Rischio Sismico, 4 milioni e mezzo di euro per adeguare sei scuole del tifernate - Tuttoggi.info

Rischio Sismico, 4 milioni e mezzo di euro per adeguare sei scuole del tifernate

Redazione

Rischio Sismico, 4 milioni e mezzo di euro per adeguare sei scuole del tifernate

Gio, 27/03/2014 - 15:22

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Da.Bac.

L’Altotevere, anche in considerazione delle recenti scosse di terremoto, si premunisce contro il rischio sismico partendo dalle scuole. La Regione Umbria e il Comune di Città di Castello, rispettivamente con un finanziamento di 3 milioni e 250mila euro e 1 milione e 200mila euro, hanno deciso di adeguare i seguenti edifici scolastici, considerati “strategici” per la loro collocazione e quindi per un eventuale utilizzo di protezione civile: la scuola secondaria di 1° grado “G. da Tiferno” di Trestina, i due plessi della scuola primaria “La Tina”, la scuola primaria di San Secondo, quella di Cerbara e San Pio X.
Il sindaco tifernate Luciano Bacchetta, assistito dall’assessore ai lavori pubblici Massimo Massetti, in sede di presentazione del progetto, ha dichiarato: “L’intervento di cui parliamo oggi è enorme per importanza e per numeri, sicuramente il più costoso della storia del comune di Città di Castello per quanto riguarda le scuole”. “La Regione – ha continuato il primo cittadino – si sta comportando in maniera esemplare, sostenendo molti dei nostri progetti e partecipando attivamente alla riqualificazione del centro storico. Avere un’edilizia scolastica in piena efficienza è una priorità dell’Amministrazione in quanto la scuola è un luogo di crescita che deve soddisfare tutti i parametri. Su questo piano il comune ha già effettuato con risorse proprie interventi volti a garantire standard complessivi molto alti. Il finanziamento della Regione è risolutivo perché ci permetterà di completare quasi per intero la pianificazione già redatta dai nostri uffici”.
Dopo Bacchetta è intervenuto l’assessore alla Mitigazione del rischio simico ed idrogeologico della Regione Umbria Stefano Vinti che ha dichiarato: “Per quanto possano sembrare consistenti, le risorse che abbiamo messo a disposizione per la mitigazione del rischio simico sono scarse. Tuttavia riteniamo che servano a migliorare l’assetto complessivo dell’edilizia scolastica sotto questo profilo”. “Complessivamente – ha aggiunto Vinti – la Regione, dal 2011, ha finanziato al comune tifernate 37 interventi tra quelli pubblici strategici, privati e riguardanti le unità produttive, per una cifra di circa 4 milioni e 400 mila euro. Siamo sicuri che avranno un impiego positivo e da questo punto di vista la Regione assicura sinergia e assistenza”.
L’ingegner Marco Barluzzi, responsabile della Sezione Rischio Sismico della Regione Umbria, ha in seguito dichiarato che “il comune tifernate ha risposto in modo pronto alle opportunità che si sono aperte. Cercheremo di accelerare le fasi di erogazione e quindi anticiperemo rispetto alla scadenza prevista di fine aprile, venendo incontro a quei comuni, come Città di Castello, che sono avanti con i tempi”. L’ingegnere ha ricordato quindi la tempistiche massime, stabilita dalla “Disciplina regionale sui lavori pubblici”: entro il prossimo 30 aprile alla Regione dovranno pervenire le comunicazioni di interesse al contributo da parte degli Enti attuatori e, quindi, entro il 30 maggio la Regione approverà la graduatoria definitiva ed assegnerà i contributi. Da quel momento ci saranno 6 mesi per la progettazione dell’intervento; 6 mesi per l’espletamento della gara e per la consegna dei lavori e 18 mesi per realizzare i lavori.
Il dirigente dei Lavori Pubblici del comune di Città di Castello Paolo Gattini ha poi concluso: “Il finanziamento non è un caso ma deriva dallo studio sulla vulnerabilità sismica degli edifici strategici, condotto dai nostri uffici, che ci ha messo nelle condizioni di partecipare al bando regionale con il materiale già redatto”. “L'intervento – ha precisato Gattini – non riguarderà solo il miglioramento sismico ma anche estetico per procedere ad un adeguamento funzionale. In alcune scuole si potrà procedere in modo concomitante alla attività scolastica, in altre invece dovremmo trovare una sistemazione provvisoria agli alunni per permettere l’esecuzione dei lavori, come nel caso di San Pio X i cui lavori inizieranno per primi proprio per questa difficoltà logistica”.

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