QUESTIONE RIFIUTI: ZAFFINI( AN ) CHIEDE LUMI SUL FUTURO DI SPOLETO. SARA' L'UNICA IN REGIONE A BRUCIARE RIFIUTI? - Tuttoggi.info

QUESTIONE RIFIUTI: ZAFFINI( AN ) CHIEDE LUMI SUL FUTURO DI SPOLETO. SARA' L'UNICA IN REGIONE A BRUCIARE RIFIUTI?

Redazione

QUESTIONE RIFIUTI: ZAFFINI( AN ) CHIEDE LUMI SUL FUTURO DI SPOLETO. SARA' L'UNICA IN REGIONE A BRUCIARE RIFIUTI?

Lun, 22/09/2008 - 13:01

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“L'immondizia alla fine s'ha da bruciare. Il ciclo dei rifiuti è integrato e va chiuso certamente con la termovalorizzazione residua della frazione secca. Non vorremmo, però, che l'unica a bruciarla sia Spoleto”. Con un'interrogazione alla Giunta, Franco Zaffini, capogruppo di An-Pdl a Palazzo Cesaroni chiede chiarimenti sull'azione di governo in merito al trattamento termico dei rifiuti.”Con un capolavoro di ‘politica creativa'- sostiene il consigliere – l'assessore Bottini sigla un protocollo d'intesa per la gestione della chiusura del ciclo dei rifiuti con i titolari degli impianti di smaltimento, ma non con gli enti locali. Con questo escamotage, in sostanza restano fuori proprio i comuni di Orvieto e Spoleto, quelli con le più grandi discariche in esercizio: per il primo, infatti, firma la Acea-Sao, società coinvolta dalle indagine della procura per presunte infiltrazioni camorristiche, mentre il secondo viene rappresentato dalla Regione Umbria che ne tutelerebbe gli interessi. Potremmo chiedere a chi ha vissuto le vicende del Rio Fergia se è stato tutelato dalla Regione”. “La data del documento – aggiunge Zaffini- è quella del 28 luglio, solita data che si utilizza far passare tutto inosservato sotto il sole di agosto. A questo punto – prosegue – è legittimo chiedersi a quale scopo e, soprattutto, quale credibilità possa avere il piano per la gestione dei rifiuti che dovrebbe giungere in Consiglio nei prossimi mesi. Dopo i protocolli già firmati dall'assessore per la differenziata, per la riduzione dei rifiuti e per gli imballaggi, questa è l'ennesima stoccata con cui la Giunta delegittima la massima assemblea legislativa dell'Umbria, decidendo sulla gestione della fase di termovalorizzazione direttamente nella stanza dei bottoni. Che si mettano, dunque, il cuore in pace anche verdi e rifondaroli, sempre lesti nell'affiancare e cannibalizzare i comitati civici, bacini di consensi elettorali, anche quando ad essere contestate sono le stesse giunte e le stesse maggioranze di cui fanno parte. Il diktat è univoco, non lascia spazio ad interpretazioni, quando arriverà a chi deve “decidere” tutto sarà già stato fatto, ma qualche considerazione è doverosa”. “Tornando al protocollo della combustione – dice ancora Zaffini- la strada è quella di creare una società di gestione unitaria per lo smaltimento, una sorta di ‘holding della monnezza' (non bastava il flop per quella dei trasporti) che, non è difficile prevedere dove farà ardere la brace più temuta dell'Umbria. Per impianti 'vocati', infatti, si intendono ancora i cementifici, ai quali è già stata rilasciata l'autorizzazione integrata ambientale (Aia) valida anche per bruciare i rifiuti. E mentre la ‘repubblica popolare' di Gubbio è corsa ai ripari siglando un protocollo d'intesa direttamente con la Regione per la tutela ambientale, Spoleto, in totale assenza di programmazione e amministrazione, subisce scelte che la penalizzano, prese altrove per interessi estranei alla città”. “Così dopo aver ceduto a Foligno una quantità di servizi e utenze – continua Zaffini- tra cui spiccano, sia il polo sanitario che le quote della Vus, la città del Festival viene ripagata diventando capitale umbra della mondezza. Non contenta di aver consentito il raddoppio della discarica di Sant'Orsola che tracima della spazzatura di tutta la regione, senza avere garanzie ambientali in cambio, il primo cittadino non compare tra i rappresentanti che siglano il protocollo per l'incenerimento. Al suo posto il presidente dell'Ato 3 che casualmente coincide con la persona del sindaco di Foligno, Manlio Marini. A conti fatti – conclude il capogruppo di Alleanza nazionale – sembra che l'unico cementificio destinato davvero alla combustione dei rifiuti dell'intera regione sia proprio quello di Spoleto. Un trattamento differenziato che pone su due livelli differenti gli abitanti di Gubbio e quelli di Spoleto, i primi residenti nella roccaforte del potere politico – imprenditoriale, i secondi vittime di un'amministrazione fantasma, fondata sulla logica della propaganda. Per cui Spoleto cede servizi e acquista in mondezza”.


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