Città di Castello

Riesame decide su presunta setta di Pietralunga, “Maestro” resta in carcere, moglie ai domiciliari

Il Tribunale del Riesame di Perugia ha sciolto la riserva sulle misure cautelari per i vertici della presunta setta “Conoscenza e Libertà” di Pietralunga.

Il Collegio ha rigettato la richiesta di revoca per il 57enne Alfredo Mangone, noto tra i seguaci come “Il Maestro”, confermando per lui la custodia cautelare in carcere e condannandolo al pagamento delle spese procedurali.

Decisione diversa, invece, per la moglie 48enne Tatiana Ionel. I giudici hanno accolto parzialmente il ricorso della difesa – sostenuta dagli avvocati Emanuele Fierimonte e Deborah Wahl – annullando l’ordinanza per uno dei capi di imputazione e concedendo alla donna gli arresti domiciliari in un’abitazione di Apecchio (PU). La scarcerazione è tuttavia subordinata all’applicazione del braccialetto elettronico: in caso di mancato consenso al dispositivo, la donna resterebbe in cella. Per lei è scattato inoltre il divieto assoluto di comunicare con l’esterno, se non con i conviventi e i legali.

L’inchiesta, coordinata dal sostituto procuratore Andrea Claudiani, vede attualmente 6 persone iscritte nel registro degli indagati. L’operazione della Polizia di Stato dello scorso 31 marzo aveva svelato i contorni di una presunta setta criptocristiana capace di manipolare professionisti – tra cui medici e avvocati – riducendoli in soggezione psicologica per estorcere somme fino a 300mila euro a persona, fondi poi reinvestiti in beni di lusso e nel “Casale dello Spirito” a Pietralunga.

Le accuse restano pesantissime: associazione a delinquere finalizzata alla truffa e all’estorsione, con l’aggravante della violenza sessuale contestata a Mangone per presunti riti di “purificazione dell’anima” realizzati con liquidi corporei e sangue, inclusa la somministrazione di sperma del guru come pratica di iniziazione divina. La difesa – che ha sempre sostenuto come “Conosenza e Libertà” sia “un’associazione culturale e non certo una setta – attenderà ora il deposito delle motivazioni, previsto entro 45 giorni, per valutare il ricorso in Cassazione.