Ricostruzione post sisma, Bianconi "Occasione immediata per far ripartire l'economia" - Tuttoggi.info

Ricostruzione post sisma, Bianconi “Occasione immediata per far ripartire l’economia”

Redazione

Ricostruzione post sisma, Bianconi “Occasione immediata per far ripartire l’economia”

Lettera aperta di Bianconi al Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, al commissario straordinario alla ricostruzione Giovanni Legnini ed ai Presidenti delle quattro Regioni
Mer, 08/04/2020 - 10:37

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Utilizzare la ricostruzione post sisma del 2016 come occasione di ripartenza dell’economia italiana dopo il Coronavirus. E’ quanto sollecita l’imprenditore di Norcia e consigliere regionale dell’Umbria Vincenzo Bianconi.

Le sue riflessioni sono state racchiuse in una lettera aperta inviata al Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, al commissario straordinario alla ricostruzione Giovanni Legnini ed ai Presidenti delle quattro Regioni dell’area del Terremoto.

La lettera

Illustrissimi

con la presente, nel mio ruolo di Consigliere regionale dell’Umbria, di imprenditore prestato alla politica, vorrei sottoporre alla Vostra attenzione alcune proposte semplici e concrete. 

Partendo dall’assunto che, superata l’emergenza sanitaria, tutti dovremo concentrare le nostre energie per la ripartenza del Paese, invito a guardare indietro agli insegnamenti che la storia d’Italia ci offre. In più circostanze, un contributo indispensabile per rilanciare l’economia arrivò da un settore anticiclico: l’edilizia. 

Oggi abbiamo nelle nostre mani una grande occasione da sfruttare: sbloccare con pochi efficaci provvedimenti, il più grande cantiere d’Europa già finanziato, quello del terremoto del 2016, che coinvolge ben quattro Regioni d’Italia: Lazio, Umbria, Marche e Abruzzo. 

Qui, di seguito, rappresento un’azione, dai costi limitati, ma con un impatto molto importante ed immediato sull’economia, l’occupazione, la qualità della vita e la fiducia verso il futuro.

Negli uffici della ricostruzione regionali ogni istruttore di pratiche, ogni anno, mediamente autorizza cantieri e contributi per circa 4-5 milioni di euro. Il costo medio lordo annuale per istruttore è di circa 40-45 mila euro. 

Un investimento per Regione di 1 milione di euro l’anno per tre anni farebbe assumere circa 22 nuovi istruttori. 

Un investimento di 3 milioni di euro per 3 anni genererebbe un fatturato nel settore dell’edilizia di circa 330 milioni di euro per Regione. 

Se la cifra fosse raddoppiata, ripartendola in parti uguali tra Regioni e Stato, si arriverebbe a 24 milioni di euro di investimenti per l’assunzione di 571 istruttori, i quali genererebbero in 3 anni circa 2.640 milioni di euro di fatturato potenziale, al quale andrebbe aggiunto l’indotto ed il beneficio sui consumi indiretti in tutti i settori.

Considerando poi che il Commissario starebbe lavorando alla messa a punto di una nuova ordinanza che potrebbe semplificare l’iter burocratico di approvazione e concessione del contributo per alcuni progetti sotto certe soglie, il ritorno di un eventuale investimento fatto da Stato e Regioni potrebbe diventare ulteriormente performante. Si potrebbe azzardare una previsione di un +20% come beneficio generato da un investimento di 24 milioni in 3 anni che produrrebbe per l’economia reale diretta circa 3.168 milioni di euro. 

Lascio ad altri più esperti di me poi la quantificazione del moltiplicatore economico che questa cifra genererebbe sulla nostra economia.

Potrebbe bastare anche soltanto questo intervento per dare una positiva spinta alla nostra economia ma, se si volesse fare un ulteriore passo in avanti, aggiungo un’altra proposta di azione: attivare una temporanea sospensione del Codice dei Contratti Pubblici e il contemporaneo utilizzo delle normative e dei principi generali dell’ordinamento europeo, al fine di garantire la legalità, per accelerare lo sblocco dei grandi progetti e cantieri nelle aree del cratere e, perché no, magari di tutto il Paese.

Secondo i dati forniti dall’ANCE, il settore delle costruzioni incide per circa il 9% sul PIL nazionale. Nella pratica ciò significherebbe che a beneficiare dei fondi ipotizzati sarebbero innumerevoli categorie, solo per citarne alcune: geometri, architetti, geologi, ingegneri, ditte edili, idraulici, elettricisti, pittori, impiantisti, falegnami, mobilieri, produttori di macchinari, impianti, bar, ristoranti, negozi, etc.

Sono convinto, altresì, che il tempo sia un fattore cruciale per il successo. 

Altri settori purtroppo sono condizionati da dinamiche ancora tutte da decodificare, per altri ci vorranno alcuni anni. In questo caso, non avremmo nessun condizionamento esterno, tutte gli elementi sono nel nostro campo di gioco e di controllo. 

Dobbiamo agire immediatamente e in modo coordinato, ad ogni livello di governo, superando inutili strumentalizzazioni partitiche, nell’interesse esclusivo del Paese.

Fiducioso che possiate valutare e sviluppare nel merito tali proposte, mi rendo disponibile per ogni chiarimento e ulteriore contributo. 

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