Luci accese su uno dei luoghi simbolo dell’abbandono nell’Acropoli. La voce circolava già da qualche settimana, ma ora sembra essere ufficiale. Una piccola parte dello stabile ex Coin a Perugia è stata venduta. Una parte di una grande superficie che, se riqualificata, rappresenterebbe un’occasione per rendere più attrattiva, e più sicura la città.
Prove di nuova amministrazione. Ed è proprio in quei locali sfitti che nel dicembre del 2013, quando (forse) la candidatura di Romizi a primo cittadino non era nell’aria l’opposizione di centrodestra si è unita al motto di “Damoje n’verso“. Poi, sull’ex Coin, è calato nuovamente il silenzio.
Un affare. Ma torniamo alla vendita. Si tratterebbe di poco più di 100 mq a piano terra proprio con l’affaccio sulla via che porta da piazza della Repubblica a piazza Italia. La parte dell’ex Coin più facilmente riqualificabile e riutilizzabile e con un affaccio diretto sulle piazze più importanti della città. Il tutto venduto ad un ottimo prezzo, un affare. I primi contatti risalirebbero a qualche mese fa, ma l’atto di vendita è cosa recente. Sull’acquirente, o forse più persone, e sulla destinazione d’uso della piccola porzione di edificio, bocche cucite. Azzardiamo: forse un ristorante? Ben venga se in grado di rendere più attrattiva e pulita il centro storico.
La notizia arriva poco dopo quella della trattativa per la riapertura dei locali in via Mazzini dell’ex caffè di Perugia, chiusi da dicembre. Gli 800 meri su più piani dello storico caffè della città, infatti, sarebbero passati di mano dalla famiglia Servadio ad una società che si occuperà di cucina, certo, ma anche di intrattenimento. Si chiamerà il Gran caffè.