di Carlo Ceraso
Una discarica lungo la Flaminia, proprio dentro il giadino della casa cantoniera dell’Anas. Sembra incredibile ma è proprio così. Ed è quanto può denunciare l’inchiesta di Tuttoggi.info che nei giorni scorsi era stata allertata da alcuni cittadinid i Pompagnano e dintorni. Di questa mattina l’ultimo carico. Gli operai ammucchiano un po’ di materiale di risulta, ‘frutto’ del lavoro svolto lungo la tristemente nota statale. Si lavora sodo con i mezzi che fanno avanti e indietro. Uno di questi, una piccola ruspa, cerca di spianare quella montagna di rifiuti. C’è un po’ di tutto. Rovi, rami, bottiglie e buste di plastica, copriruote, lattine in alluminio, carta, insomma tutto ciò che i soliti automobilisti incivili lanciano dai finestrini. Tutto quel matriale dovrebbe però finire in discarica per essere smaltito. Almeno questo dice la legge che indubbiamente all’Anas sembrano non conoscere. Dopo l’appostamento di fine mattinata, scatta la visita di TO®. E’ fin troppo facile entrare nella proprietà. Non esiste più il cancello che un tempo serviva per ricoverare i mezzi nell’ampio giardino. La casa poi da anni è disabitata. Si può entrare ed uscire indisturbati. All’ingresso fa bella mostra di sè un bidone di lamiera ormai arrugginita. Sulla sinistra una quantità di rifiuti che in alcuni punti sembrano sfiorare i due metri. Dietro questa striscia lunga una ventina di metri si nota una vistosa chiazza di color nero. Forse liquami di una fogna o di un pozzetto. Una vera e propria vergogna, un insulto all’ambiente. Firmato da una delle più importanti aziende statali. E sotto gli occhi di tutti, inclusi gli organi preposti al controllo ambientale