Claudio Bianchini
E' particolarmente grave il capo d'imputazione che andrebbe a colpire l'autore del messaggino minatorio inviato nella notte di domenica scorsa al cellulare del vicesindaco Massimiliano Romagnoli. Si parla infatti di “violenza o minaccia ad un corpo politico, amministrativo o giudiziario: chiunque usa violenza o minaccia ad un corpo politico, amministrativo o giudiziario o ad una rappresentanza di esso o ad una qualsiasi pubblica autorità costituita in collegio, per impedirne, in tutto o in parte, anche temporaneamente, o per turbarne comunque l’attività, è punito con la reclusione da uno a sette anni». Insomma, chi ha minimizzato o sottovalutato l'episodio, bollandolo come semplice schermaglia politica, dovrà ricredersi. L'attività investigativa è volta ora a scoprire esattamente la cabina telefonica dalla quale è stato inviato l'sms. Una volta individuato l'apparecchio saranno chieste le riprese delle telecamere eventualmente presenti nelle vicinanze. L'autore, secondo l'avvocato Pugliese e lo stesso Romagnoli, avrebbe voluto limitare la sua attività di membro di spicco della giunta comunale folignate.