Rivelazione segreti d'ufficio, in 8 a processo: soddisfatto Giuseppe Colaiacovo - Tuttoggi

Rivelazione segreti d’ufficio, in 8 a processo: soddisfatto Giuseppe Colaiacovo

Redazione

Rivelazione segreti d’ufficio, in 8 a processo: soddisfatto Giuseppe Colaiacovo

Lun, 08/03/2021 - 14:17

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Rivelazione segreti d’ufficio, in 8 a processo: soddisfatto Giuseppe Colaiacovo

Rinviati a giudizio in 8 tra cui l'ex pm Duchini. Franco Colaiacovo pensa a impugnare la sentenza sull'unico prosciolto

Rinviati a giudizio in 8 nel processo davanti al tribunale di Firenze che vede tra gli imputati l’ex pm di Perugia Antonella Duchini e l’imprenditore Carlo Colaiacovo. E il nipote di quest’ultimo, Giuseppe, parte civile nel processo, esprime la sua soddisfazione.

Le accuse ed il rinvio a giudizio

In particolare, la Duchini e Colaiacovo, insieme ai carabinieri Orazio Gisabella e Costanzo Leone, sono accusati di rivelazione di segreti d’ufficio. La vicenda prende le mosse da un’inchiesta della procura di Perugia (seguita all’epoca dal pm Duchini) su Franco e Giuseppe Colaiacovo. Con il sostituto procuratore che avrebbe fatto trapelare informazioni coperte da segreto per favorire Carlo Colaiacovo (fratello di Franco).

Nei giorni scorsi, dunque, il gup di Firenze ha rinviato a giudizio Duchini, Carlo Colaiacovo, Gisabella, Leone, Fabio Sinato (altro carabiniere), l’avvocato Pietro Gigliotti, l’imprenditore Valentino Rizzuto e il dottore Ignazio Pusateri. Prosciolto invece dalle accuse un ottavo indagato, un ragioniere che era accusato di falso. Molte delle intercettazioni, però, non sono ritenute ammissibili. Con le difese che si dicono certe che comunque in sede di processo gli imputati verranno assolti.

Il commento di Giuseppe Colaiacovo

“Viva soddisfazione” viene espressa da Giuseppe Colaiacovo, parte civile nel processo attraverso l’avvocato Manlio Morcella anche come coerede del padre Franco Colaiacovo.

Giuseppe Colaiacovo ricorda come Carlo Colaiacovo, Duchini, Gisabella e Leone siano accusati di rivelazione di segreti di ufficio e di abuso in atti di ufficio. “Reati assunti per consumati in danno di sé medesimo, oltre che di ulteriori soggetti, non solo familiari e o società riconducibili alla propria famiglia”. Parla inoltre di “passaggio procedimentale in tutto e per tutto assonante con i gravissimi fatti posti dalla accusa alla base dei significativi addebiti mossi agli inquisiti”. E giudica il rinvio a giudizio “il passo d’avvio per rendere leggibile a chicchessia la torbida vicenda che protrattasi inspiegabilmente per molti anni, è finalmente giunta al vaglio della giustizia penale”. Sperando “che ciò possa costituire il prologo per giungere al ristoro dei danni milionari di cui è stato vittima”.

L’avvocato Morcella ora verificherà – viene annunciato – la possibilità di impugnare l’unica sentenza di proscioglimento disposto dal gup di Firenze.

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