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ROCCO…E I SUOI FRATELLI. L'ON. GIRLANDA FA IL GIRO DEL WEB CON I SUOI “ARDITI” MEDI SU L'UNITA'

Finire sulla prima pagina di uno storico quotidiano come L'Unità è fuor di dubbio una sorta di onore al merito, al di là dell'appartenenza di partito. Lo può essere perchè si è protagonisti nel bene o nel male di qualche importante stagione politica del paese o per qualità “preclare”, come è d'uso dire nelle grandi occasioni. E di qualità preclarissime si è dovuto trattare nel caso dell'Onorevole del Pdl, Rocco Girlanda, eugubino, classe '66, allorchè il solito fotografo parlamentare malandrino lo ha immortalato, durante l'infuocata seduta alla camera di giovedì scorso, con un paio di medi tesissimi, evidentemente a causa dell'emozione del momento, all'indirizzo della parte politica avversa che non l'aveva avuta vinta. Ed è così che, onore al merito appunto, L'Unità piazza l'Onorevole “ardito” sul paginone di apertura, facendolo ascrivere di diritto nella lista dei parlamentari metaforici che nel tempo hanno riempito di “simboli e nuove ritualità” l'aula di Montecitorio. Precursore il gigantesco leghista della prima ora, Luca Leoni Orsenigo che rimase famoso per un cappio penzolante in aula. Recente invece la famosa metafora della mortadella all'indirizzo di Prodi con il Senatore ex-anneista Nino Strano, con fettone d'ordinanza in bocca, tagliata “fina…fina che se squaglia…” come diceva il compianto Gianfranco Funari.

E così dopo il cappio e la mortadella siamo ai “medi-umbri”, sorta di medio-evo regionale di sicuro figlio della tradizione longobarda. E infatti pare che i più entusiasti dei ditoni tesi di Girlanda siano stati i colleghi leghisti che sospirando avrebbero detto “finalmente uno di noi anche al di sotto della Padania”.

(Car.Van.)