Romeo e Giulietta, l’amore batte gangs e pistole - Tuttoggi

Romeo e Giulietta, l’amore batte gangs e pistole

Carlo Ceraso

Romeo e Giulietta, l’amore batte gangs e pistole

La coreografia di Vàmos e il Balletto nazionale di Praga emoziona e conquista il 2 Mondi | L’amore ai tempi dei gangster
Ven, 08/07/2016 - 18:26

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Romeo e Giulietta, l’amore batte gangs e pistole

L’ amore di Romeo e Giulietta firmato dal grande coreografo ungherese Youri Vàmos torna in Italia e conquista anche il pubblico del Festival dei 2 Mondi, accorso al Teatro Romano per quella che è forse l’opera più rappresentata di Shakespeare, interpretata per l’occasione dal Balletto Nazionale di Praga. Ideato nel 1997, lo spettacolo è una rivisitazione in chiave moderna del dramma amoroso che Vàmos ambienta a cavallo tra gli anni ’20 e ’30 – Prokofiev scrisse la musica in questo periodo – con le famiglie Capuleti e Montecchi rappresentate come due gang (5 anni fa, al Pavarotti di Modena, il principe di Verona entrò a bordo di una scintillante Cadillac nera). Il libretto segue perfettamente la storia: la rissa in strada tra le servitù delle due famiglie, il conte Paride che vuole in sposa Giulietta, la festa in cui la ragazzina incontra l’amore di Romeo, il matrimonio consacrato da frate Lorenzo, la morte di Tebaldo e Mercuzio con l’allontanamento di Romeo dalla città, la prima e unica notte d’ amore tra i due sposi, il suicidio finale che farà diventare eterno l’amore contrastato dalla società.

Il balletto scorre via come una rappresentazione cinematografica, con tanto di spari dalla pistola impugnata da Romeo che vendica così la morte dell’amico Mercuzio.

La prova per i protagonisti è dunque complessa, ampiamente superata dalla compagnia (ballet master Alexej Afanassiev) che alla precisione della danza classica regalano una interpretazione espressiva di grande impatto, dove anche  la scena più cruente sembra reale. La scenografia è semplice, il gioco di luci (Klaus Garditz) intenso, gli abiti ora colorati, ora scuri come quelli tipici dei gangster. L’ambientazione potrebbe essere quella di qualsiasi città del mondo: la New York di Al Capone, la Napoli delle processioni religiose e degli organetti. I continui movimenti di braccia e mani, i ripetuti cambi di passo, l’espressività dei volti raccontano la gioia, l’amore e l’inquietudine dei due ragazzi, la cattiveria di Tebaldo contrapposta all’allegria di Mercuzio, la severità del principe della città che  ordinato alle famiglie di porre fine alle ostilità. Ma il genio artistico di Vàmos fa di più, trascinando per mano lo spettatore fin dentro la camera da letto di Giulietta, finalmente libera da quel balcone dove è stata relegata per secoli. Uno spettacolo da non perdere per gli appassionati della danza e dell’opera shakesperiana, in replica stasera e domani sempre al Romano.

© Riproduzione riservata

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