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Radioligando per cancro prostata, rimborsabilità in Gazzetta ufficiale

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Radioligando per cancro prostata, rimborsabilità in Gazzetta ufficiale

Mer, 05/03/2025 - 14:03

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(Adnkronos) – La terapia con radioligandi Lutetium (177Lu) vipivotide tetraxetan è ufficialmente disponibile per i pazienti italiani affetti da carcinoma prostatico metastatico resistente alla castrazione (mCrpc) progressivo, positivo all’antigene di membrana specifico della prostata (Psma), che sono stati trattati con inibitore della via del recettore degli androgeni (Ar) e chemioterapia a base di docetaxel e cabazitaxel o che non sono candidabili a cabazitaxel. Lo comunica Novartis dopo la pubblicazione in Gazzetta ufficiale, lunedì 3 marzo, della rimborsabilità da parte del Servizio sanitario nazionale di un trattamento sul quale si erano accesi i riflettori della cronaca nel dicembre scorso, con l’appello di un medico ed ex professore dell’università Sapienza di Roma, Giuseppe Marenga, che aveva deciso di recarsi in Austria per sottoporsi alla terapia, lanciando anche una raccolta fondi.  

La disponibilità della cura nell’ambito del Ssn rappresenta “per i pazienti con carcinoma prostatico un’evoluzione nell’accesso alla terapia con radioligandi, un’innovazione della medicina di precisione basata sulla teragnostica che unisce fase diagnostica e fase terapeutica in un approccio che consente di colpire in modo mirato le cellule tumorali, migliorando conseguentemente l’efficacia del trattamento e la tollerabilità per i pazienti”, sottolinea Novartis. “Questa molecola – spiega una nota diffusa dal braccio italiano dell’azienda farmaceutica svizzera – è progettata per agire selettivamente sulle cellule tumorali che esprimono il recettore Psma, presente in oltre l’80% dei pazienti con carcinoma prostatico metastatico”.  

La decisione dell’Agenzia italiana del farmaco Aifa, che a fine gennaio ha annunciato la rimborsabilità della terapia, è supportata dai risultati dello studio clinico di fase 3 Vision. Il trial ha evidenziato “una riduzione del 38% del rischio di morte e del 60% del rischio di progressione radiografica della malattia o di morte (rPfs), rispetto al miglior standard di cura attuale”, ricorda Novartis che con questa approvazione conferma “il proprio impegno nell’ambito dell’oncologia di precisione, non solo attraverso l’innovazione terapeutica, ma anche mediante una costante collaborazione con il sistema sanitario e le autorità regolatorie, con l’obiettivo di migliorare i processi di accesso e presa in carico dei pazienti su tutto il territorio nazionale”. Il gruppo precisa che “la nuova terapia sarà disponibile nelle singole regioni non appena sarà concluso l’iter regionale”. 


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