di Francesca Benedetti
Foligno – La Fortuna e il Valore declamati dal Bando della Giostra della Quintana hanno dato ieri sera il vanto di altissimo honore a Lorenzo Paci, il giovane cavaliere sceso nel Campo de li Giochi per il rione Pugilli. Il “Moro” ha vinto la centesima Giostra al Campo dedicato ai cavalieri Marcello Formica e Paolo Giusti, aggiudicandosi il Palio dipinto dal maestro Filippo di Sambuy per questa Rivincita di settembre.
Questa vittoria è stato il coronamento di una Quintana ricca di iniziative culturali, gastronomiche e agonistiche che ha coinvolto il popolo folignate ed i numerosi turisti accorsi nonostante il tempo avesse versato per il peggio proprio nelle due giornate finali e a causa del quale la Giostra non si è disputata alle 15, come previsto, bensì in notturna, per scongiurare il rischio di temporali, sotto una splendida luna piena. L’atmosfera magica che si è creata al campo è stata subito palpabile grazie all’entrata dei figuranti nei loro abiti seicenteschi perfettamente riprodotti, alla bellezza delle dame nei preziosi broccati, alla lettura energica e vibrante del Bando ad opera di Claudio Pesaresi, al tifo dei popolani e alla sorprendente abilità dei cavalieri.
Il sorteggio ha voluto che l’ordine di partenza dei cavalieri fosse il seguente: rione Morlupo, con Riccardo Conti su Burika, che purtroppo ha mancato il primo anello e non ha potuto gareggiare nella seconda tornata; rione Spada, con Massimo Gubbini sulla debuttante Sopran Ginestra, rione Contrastanga con Gianluca Chicchini sulla debuttante Larochefocauld, che ha mancato un anello e preso dieci punti di penalità, non potendo accedere alla successiva tornata, rione Pugilli con Lorenzo Paci su Go Betty Go, rione Ammanniti con Emanuele Capriotti su Ripa Nera, rione Mora con Michelangelo Fondi su Catalifi, rione Badia con Emanuele Filippucci su La Bhalma, fuori gara anche lui dalla prima tornata per aver fatto cadere una bandierina meritando una penalità di dieci punti, rione Giotti, con Daniele Scarponi su Baccani, rione Croce Bianca con Lucio Antici su Scala Minore, e rione Cassero, con Luca Innocenzi su Naval War.
Dopo un’accesissima competizione e molti anelli – nella prima tornata, del diametro di 8 cm, nella seconda, del diametro di 6 e nella terza di soli 5 cm -, all’ultima tornata sono giunti solo quattro cavalieri, che con la loro precisione ed i loro tempi hanno dimostrato ancora una volta quanto seria e difficile sia la Giostra di Foligno. A contendersi la vittoria sono stati Massimo Gubbini, Luca Innocenzi, Lorenzo Paci e Lucio Antici che ha mancato l’ultimo anello della terza tornata e si è classificato così quarto nonostante Scala Minore avesse ottenuto i tempi migliori della Gara dietro ai rioni Pugilli, Cassero e Spada.
Il rione dell’aquila nera non riportava vittorie dal 1999 e questo splendido palio è stato motivo di gioia per i tifosi che, insieme agli altri popolani ed ai figuranti, hanno invaso il Campo de li Giochi al termine della gara, poco prima della mezzanotte.
Ma il Palio è soltanto uno dei molteplici premi della Giostra: basti pensare alla lancia d’argento offerta dalla figlia di Marcello Formica, agli anelli d’argento offerti ai rioni dalla famiglia di Paolo Giusti fino alla Giostra successiva, al trofeo “Centro del Mondo”, dipinto da Alessandro Petrini, che viene assegnato al rione che consegue due vittorie di fila.
Il “Gareggiare dei Convivi” invece, una gara gastronomica disputatasi tra le taverne dei dieci rioni folignati, che quest’anno ha avuto per tema la carne di cinghiale, è stato vinto dal rione Mora ed il Mascarano, riconoscimento per il cavaliere più bello nel portamento, dallo Spada.
Altre manifestazioni annesse alla Quintana che meritano di essere ricordate sono la Notte Barocca (tra il 6 e il 7 settembre, ricca di proposte culturali), e la Fiera dei Soprastanti, svoltasi sabato 30 agosto: un tuffo nel passato secentesco della città, una vera e propria fiera in cui i prodotti potevano essere acquistati solo da chi aveva cambiato i propri euro in quattrini, l’antica moneta allora usata a Foligno.