del Colle di Todi non è terreno per schermaglie mediatiche. È un dovere istituzionale che impone precisione e senso dello istituzioni ed una progettualità dalle priorità chiare. Le comunità di Orvieto e Todi meritano amministratori che rispondano con trasparenza e puntualità delle proprie scelte e dei propri tempi di azione.

Anziché scaricare responsabilità sulla Regione, che ha fatto fino in fondo il proprio dovere per rendere operativo l’Accordo e permettere l’utilizzo delle risorse disponibili, i sindaci farebbero meglio a bussare con decisione alle porte del Governo nazionale, dove siedono i loro riferimenti politici, per ottenere uno stanziamento pluriennale serio e strutturale. Solo allora si potrebbe parlare di credibilità e leale collaborazione istituzionale; tutto il resto è propaganda utile solo a coprire le proprie inadeguatezze.

In democrazia, l’assunzione di responsabilità non è facoltativa. È il fondamento dell’esercizio del mandato pubblico. Per questo è legittimo, e necessario, chiedere ai sindaci di riferire con chiarezza sullo stato della progettazione, sulla rendicontazione dei lavori e sulle ragioni di eventuali ritardi. Non per alimentare contrapposizioni, ma per garantire ai cittadini quella accountability, quella responsabilità piena e verificabile, che costituisce l’essenza stessa di un’amministrazione credibile.

La sicurezza dei territori non può attendere. E non può essere subordinata a dinamiche di parte. Ora è il tempo della serietà istituzionale e della responsabilità politica.


Comunicato congiunto PD Todi e PD Orvieto