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Regionali, Vecchietti “Difendere lavoro e pluralismo nell’informazione”

La drammatica situazione del sistema dell’informazione nella nostra regione denunciata dall’Associazione Stampa Umbra e dall’Ordine dei Giornalisti è la conferma degli effetti di anni di attacchi alla libertà di stampa e al pluralismo, di cui i tagli pluriennali ai fondi per l’editoria sono solo uno degli innumerevoli esempi.

Il fatto stesso che tutte le aziende del settore in Umbria abbiano all’attivo strumenti di ammortizzazione sociale, quali la cassa integrazione in deroga ed i contratti di solidarietà, è indice di uno stato di profonda sofferenza, che spesso prelude a chiusure e ad una maggiore concentrazione della proprietà di emittenti e testate giornalistiche.
Il paradosso peraltro è che il risparmio sulle risorse per l’editoria è di gran lunga inferiore della spesa per garantire gli ammortizzatori sociali.
Viene in questo modo compromesso il diritto dei lavoratori del settore ad un’equa retribuzione e quello dei cittadini ad un’informazione plurale, esigenza quest’ultima particolarmente sentita in una fase, come questa, di confronto elettorale.
Come lista l’Umbria per un’Altra Europa, a seguito dell’incontro avuto con le rappresentanze dell’Associazione e dell’Ordine, ci impegniamo a sostenere la richiesta di aprire un confronto di livello regionale tra istituzioni, imprese del settore, sindacati e lavoratori, per rivedere la normativa regionale in materia ed individuare le soluzioni possibili per salvaguardare la presenza di organi d’informazione nel territorio regionale.
Misure come l’anticipo delle risorse per il pagamento della cassa integrazione, la revisione della fiscalità regionale, la cancellazione delle sacche di privilegio presenti nella politica e nell’amministrazione, possono contribuire a liberare risorse per superare la logica dell’emergenza e permettere la fornitura di servizi in grado di ridurre i costi di produzione senza gravare sui lavoratori. Allo stesso tempo, va sostenuta anche in questo settore una dialettica nuova con il governo nazionale, che non sia più ispirata, come in questi anni, alla condiscendenza ed all’impotenza; serve una legge quadro sul diritto all’informazione, che riconosca la comunicazione quale processo sociale fondamentale, bisogno umano primario e fondamento di tutte le organizzazioni sociali, in alternativa a pericolose concentrazioni degli strumenti d’informazione in pochi, grandi gruppi, autentiche eminenze grigie della politica “con il pilota automatico” di cui è espressione il Governo Renzi.

Michele Vecchietti
Candidato presidente-L’Umbria per un’Altra Europa