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Restituzione busta pesante, proroga Inps al 31 gennaio | Ma in molti hanno già pagato

Arriva nel pomeriggio del 15 gennaio – ed in gran silenzio – la comunicazione dell’Inps in cui si posticipa al 31 gennaio 2020 il termine per l’avvio della restituzione della busta pesante da parte dei terremotati del centro Italia.

Proprio oggi, però, era previsto il termine iniziale e quindi in molti hanno già pagato o rateizzato i contributi previdenziali che erano stati sospesi dopo il sisma.

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Nonostante sulla homepage dell’Inps alle ore 18.30 del 15 gennaio campeggi la comunicazione (datata 14 gennaio) “Sisma 2016-2017: modalità versamento dei contributi sospesi” con cui si ricorda che appunto, in merito alla cosiddetta “busta pesante”, entro la data odierna “devono riprendere i versamenti alle regolari scadenze e pagare, anche a rate, i relativi importi”, come previsto dal “messaggio 13 gennaio 2020, n. 78“, in realtà esiste una nuova comunicazione.

Si tratta del “messaggio numero 125 del 15 gennaio 2020″, con oggetto “Integrazione al messaggio n. 78 del 13 gennaio 2020: “Eventi sismici verificatisi nei territori delle Regioni Lazio, Marche, Umbria, Abruzzo in data 24 agosto 2016, 26 e 30 ottobre 2016 e 18 gennaio 2017. Modalità di versamento dei contributi sospesi. Istruzioni contabili”. In esso si evidenzia che “Stante l’approssimarsi della data del 15 gennaio 2020” (ed è impossibile non sorridere per la scelta linguistica)… “la ripresa degli adempimenti e dei versamenti contributivi sospesi potrà avvenire a decorrere dal 15 gennaio 2020 ed entro il 31 gennaio 2020″.

Nello stesso documento si chiarisce anche la questione della restituzione del 40% della busta pesante e non dell’importo intero che invece veniva indicato nella prima circolare.

Per molti terremotati la proroga sulla busta pesante il giorno stesso e senza comunicazioni appare come una beffa. “La circolare dell’Inps è arrivata dopo che tutti hanno pagato la prima rata per intero, non avendo avuto il tempo di calcolare il giusto importo” è la lamentela di un imprenditore della Valnerina.

Confcommercio Valnerina: “E’ come piantare gli ultimi chiodi sulla nostra bara”

Intanto, sempre oggi pomeriggio, ignaro delle novità da parte dell’Inps sulla busta pesante, è arrivato l’accorato appello di Alberto Allegrini, presidente della Confcommercio Valnerina.

“Oggi è un giorno nero per noi. Lo Stato ci chiede di riprendere a pagare regolarmente, e per intero, i contributi sospesi dopo il sisma. Ma a tre anni e mezzo dal terremoto qui non è cambiato niente. Per tantissimi non c’è lavoro; cerchiamo di sopravvivere; campiamo per forza di inerzia. Ora lo stato ci chiede soldi che non abbiamo. E’ come piantare gli ultimi chiodi sulla nostra bara. Non possiamo accettarlo”.

Per rispondere alla legittima richiesta di aiuto degli imprenditori terremotati, Confcommercio e Federalberghi Umbria hanno avanzato la proposta di emendamento al decreto Milleproroghe, per spostare di un anno la ripresa del pagamento dei contributi sospesi, equiparandone inoltre la quota al 40% previsto oggi per i lavoratori dipendenti.

“E’ il minimo – evidenzia Allegrini – che lo Stato possa fare per noi. Qui la ricostruzione non è partita. Il turismo non c’è più. Il commercio è fermo. In questi territori non avvertiamo un sentore di speranza, ma di disperazione. Come potremmo riprendere oggi il pagamento dei contributi? Ci auguriamo che la nostra richiesta di proroga sia presto accolta. Sarebbe un segnale per noi significativo.

Oltre alla ricostruzione, fondamentale per non far morire questi nostri piccoli centri abitati, occorrono strumenti per  rilanciare l’economia ed il lavoro. E una vera politica economica di prospettiva che tenga conto delle peculiarità di queste aree che nel turismo e commercio vedono il volano della loro economia locale. Questo è l’appello delle nostre comunità”.