I Carabinieri di Terni hanno arrestato un 23enne di origini marocchine, regolare sul territorio nazionale e gravato da precedenti, ritenuto corresponsabile della violenta aggressione ai danni di due gemelli 49enni di nazionalità rumena all’interno di un bar di via Di Vittorio, poi sospeso per 15 giorni.
L’intervento ha avuto origine dalla richiesta al 112 di una dipendente del bar: il 23enne, insieme ad altri due giovani, tutti in evidente stato di alterazione dovuto all’abuso di sostanze alcoliche, aveva iniziato a molestare pesantemente i clienti e la barista. I due fratelli rumeni sono intervenuti verbalmente, tentando di riportare la calma ma sono stati immediatamente aggrediti dai tre con calci e pugni, prima all’interno del locale e poi fuori allo stesso. In quel frangente uno dei fratelli è stato colpito anche con una bottigliata al volto. I tre si sono dati poi alla fuga in direzioni diverse ma uno di loro è stato intercettato e bloccato dalla pattuglia dell’Arma accorsa sul posto.
Le vittime dell’aggressione, soccorse dai sanitari del 118, sono state trasportate all’Ospedale Santa Maria di Terni, dove uno dei fratelli è stato ricoverato a causa delle lesioni riportate mentre l’altro è stato dimesso con una prognosi di due giorni. Grazie alle testimonianze ed all’acquisizione delle immagini dei video girati da un cliente del bar, si è potuto ricostruire le fasi dell’aggressione: il 23enne è stato così arrestato per lesione personale aggravata in concorso e, su disposizione del P.M. di turno della Procura della Repubblica di Terni, associato alla locale Casa Circondariale in attesa della sua presentazione all’udienza di convalida per direttissima, fissata dalla competente A.G., all’esito della quale il Giudice, nel convalidare l’arresto, ha disposto nei suoi confronti, in attesa del giudizio di merito, la custodia cautelare in carcere. Le indagini proseguono per identificare i due correi datisi alla fuga.
Il procedimento è pendente in fase di indagini preliminari e sino ad eventuale condanna irrevocabile l’indagato deve ritenersi innocente.