Negli ultimi anni assistiamo al riemergere in Europa – e non solo – di un pensiero nazionalista, bellicista e reazionario che prova a tornare egemone. Un’ideologia che, dall’asse Trump–Milei, passando per Meloni e Orbán, tenta di costruire una vera e propria internazionale nera: priva di qualsiasi fondamento storico serio, ma ricca di risorse, suggestioni tossiche e semplificazioni pericolose.
A questa vulgata occorre rispondere con la forza calma di chi sa che la sopravvivenza della specie umana e del pianeta passa dalla costruzione quotidiana di un mondo fondato su equità, pace, riconoscimento reciproco e giustizia sociale. Un mondo che investe in cultura, conoscenza, pensiero critico ed economia sociale, non in armi, guerra e saccheggio di vite, lavoro e futuro.
È dentro questo contesto che appare gravissimo quanto accaduto a Foligno, dove il sindaco ha ritenuto opportuno celebrare le imprese degli incursori della Xª Flottiglia MAS ad Alessandria d’Egitto. Un episodio che sublima le gesta di uomini votati all’invasione e alla conquista coloniale, trasformandole in una narrazione eroica che di fatto riabilita l’ideologia fascista, coloniale e razzista di cui quelle azioni furono espressione.
Ridotte al lumicino le “gesta eroiche” del fascismo, si raschia il fondo del barile per cercare brandelli di gloria da una storia già definitivamente sconfitta dalla Storia. Un gesto che sarebbe persino trascurabile se non fosse per due elementi decisivi che ci obbligano a intervenire nel dibattito pubblico.
Il primo: a compierlo è il sindaco di una città insignita della Medaglia d’Argento al Valore Civile per la Resistenza al nazifascismo. Il secondo: tutto questo avviene in un mondo lacerato da una guerra mondiale a pezzi, con un Occidente complice di un genocidio e incapace di assumere fino in fondo la necessità di una politica di pace, pacifista e internazionalista. Invece di interrogarsi sul proprio ruolo, si insiste ostinatamente in una visione del mondo che offende l’intelligenza collettiva, fatta di nazionalismo, colonialismo e razzismo.
Questa politica miope, anacronistica e pericolosa va contrastata con la forza delle idee, con l’alternativa di società, con una cultura antifascista viva e attuale, non rituale.
Come Rifondazione Comunista esprimiamo vergogna per le parole e le scelte del sindaco Zuccarini, per la povertà della sua visione storica, per la debolezza delle sue argomentazioni, per l’oltraggio arrecato alla memoria antifascista di Foligno.
La storia vi ha già sconfitti una volta.
E non tarderà a farlo di nuovo.
Rifondazione Comunista – Circolo Carlo Giuliani Foligno