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Rosso perugino, sfumature di sinistra verso le primarie

Redazione

Rosso perugino, sfumature di sinistra verso le primarie

Dom, 23/02/2014 - 00:25

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Rosso perugino, sfumature di sinistra verso le primarie

Sara Cipriani

Odore di miracolo. Forse Francesco Giacopetti, segretario comunale del Pd di Perugia, non lo sa ancora, ma è riuscito, con un messaggio, là dove molti hanno fallito: “unificare” la sinistra. Ovvero, metterla tutta seduta attorno a un tavolo a parlare. A farla scontrare e confrontare. E anche decidere qualcosa. Tipo: “Non accettiamo ultimatum dal Partito Democratico”. O anche: “Programma comune imperniato su temi di sinistra, candidato unitario, primarie di coalizione molto dopo il 2 marzo”.

Fianco a fianco – Presenti PdCi (con Cesare Megha), Rifondazione Comunista (con l'assessore regionale Stefano Vinti), Sel (con il neosegretario provinciale Giuliano Granocchia), Sinistra per Perugia (con Giuseppe Mattioli). A coordinare, ieri pomeriggio, “La sinistra perugina a confronto: unità, primarie, cambiamento” l'esponente del circolo Prc di Ponte San Giovanni, Claudio Torcolo. Tutti al Park Hotel della popolosa frazione perugina.

Ci vediamo in piazza della Repubblica – Tutti, o quasi, convocati stamattina (domenica 23 febbraio) dal Pd di Perugia insieme a Idv, Centro Democratico e Psi. Ore 9, il ritardo non è contemplato. Sul tavolo la definizione del programma, la perimetrazione della coalizione di centrosinistra e le primarie. Già, le primarie. Data indicata da Piazza della Repubblica: 2 marzo. E qui, come si dice, “esplode la rabbia” dei partiti (e delle liste) alla sinistra dei democrat. Troppo in fretta, dicono. E il modo, poi, è quello sbagliato, aggiungono. Posizione ribadita, tra l'altro, dal segretario provinciale PRC Enrico Flamini, con un sms al collega di partito. Un aut aut “inaccettabile”, un “atto di arroganza di un partito non più egemone, che punta solo sulle nostre debolezze. Non hanno più la forza di imporre alcunché. Noi gli serviamo. Siamo fondamentali per loro. E dovranno ascoltarci”. Di più: “Diremo al Partito Democratico che così proprio non va. Serve molto più tempo” sottolineano Granocchia, Vinti, Megha, Mattioli e Torcolo. E in caso di mancato accordo su una data posticipata: “Il 2 marzo per noi non sarà il giorno delle primarie, ma quello degli stati generali della sinistra. Ci incontreremo, stileremo un programma e annunceremo un candidato. Un nostro candidato”. In pratica, quello che “sfiderà nelle vere primarie di coalizione il candidato del Pd”. Traduzione: una specie di doppio turno. La sensazione è che l'area “rossa” voglia vedersela con il vincitore della sfida tra Wladimiro Boccali, sindaco uscente del capoluogo, e Anna Rita Fioroni, ex senatrice e nuova agguerrita sfidante alle primarie comunali PD.

La linea sottile – O per meglio dire, una parte dell'area “rossa”. Già perché, se da una parte di distingue netta la posizione da portare al tavolo delle primarie di coalizione – o si sposta data o assemblea costituente e poi si vedrà – dall'altra si percepisce una maggior volontà a “costruire” insieme al PD una data condivisa ma più “comoda”. Quasi a dire: date a tutti più tempo per una campagna elettorale che restituisca i suoi frutti (Fioroni compresa). Quasi a dire: questa accelerazione sulla definizione di una data così “precipitosa”, non può che favorire chi è “già pronto”.
L'incontro di domani si annuncia già rovente. E nessuno si è ancora seduto. A osservare bene, alla luce degli articolati interventi al Park Hotel, l'unione della sinistra sembra, al momento, molto fragile. Potrebbe bastare pochissimo per farla saltare. Per questo, la “riunione” al Pd diventa doppiamente fondamentale. Per il destino delle amministrative in zona centrosinistra, certo, ma anche per la ritrovata armonia “rossa”. “Domani il tempo scade – si è detto chiaramente al tavolo di Ponte San Giovanni – dobbiamo essere della partita, restare in coalizione, e spostare l'asse verso sinistra. La possibilità di rientrare, con accordini sottobanco, dopo le primarie non esiste. Altrimenti salta in aria l'unità”. Dritto al punto. La linea su cui si cammina è sottilissima.

Portavoce, non candidato – Nel frattempo c'è chi, invece della caccia alla “sintesi”, pratica quella alla vecchia maniera. Fucile, cane e via. E' Franco Granocchia, coordinatore Idv di Perugia e risponde chiaro, stoppando le voci su una sua candidatura a sindaco circolate in giornata: “Mi sono solo fatto portavoce di tantissimi comitati di cittadini, furibondi per molte ragioni con la giunta Boccali. E' in cantiere la realizzazione di diverse liste civiche esterne ai partiti, ma non sarò io il capofila. Anzi, ti dirò, hanno anche diversi nomi 'pesanti' da calare al momento opportuno”. E l'Idv? “All'inizio della prossima settimana sarà ufficializzata la nostra linea. Domattina? Non andrò a messa per vedere Giacopetti”.

Veleni in casa PD – Intanto in casa PD volano i piatti o meglio, hashtag di civatiano stile. I due candidati alle primarie se le promettono a suon di Facebook. Provocatore il “Vedo tanti candidati alle primarie, ma di candidato a Sindaco ce n'è uno solo: #AnnaRitastaiserena” postato ieri sera da Wladimiro, al quale arriva, pronta e di buon mattino, la replica della competitor Fioroni “Wladimiro io sono #moltoserena e tu sei sicuro di esserlo?”

In attesa di tempi più sereni per tutti, per ora non resta che aspettare la fine dell'”incontro” convocato stamattina per capire di che rosso si tingeranno le primarie della sinistra perugina.

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