Federcaccia Umbra interviene sul dibattito seguito alla delibera con la quale la Giunta regionale dell’Umbria, recependo le deliberazioni degli ATC 1 e 2, ha provveduto all’adeguamento tariffario a 51,65 euro, quota già in vigore nell’ATC 3 del Ternano.
Per Federcaccia Umbra si tratta di “una scelta di realismo. che non deve però trasformarsi in una ‘tassa’ indistinta, ma in un investimento certo per il futuro del territorio”.
Federcaccia esordisce spiegando che l’adeguamento nasce da una necessità oggettiva. “Non si può pensare di fare gestione faunistica nel 2026 con tariffe fissate nel 1995”, dichiara la Presidenza regionale. Che rileva: “I costi dei servizi, dei carburanti e dei ripristini ambientali sono profondamente mutati; restare ancorati ai prezzi dello scorso millennio significherebbe condannare la gestione del territorio all’immobilismo”.
Altro aspetto è quello relativo all’utilizzo di queste risorse aggiuntive. Il “sì” di Federcaccia è infatti condizionato a un punto “centrale e non trattabile”: le maggiori risorse derivanti dall’aumento devono essere destinate esclusivamente alla piccola selvaggina stanziale, ai miglioramenti ambientali e alla gestione delle zone di Ripopolamento e cattura e aree di rispetto temporaneo.
A tal proposito, Federcaccia Umbra lancia un appello diretto alle istituzioni, con tre punti essenziali.
Ripristino dei capitoli di spesa: l’associazione invita formalmente la Regione a ripristinare con urgenza i capitoli di spesa dedicati, vincolando preventivamente le somme per ogni singola tipologia di azione.
Gestione mirata: come richiesto dagli stessi ATC, ogni euro derivante dall’aumento deve avere una tracciabilità precisa verso le zone di ripopolamento e cattura e aree di rispetto, il ripopolamento e i miglioramenti ambientali a scopo faunistico.
Trasparenza totale: gli ATC devono operare come “case di vetro”. “Esigiamo una verifica rigorosa sui bilanci – spiega Federcaccia – per eliminare ogni spesa che non sia strettamente legata ai fini faunistico-venatori”.
Federcaccia Umbra esprime rammarico per lo scontro politico “che sta usando i cacciatori come terreno di battaglia elettorale”.
L’associazione ribadisce dunque la propria posizione: “Il cacciatore, vero custode del territorio, comprende che senza risorse non c’è futuro, ma pretende che quelle risorse siano spese bene. La caccia in Umbria ha bisogno di progetti concreti e di una gestione oculata, non di sterili polemiche. Vigileremo – conclude Federcaccia Umbra – affinché ogni centesimo versato dai nostri associati torni sul territorio sotto forma di selvaggina e tutela ambientale”.