Spoleto

Rischio incidente diplomatico per bandiera Usa, issata all’ultimo minuto al Festival

Si è rischiato quasi l’incidente diplomatico a Spoleto per la mancata esposizione della bandiera degli Usa, issata solo poco prima che l’opera “Vanessa” aprisse la 69ma edizione del Festival dei 2 Mondi. Una vicenda che ha tenuto banco tra la politica locale e che apre comunque più di un interrogativo di come sia potuto succedere un errore tanto clamoroso.

Tutto è bene quel finisce bene, conclude sempre la signora Coriandoli dopo aver raccontato i disastri che capitano al suo personaggio; di certo a Spoleto non era mai capitato una simile “svista”. Ammesso che sia tale, non fosse che comparivano senza problemi diverse bandiere, incluse quelle di Palestina, Cina e Ucraina.

Una doverosa premessa: per la storia di chi scrive e di queste colonne, sarebbero da issare 195 pali, per altrettante bandiere, tante quante sono quelle degli Stati riconosciuti dall’Onu (193 sovrani, 2 – Vaticano e Palestina – Osservatori permanenti) perché le arti – e il Festival di Menotti è l’eccellenza internazionale della multidisciplinarietà – come lo sport, solo per citare due esempi, non hanno confini di spazio, né di tempo.

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Tuttoggi è in grado di ricostruire quello che è successo nelle ultime 60 ore, in cui l’incidente diplomatico – immaginarsi, oggi come oggi, una reazione degli energici Trump e Netanyau – è stato sfiorato in extremis, come in un film di Hollywood. Se non fosse che i responsabili della scellerata azione non sono ancora ben individuati (un sospetto lo abbiamo), e non si potrà certo prendersela con gli operai chiamati ad issare le bandiere. Che fosse stato per loro avrebbero magari messo pure quelle dei sindacati o della squadra di calcio del cuore.

Così nella giornata del 24 giugno vengono posizionate svariate bandiere agli svincoli sud (da Roma) e nord (da Perugia – Ancona). La mattina dopo, 25 giugno verso le 9 del mattino, uno stimato professionista, noto per la sua riservatezza, pacatezza e passione per il Festival, chiama in Municipio per avvisare che manca la bandiera degli Stati Uniti, da sempre presente al Festival non fosse che per gli storici rapporti intercorsi, per il gemellaggio con Charleston che prosegue il suo “Festival di Spoleto” (…), per i magnati che hanno finanziato la kermesse come per le compagnie artistiche che hanno animato i palcoscenici. Senza considerare che non a caso si chiama “dei Due Mondi” e che quest’anno, tra le Ambasciate presenti quali promotrici della manifestazione, figura anche l’istituzione “America 250” per le celebrazioni dei 250 anni dalla indipendenza.

Non bastasse, tra gli artisti presenti compaiono nomi del calibro di Laurie Anderson, Julia Bullock e i musicisti della Lincoln Center (la cui presenza ha suscitato più di un sussulto agli organizzatori di Umbria Jazz che quest’anno, rompendo i protocolli mai firmati, ha anticipato di una settimana la kermesse andandosi a sovrapporre al Festval dei 2 Mondi).

Torniamo alla cronaca; le ore passano senza alcun intervento. Qualcuno nota alcune incongruenze, come la presenza di quella della Palestina (issata anche a Palazzo comunale pur vigendo il DPR 121/2000, poi dice che la legge non ammette ignoranza) ma non di Israele, dell’Ucraina ma non della Russia, dell’Iran ma non di Paesi del Golfo, e via dicendo.

Quale sia il cerimoniale, ammesso che ce ne sia uno, non è dato sapere. Sarebbe il caso di approntarlo, ma questo magari segue le stesse vicende dell’ancora mancata ri-stesura dello Statuto più volte richiesto dal Mic (e pare sollecitato dall’Anac) ma da anni fermo al…palo. Appunto.

Si potrebbero allestire 195 bandiere sulla pubblica illuminazione dell’intera città (che ne farebbe una vera “stella” nel disastroso panorama politico internazionale) o issare solo quelle legate agli artisti presenti (il Festival di quest’anno ospiterà il regista di Kolhass, Omar Elerian, italiano di origine palestinese; lo scorso anno fu la volta del coreografo Shahar Binyamini per New Heart e Bolero X). Fonti ufficiose del Palazzo dicono che solitamente si attendono le nazionalità degli artisti presenti, poi ci si arrangia come si può. Come dire, se arriva un artista del Saint Kitt & Nevis o di Nauru, se ne faranno una ragione se non abbiamo il vessillo del loro Paese.

Incidente diplomatico sventato all’ultimo

Le lancette continuano a girare, arriva il 26 giugno, data di inaugurazione della 69ma edizione che aprirà, alle 18.30, con l’Opera Vanessa (scritta da Barber, statunitense anche lui…) ma alle 14,30 ancora nulla è stato fatto.

la bandiera Usa (foto delle 01.00 del 27/06)

Potrebbero essere finiti i pali su cui fissarle o non è disponibile un trabattello?

Che le bandiere americane siano in magazzino, lo dimostrano le foto d’archivio, per cui almeno questo è da escludere; quella americana, per quanto sopra, andrebbe issata per storico rispetto a nord come a sud (verso Roma).

Sui social la questione tiene banco da far rischiare l’incidente diplomatico tanto che, ancora questa mattina, un consigliere di opposizione ci inzuppa il biscotto per la bandiera americana (come altri internauti che denunciano a sproposito l’assenza di quella israeliana, presente invece a nord nello svincolo per la Vallocchia, Piedipaterno, etc.). Ma sbaglia.

Per scrupolo Tuttoggi, che ha video e foto della “due giorni”, questa notte, alle 01.00, in pratica dopo l’ovazione per Vanessa e l’esclusivo dinner a Palazzo Collicola curato dagli chef del San Lorenzo, ha infatti voluto fare un ulteriore sopralluogo ed ecco che almeno la bandiera a stelle e strisce è magicamente apparsa, issata alla fine dello svincolo nord per Spoleto, poco prima del sottopasso per il Conad.

Probabilmente allestita a metà pomeriggio, comunque in tempo per lo spettacolo inaugurale.

Ben lontana comunque dal tricolore e da quella dell’Unione Europea che giustamente sventolano al centro dei due svincoli della Città del Festival.

Assente a allo svincolo sud, verso la Capitale, per carenza di pali. Trump dovrà farsene una ragione, speriamo.

Sul ponte (delle Torri) sventola bandiera bianca. Ce n’è bisogno che almeno questa sventoli.

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